Andare nel Bosco

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Il viaggio verso la Realizzazione del Sé è uno dei più complessi che esistano e Essere accompagnati da qualcuno che ne conosce il territorio per esperienza diretta può fare la differenza.
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Partire per questo Viaggio verso la Realizzazione del Sé assomiglia a una di quelle avventure per luoghi lontani e inesplorati che sono il succo stesso di tutti i Viaggi fuori dall’Ordinario, proprio come quello che vivremo se risponderemo di “Sì” alla Chiamata del Sé.
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Andare nel Bosco: una mini-guida pratica all’Esperienza Immaginale

Vuoi esplorare il tuo Bosco? Ecco alcune indicazioni per farlo al meglio

Caro Viaggiatore delle Terre Selvagge della Coscienza di Sé di LilaVAR, abbiamo messo davvero molta “carne al fuoco” e forse anche nel tuo Calderone bolle una dorata e nutriente minestra.

Tuttavia, tutto ciò che abbiamo detto in questo lungo Viaggio di esplorazione del Bosco (immaginale e esistenziale), rimarrà solo una bella storia se non ci andiamo davvero, ciascuno di noi, personalmente, risvegliando, ritrovando o scoprendo la nostra Intelligenza Naturale archetipica e quella dimensione profonda dell’Essere che siamo che non parla la lingua della logica e della razionalità

In caso tu non sia tanto avvezzo a questo tipo di Esplorazioni nelle Terre Selvagge della Coscienza di Sé, ecco alcune indicazioni per cominciare perché, come diciamo sempre, LilaVAR è un Viaggio del tutto personale e molto, molto concreto. Non si tratta di teoria, ma della possibilità di fare esperienza diretta di tutto ciò che si scopre lungo il Viaggio verso la Realizzazione del Sé
.

♣Nel libro “Viaggio a LilaVAR” c’è un capitolo dedicato al “Bosco” e ogni capitolo è ricco di Spunti, Domande di Riflessione e Esercizi per cominciare subito a Viaggiare davvero nelle tue Terre Selvagge e nella tua LilaVAR

Indaga. Esplora. Sperimenta.🐾

Introduzione alla mini-guida pratica all’Esperienza Immaginale

 

In questa serie dedicata al Bosco, abbiamo parlato tanto di mondo immaginale e archetipi. Non so quanto tu ti sia spinto nell’esplorazione di cosa questo significa davvero per te, inoltrandoti in questa sfera della nostra Intelligenza Naturale che si manifesta attraverso le immagini archetipiche, immagini che prendono vita, immagini che ci parlano, ci nutrono e che, spesso e volentieri, “ne sanno molto più di noi”, sopratutto se quel “noi” è del tutto identico con la consapevolezza razionale e il pensiero logico-cognitivo.

La Dimensione Immaginale e Archetipica è una dimensione estremamente ricca e nutriente, ma la maggior parte di noi ha perso questa Saggezza Naturale, a favore di una lettura razionale, logica, riflessiva, cognitiva di ciò che siamo e di ciò che viviamo o che ci accade.

Dimmi, in quanti ti offrono analisi precississime di questa o quella emozione, di questa o quella mancanza, di questo o quel conflitto. Eppure, è di questo che hai bisogno?

In tutta onestà, ti hanno aiutato a comprendere esistenzialmente cosa stava succedendo, quale fosse la Domanda di Senso che sottostava a quella o quell’altra situazione, magari condita di attriti, malesseri e sofferenze?
O sei finito sulla ruota del criceto di problemi che si ripetono all’infinito e soluzioni che sembrano sempre funzionare per gli altri ma non per te?

Ovviamente, non dico che non serva analizzare e comprendere cognitivamente, ma a un certo punto ti renderai conto che è solo lo strato più superficiale della faccenda, che, secondo la mia esperienza, non è ciò che ti porta a far sì che la situazione che stai vivendo rilasci il suo Tesoro di Senso, la sua ragion d’essere, la sua ricchezza esistenziale ed esperenziale, il suo contributo alla scoperta di ciò che sei, perché sei così come sei, e perché ti accade ciò che ti accade.

 

Arrivata in fondo al mio cammino, posso dirti che, più che di analisi e di comprensioni a tavolino o soluzioni efficaci ed efficienti, ciò che di cui abbiamo bisogno, è di recuperare la dimensione del vissuto in sé, così com’è e aprirci a ciò che questo comporta, in quanto esperienza.

