Quanto ci condiziona il Condizionamento?
Quanto ci impedisce di fiorire, essere felici, essere autentici, essere chi siamo, esprimere pienamente il nostro potenziale…?
Negli ambienti spirituali e di crescita personale, si sente parlare tantissimo di Condizionamento, delle sue caratteristiche, dei suoi effetti, del suo impatto su di noi e la nostra vita, ma è davvero così che ha senso focalizzare la questione?
Questo che trovi di seguito è un estratto della conversazione avuta con uno dei Viaggiatori di LilaVAR, su questo tema che puoi approfondire anche leggendo questo articolo.
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Il punto non è il Condizionamento – che viene dagli altri, dall’esterno, dalle relazioni, dal passato, dalla cultura, dalla famiglia o dalla società…
tanto per dirla chiara, non hai nessun potere su questo.
Ma è davvero questo che importa?
Il punto è che non esiste una realtà senza questa cosa che chiami Condizionamento, che alla fine altro non è se non l’insieme delle forze, delle dinamiche, delle esperienze, delle energie, dei pensieri, delle credenze in cui siamo immersi, da sempre, dal passato del mondo e della storia dell’uomo, proprio come da sempre viviamo immersi in una miscela di ossigeno, anidride carbonica e altri gas che chiamiamo aria.
E sì, ci sono luoghi con un’aria più pulita e altri con un’aria più inquinata,
e sì, puoi metterti a cercare di capire come e perché e cosa fare per vivere in un mondo più pulito o più tossico, ma questo non significa che puoi liberarti dell’aria, né che arriverà un giorno un mondo idilliaco in cui il Condizionamento non esisterà più – chi lo sa, magari in futuro vivrà una specie diversa dalla nostra e tutto cambierà, ma credo sarai d’accordo con me se diciamo che questo non cambia la nostra realtà di ora, e certamente non cambia la nostra vita, concretamente, quotidianamente, in questa ricerca di benessere, pienezza, felicità soddisfazione che muove la maggior parte di noi, e certamente i Viaggiatori di LilaVAR.
Ecco, allora, al netto dei “ritocchi” che puoi apportare al tuo ambiente, il punto è che non puoi evitare il Condizionamento, perché è parte dell’ambiente in cui sei immerso – è come se un pesce volesse evitare la sabbia del fondale mossa dalle onde, dalle correnti, o dal passaggio di altre creature degli oceani, che intorbida l’acqua.
E no, non è che l’acqua torbida è qualcosa che non dovrebbe esserci, non è un errore, non è un dispetto, un impedimento, uno sgambetto a un’ideale acqua sempre cristallina o immota. Le correnti, le moltitudini di creature, le onde, la sabbia che si alza sono tutti elementi naturali, non puoi avere controllo su di essi, e l’idea che dovrebbero essere diversi è solo un’idea, un’ideale di una realtà che non esiste.
Quello che puoi fare è focalizzarti su come stai tu nei confronti di quel Condizionamento, come lo vivi, che impatto ha su di te, come ti senti quando nuoti lì in mezzo, dove sei tu quando qualcuna di queste onde si manifesta un po’ più forte, magari ti fa sbandare, o ti porta via la preda che stavi cacciando…
Ecco perché è così importante che tu veda chi sei veramente, ecco perché è così importante che tu conosca quel luogo di te che è sempre te, e non muta, e non cambia, non importa se vi sono onde, correnti, tanta sabbia o poca, se è sabbia dorata o sporca, se intorno vi sono pesci simpatici o antipatici, creature pericolose o amiche.
Insomma, il punto non è nel Condizionamento – è inevitabile
Il punto è “Chi sei tu?” – Condizionamento o no
Verrai condizionato, certo che verrai condizionato, non vivi in una campana di vetro, non vivi in una bolla sottovuoto, vivi immerso nel tuo nell’ambiente.
Ciò che sei in superficie cambierà in funzione di queste onde, di questa sabbia dorata o sporca – è inevitabile e, a volte, è perfino un vantaggio, che ti permette cose che altrimenti non potresti fare, ma qualunque sia la sua influenza quel Condizionamento non cambia ciò che sei.
Se ti senti tanto influenzato, dominato, condizionato, perso, impotente, manipolato è perché non sai chi sei, allora sei vittima di quel Condizionamento, sei succube di quel Condizionamento, sei in balia di quel Condizionamento, ti lasci portare dalle onde e dalla corrente.
Ma non è perché “lui” ha potere su di te – non c’è nessun “lui”, nessuna fantomatica forza oscura, o complotto universale, o errore atavico, è solo il moto delle onde, il movimento dei pesci, la sabbia che si muove…
Il punto è che sei tu che non sai chi sei.
se sai chi sei, il Condizionamento ti condizionerà come può condizionarti una giornata di pioggia o una nevicata improvvisa, ma davvero credi sia questo il punto che cambia la tua vita?
Che la rende bella o brutta,
soddisfacente o insoddisfacente,
piena o vuota,
sensata o assurda…
Ecco, allora, lascia stare il Condizionamento, non ti preoccupare di lui, non combattere contro i Mulini a Vento, non è lì che ha senso mettere le tue energie, non puoi cambiare l’oceano, non puoi cambiare il mondo,
ma puoi focalizzarti sull’unica questione che può avere davvero un impatto sulla tua vita, sull’unica domanda che può davvero fare la differenza: “Chi sono io?”
Tutto il resto si sistemerà, la tua vita anche, che farà il suo corso, Condizionamento o no.
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