Partiamo dal presupposto che non credo nell’Errore.
Per quanto mi riguarda, esistenzialmente parlando, l’errore non esiste.
Anche quando sei lì a provare il centomillesimo salto della pozzanghera, sperando di non finirci dentro ancora una volta, stai solo facendo un’esperienza:
- se non resisti alla tentazione di saltare la pozzanghera, non stai sbagliando,
- se salti, ma non riesci ad arrivare dall’altra parte senza bagnarti, non stai sbagliando,
- se insisti a volerci provare o se rimani impietrito e non riesci nemmeno a provarci non stai sbagliando,
non c’è niente di sbagliato in te
e non è sbagliato quello che sta succedendo.
Insomma, hai capito.
Ecco. Personalmente vivo così la mia vita, da sempre.
Non ho mai pensato di aver “sbagliato” a scegliere questa o quella strada – che fosse un viaggio, un paio di scarpe, un fidanzato, un lavoro o qualunque altra cosa… erano scelte, erano possibilità, erano alternative, ciascuna con il suo potenziale di arricchimento e di impoverimento – sì, perché anche l’impoverimento è un’esperienza della vita, e se pensi che non sia così indaga se dentro di te è presente l’insaziabile Mostro Famelico dell’Accumulo, spesso un cugino diretto del Demone delle Sorgenti della Compensazione e fratello della Strega del Mai Abbastanza, tutti diretti discendenti dell’insoddisfazione atavica legata al Vuoto di Senso).
Tuttavia, dalla mia esperienza diretta riguardo a come prendiamo le decisioni, c’è una cosa che ho compreso in modo inequivocabile, una cosa che, se non sei vigile, in un attimo può farti arrivare all’idea di errore, ai se avessi… fatto, scelto, detto; se quella volta invece di andare a destra fossi andato a sinistra…
È una cosa che si chiama “logica”.
Tutte le volte che mi sono avvicinata al senso dell’errore, tipo falena a un passo dalla fiamma, era perché stavo provando a scegliere in modo logico, stavo provando a prendere una decisione logica.
La tal cosa era “la cosa più logica da fare”, “sulla carta funziona alla meraviglia”, la colonnina dei pro e dei contro parla chiaro…
Attenzione, non voglio certo demonizzare la logica, che è meravigliosa e utile e iper-funzionale per un mucchio di cose, tuttavia, come spesso diciamo noi di LilaVAR, forse non è il sistema migliore per le scelte esistenziali, non è la guida migliore per fare quella cosa che siamo qui a fare, in sostanza l’esperienza della vita.
- perché la vita non è una scelta a tavolino,
- perché la vita non è una questione di strategia e decisioni opportune
- perché la vita non è una partita a scacchi, basata sulla probabilità e le mosse migliori
- perché la vita non è un’arte combinatoria di elementi finiti e definitivi
- perché la vita non è un quiz con risposte giuste e sbagliate, sì-no, vero-falso
Comprendi?
Ecco, quindi, anche quando credi che andrai a destra perché è logico farlo,
– prova a fare attenzione,
– prova ad ascoltare bene,
– prova a vedere se ti stai blandendo perché, in fondo in fondo, seguire altre istanze di te, altri GPS, pronti a indicarti la strada in un modo che proprio non ti aspetti, ti spaventa, ti fa paura,
magari perché li consideri
– insulsi, irrazionali e folli,
– pericolosi, infondati, fantasiosi,
– ingenui, immaturi, irragionevoli e naïf,
o in qualunque altro modo consideri l’Intelligenza del Cuore, l’Intelligenza del Corpo, e tutte quelle altre Intelligenze Naturali di cui, come Umano, sei splendidamente dotato, ma di cui forse
– ti sei dimenticato,
– o hai lasciato che avvizzissero come piante in un terreno arido che non innaffi da molto tempo,
– o le hai relegate in soffitta come vecchie cianfrusaglie di un’epoca passata, così poco moderne, così poco tecnologiche, così poco lucide rispetto alla levigata brillantezza del tuo robottino interno…
Ecco.
Allora, la prossima volta che ti trovi davanti a una scelta, valuta pure tutte le opzioni logiche e poi ascolta la Voce Naturale dell’Essere,
lei non sbaglia mai,
perché nella Vita, l’Errore non esiste.
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