Sì, a volte è scomodo, terribilmente scomodo: vuoi mettere stare giorni sdraiati sul fondo di una Conca Desolata (immaginale) o affacciati sull’Ultimo Dirupo della Terra delle Terre delle Soluzioni Facili? Un Bosco in confronto è un sollazzo, ma non possiamo nemmeno stare lì per sempre (sempre che sia rigoglioso e accogliente, o magari secco, ombroso e intricato…)


La Conca Desolata e Ultimo Dirupo sono alcune delle Terre di LilaVAR


 

Eppure, quando riusciamo ad aprirci a questa visione della vita, a questa dimensione archetipica ed esistenziale, allora tutto acquista un senso e la fatica, difficoltà o sofferenza che spesso accompagna le situazioni “difficili” assume tutto un altro peso.

Anzi, ti dirò di più: lo sai quali sono stati i periodi di maggiore malessere della mia vita?
Non quelli in cui, per esempio, vivevo una relazione non soddisfacente, o un lavoro poco interessante e precario… no, no… i momenti più difficili sono stati quelli in cui il mio mondo interno stava rischiando di diventare tutto noto, tutto previsto, tutto ordinato, tutto organizzato… e la vita si stava trasformando in una catena di montaggio.

Allora sì che la mia vita, il mio essere e essere al mondo si stava inaridendo, ma non dell’aridità dei deserti, che sono comunque ambienti naturali, ma dell’aridità dei paesaggi meccanici, freddi, sferraglianti e tutto tranne che “viventi”.
Ecco perché insisto tanto sugli automatismi, le risposte pronte, i si fa così e si va per di là, i tutto già chiaro, deciso, definito, scoperto, svelato, capito…

 

Detto tra noi, credo proprio che sia questa la vera “alienazione” che viviamo nei mondi moderni e tecnologici in cui la maggior parte di noi è immersa, ed è questa distanza, questo allontanamento dalla Natura Selvaggia dentro di noi, la Natura Selvaggia dell’Essere, la Vita Vivente che siamo che ci sta trasformando in robottini disanimati, ma è chiaro che qualcosa soffre, perché, come ho imparato sulla mia pelle – in situazioni estreme di cui magari un giorno parleremo – la vita vuole vivere, la vita che sei vuole vivere, e si ribellerà alla meccanicità, alle luci che non lasciano ombre, ai programmi che non lasciano spazio di deviazione dalla procedura e dalla norma, alle risposte e alle soluzioni pronte…

Ecco, quindi, lascia che ti ricordi che tutte le volte in cui proverai un senso di estraneità, mentre tutti vanno a destra e tu vorresti andare a sinistra, o tutte le volte in cui sentirai che “c’è qualcosa che non ti torna”, ecco, per favore, ascolta quel richiamo, perché quel senso di estraneità, quel senso di scomodità, quel senso di non incastro sono la tua prima Briciola di Pollicino, il tuo Campanellino (del Sé) come li chiamiamo a LilaVAR: quella è la Voce del Bosco

 

Detto questo, ora è arrivato il momento di calarci in qualche spunto pratico, perché la pratica è la via del fare, la via dell’Esperienza diretta, l’unica via foriera di reale cambiamento, qualunque esso sia.

Quando vogliamo che le cose siano pratiche, non vogliamo per forza che siano semplici, o immediate o dai risultati garantiti, semplicemente vogliamo che si possano sperimentare, in modo diretto.

In tal senso, gli spunti che troverai qui di seguito non sono un Manuale di cose da fare, ma una mini-traccia per accompagnarti nella tua sperimentazione personale, del Bosco, o di qualunque altro luogo, aiutandoti a ritrovare un’Intelligenza Antica, ancestrale e vitale, quella delle immagini e degli archetipi che parlano direttamente al nostro Essere profondo dall’Essere profondo che siamo, usando la lingua del Valore di Senso.

Prima di iniziare

Alcune premesse fondamentali da tenere presente via via che ti addentri nella Dimensione Immaginale e archetipica.

Linguaggio Immaginale, Archetipi e Fantasticherie

Il linguaggio immaginale non ha a che fare con il sognare ad occhi aperti o fantasticare, o con il desiderare questo o quello; al contrario è una lingua che ci permette di accedere a una realtà profonda carica di significato.

Non si tratta di “creare” delle immagini, o sforzarsi di visualizzare, bensì di lasciare che sorgano spontaneamente, poiché sono l'espressione di una delle forme di Intelligenza che ci appartengono come viventi, a prescindere dalla nostra volontà e dal nostro controllo intenzionale.

Prova, Sperimenta e... ripeti

Ripetere può essere importante, perché, soprattutto all’inizio, può non essere facile risvegliare questo linguaggio Immaginale, e il sorgere o l'animarsi delle scene potrà sembrare farraginoso, o poco significativo, o perfino “povero”.

È normale, se è tanto che non usi più questa forma di Intelligenza. Se non accade nulla, non forzare. Abbi pazienza, assumi un'attitudine di dedicazione, non di raggiungimento di un risultato: non dubito che a un certo punto la scena spontaneamente si “animerà”.

Manuale dei Simboli e idee preconcette

Lasciar andare le idee preconcette è fondamentale; ne abbiamo parlato in una delle email, a proposito del “Manuale dei Significati”.

Dimenticati quello che sai sui simboli, o che puoi aver letto riguardo a questa o quella figura o archetipo; non forzarne il significato, non cercare di interpretare per forza subito ciò che incontri, non trarre conclusioni, non specularci sopra e non giudicare il tipo di elementi che si presentano, che ti piacciano o no o ti sembrino banali, confusi, assurdi... raramente è così.

Soprattutto all'inizio, solo osserva la scena, vedila e comincia a sentire e renderti conto di cosa comporta. Ricorda che l'Intelligenza da cui emergono queste immagini è anche quella che ne possiede il significato. 

Arcani, Misteri e Mirabilia

Non cercare l’eccezionale, lo strabiliante, simboli arcani o complicati, magari in linea con questa o quella Sapienza o Tradizione antica.

Nell’Intelligenza Naturale dell’Essere non servono visioni straordinarie, o percezioni eccezionali, o chissà quali mirabolanti figure.

Niente di tutto ciò avrà mai più significato di un Calderone in cui cuoce la minestra intanto che fuori soffia il vento...

Fai attenzione a non cadere nella rete delle interpretazioni esoteriche, mistiche, spirituali o misteriche...

Ciò di cui hai bisogno...

Il Bosco non ti offrirà necessariamente ciò che vuoi, ma ciò di cui hai bisogno, ciò che ti serve vedere o sapere, quindi non per forza vedrai ciò che vorrai vedere e incontrerai chi vorrai incontrare.

Puoi provare a “chiamare” un interlocutore specifico, se lo desideri (es. la Vecchia Saggia, il Cacciatore, il Lupo...) ma non sai chi davvero arriverà, e ciò che conta è ciò che sorge non ciò che chiami.

All’inizio potrà sembrare limitante o poco soddisfacente, ma più ti aprirai a questo sorgere e più questa spontanea Dimensione di Senso diventerà così nutriente che qualunque idea o desiderio possa sorgere dalla mente, al confronto ti sembrerà superficiale e finto.

I dettagli contano...

Ricorda che ogni dettaglio della scena che vivrai ha valore. Nulla, nella Dimensione Immaginale è casuale.

Se vedi una pietra, un ramo spezzato o un certo animale, sono proprio ciò che ha senso che ci sia (come in un rebus della Settimana Enigmistica).

Non per forza comprenderai tutto nel dettaglio, e non è nemmeno ciò che davvero serve; quello che conta è la scena nel suo insieme (come un quadro pittorico).

Quindi, osserva e soffermati sui dettagli, perché una quercia non è un pino, un frutto sul ramo non è un frutto a terra, un forcone non è una pala, un cespuglio di rose non è un cespuglio di fragole, ma non cadere nella trappola dell'ossessione dei significati.

Le Immagini archetipiche sono innanzitutto da "godere" così come sono e per questo sono ricche e nutrienti.

Entra in relazione...

Dialoga con ciò che incontri, entra in relazione con chi o cosa appare nella scena, sia che ti piaccia o no, sia che ti attragga o no; qualunque cosa ci sia è lì per te, per servirti, per parlarti, per dirti ciò che hai bisogno di dirti, e portarti il tesoro che stai cercando.

Ovviamente, non forzarti; se qualcosa proprio non vuoi avvicinarla segui l'istinto e diventa maestro nel sentire; potrai sempre tornarci in un altro momento, e magari la scena ti presenterà lo stesso messaggio sotto altre forme, più avvicinabili per te.

Nel Bosco tutto vive e comunica - oggetti, animali, figure - quindi puoi entrare in relazione con tutto e tutti (animato o inanimato che sia);

fallo come fosse una scena del tutto reale (perché lo è!) e lascia che la scena si svolga “come vuole lei”, via via che ti addentri e prende vita.

Segui ciò che senti in quel momento, ma poniti da una prospettiva di ascolto (non di pretesa), di umiltà (non di sottomissione) e rispetto (non di reverenza).

Tutto è lì per te e per rispondere al tuo desiderio di “Senso”, ma niente ti è dovuto.

Capire, sviscerare e "ballare con il profondo"

Non preoccuparti di capire tutto ciò che vedi o appare, o di sapere come leggere simboli o figure. Da un lato, via via che ti apri a questa Saggezza Naturale, la comprensione sorgerà insieme alle immagini, dall'altro lato "sviscerare" è spesso un'esigenza della mente logica.

Quando contattiamo la Dimensione del Senso, le cose hanno senso di per sé, trasudano significati (che si traducono in sentimenti, emozioni, sensazioni, azioni, decisioni...) senza che sia necessario passare per la comprensione razionale, non sempre e non per forza.

Quel "Senso" che ne deriva ti permea, ti nutre, ed è come aver messo legna nel camino, che brucerà, e naturalmente si trasformerà in calore, in chiarezza e molte altre cose.

Ricorda che chi vuole sviscerare e sapere e capire a tutti i costi è la mente logico-razionale, perché non vede l’ora di fare piani e strategie, mettere paletti e disegnare diagrammi di direzione, e può essere egregia in questo, ma il punto è se “balla da sola” o se "balla con il profondo",

perché se “balla da sola” può anche portarti in capo al mondo, ma non ti basterà mai, non ti darà mai soddisfazione,

se invece “balla con il profondo” allora sarà perfetta per realizzare nel concreto i gesti, le scelte che hai bisogno di realizzare, fosse nel tuo tran tran quotidiano o davvero in capo al mondo.

Spunti Guida per gli Esercizi

Prima Parte: Esplorazione del Territorio

In quale Territorio ti trovi, in questo frangente della tua vita? Non è per forza un Bosco.
Quale Territorio esprime il luogo in cui ti trovi in questo momento del tuo cammino?

Puoi anche usare questa domanda per dare un aspetto immaginale a un tema che ti sta a cuore, o a una situazione che stai vivendo:

  • Se fosse un Territorio, che aspetto avrebbe?
  • Oppure, dove si colloca la scena?
  • Come l'ambiente esprime ciò che senti di quella situazione o tema?

Ricorda le Premesse scritte sopra e la differenza tra visualizzare e lasciar emergere...

01: Chiudi gli occhi e...

Chiudi gli occhi e focalizza la tua situazione di vita attuale. Lasciala emergere come un paesaggio: è una foresta fitta, una radura, un deserto, una montagna?

Ricorda che all'inizio, quando la Dimensione Immaginale non ci è ancora familiare, suggeriamo noi la scena (es. "mi sento come se fossi in un Labirinto"), tuttavia, man mano che entriamo in sintonia con questo piano, sarà sufficiente focalizzare il tema e sarà la nostra Intelligenza Immaginale Archetipica a mostrarci un luogo (es. tu ti senti in un Labirinto ma "lei" ti mostra una Montagna)

È allora che il gioco si fa "succulento", ma questo passaggio non è qualcosa che si può forzare o staremo di nuovo "manipolando" il vissuto, ovvero ricoprendo il piano esistenziale con ciò che crediamo che sia o che stiamo vivendo, non con ciò di cui davvero si tratta.

02: Osserva...

Osserva i dettagli
Ricorda quanto indicato nelle Premesse.

  • Com'è il terreno? - accidentato, facile, umido, fangoso, secco...
  • C'è acqua? - laghi, fiumi, fonti, ghiaccio, neve...
  • Quali colori dominano?
  • Quali suoni o rumori ci sono?
03: Come sei tu?

Anche tu sei parte nella scena.

Ovvero, non è detto che nella scena uguale appari come sei nella vita quotidiana; questa è la tua versione archetipica e immaginale. Magari le differenze non sono molte (soprattutto all'inizio) ma forse la tua Vera Natura vuole esprimere qualche aspetto che non conosci o non vedi, magari, potenziale, o qualcosa che ha la necessità di essere cambiato...

Però ricorda di non cercare l'eccezionale, lo strano, o il mirabolante. La Saggezza Naturale è semplice. È molto più facile che tu ti veda con una gamba zoppa che con la spada laser di uno Jedi!

  • Come sei vestito? 
  • Hai un equipaggiamento di qualche tipo?  Hai uno zaino, una lanterna, una bussola? Esplora cosa questo comporta
  • Il tuo abbigliamento è adatto o inadatto al luogo?
  • Hai freddo, hai caldo?
  • Com'è il tuo corpo, il tuoi capelli, la pelle, le membra...?
04: Come ti senti?

Non dare per scontato il piano del sentire, che sia attraverso sensazioni, emozioni o altro. Anche in questo caso, potrebbero non corrispondere con quello che sai di te nella vita quotidiana. (es. normalmente sei un tipo timoroso, tuttavia, nella scena non è questa la tonalità)

  • Come ti senti? Che emozione è presente? Non concentrati eccessivamente sugli aspetti emotivi, e non cercare di cambiarli (es. se hai paura non cercare di essere coraggioso, senti la paura e basta), ma le emozioni sono un colore, non il succo del Senso che stai andando a cercare.
  • Sei a tuo agio o vorresti essere più lontano possibile da lì? 
  • Questo stato è influenzato in un modo o nell'altro da altre figure presenti?
05: Cosa succede?

Cosa ti sta "chiedendo" questa scena?

Questo Territorio ti sta invitando a fare qualcosa di particolare?

Es. fermarti, o invece avanzare, andare veloce o camminare con circospezione, raccogliere qualcosa o non raccogliere qualcosa (anche se sembra invitante, oppure no)?

Qui comincia la parte più dinamica e narrativa. Dopo aver preso coscienza della scena comincia a muoverti in essa e vedi cosa succede, se cambia, se ti conduce da qualche parte, se compare o scompare qualcuno o qualcosa... 

Anche in questo caso, tuttavia, non forzare, può anche non succedere niente, e la scena è già portatrice di Senso così com'è.

06: Amplia la visione

Osserva la medesima scena da una prospettiva più ampia, come se ti sollevassi in volo:

  • dove si inserisce questo ambiente?
  • Cosa lo circonda?
  • ci sono altre figure adatte a questa "ampiezza" di visione?
 

Questa parte non è sempre necessaria; funziona molto bene quando è importante esplorare una visione più generale del tema che hai scelto o della fase della vita in cui ti trovi, soprattutto per es. se si tratta di un progetto di vita o una questione riguardo alla direzione in cui ti stai muovendo.

Cambiare punto di vista non è mai semplice, nemmeno quando ci troviamo nella Dimensione Immaginale, quindi potresti anche non riuscirci, così come è facile cadere in un'idea che hai, o in qualcosa che ti aspetti che sia.

Es. potresti vedere nebbia, o nuvole dense, ma questo non significa che sia un'indicazione della necessità di cambiare direzione o progetto; può semplicemente essere un modo per dirti che non è ancora emerso l'orizzonte verso cui ti stai muovendo... quindi, come sempre, occhio a non cadere nelle facili interpretazioni, magari figlie di insicurezze o incertezze della parte più logica e razionale o di qualcosa che già sai.

Seconda Parte: Andare nel Bosco

Ora puoi ripetere questo tipo di processo nella specificità del Bosco, tenendo presente le premesse indicate all'inizio.

Chiaramente il Bosco è un luogo specifico quindi avrà certe caratteristiche e non altre. 

Infatti, da un lato è vero che nella Dimensione Immaginale non ci sono limiti e sotto una Quercia potenzialmente puoi anche trovarci un pescecane, ma nella mia esperienza, la Saggezza Naturale raramente si discosta così tanto dalla realtà biologica, e anche quando lo fa, mantiene sempre una sua coerenza interna.

Giusto per farti un piccolo esempio dalla mia esperienza diretta.

In una delle mie scene del Bosco, un giorno è apparso un Toro con dei Covoni di grano. Certo, né il Toro né il grano sono tipicamente elementi del Bosco, tuttavia nella serie a cui quella visione apparteneva, parte di un percorso che facevo da un certo tempo, si stava manifestando un tema riguardo al nutrimento, quindi certo che Toro e Grano, in tal senso, avevano terribilmente senso! - comprendi? 

Bene, caro Viaggiatore delle Terre della Coscienza di Sé, credo tu abbia tutti gli elementi per compiere un Viaggio straordinario.

Prossimamente, chissà, esploreremo il mondo delle Fiabe, perché le Fiabe (con tutti i loro Boschi) non sono affatto roba da bambini, ma un ricco materiale per Sognatori Coscienti in connessione profonda con la  Saggezza Naturale e la Dimensione del Senso.

Ti invito a scrivermi privatamente se vuoi condividere ciò che sperimenterai o vuoi che ti accompagni in questa e altre esplorazioni della tua Vera Natura.

Intanto, Buon Viaggio 🐾
Io ti aspetto a LilaVAR 🌲🌳


I Territori di LilaVAR - Il Boschetto Naturale

“Andate nel Bosco,
andate… o nulla mai accadrà”
Clarissa Pinkola Estés

 
Claudia Lila Marga
𝑉𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝐿𝑖𝑙𝑎𝑉𝐴𝑅 – 𝐿𝑎 𝐺𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝐴𝑣𝑣𝑒𝑛𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑒́
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