La Via Tantrica è la Via dell’Unione degli Opposti.
Per questo, la Via verso la Realizzazione del Sé è sempre tantrica.
Satsang – Prima Parte
Il Grande Fremito, la Kundalini, il Risveglio, la Paura di Morire e la Paura di Vivere*
Qui la Seconda Parte
❝Mi sono seduta in mezzo alla mia vita e ho pianto.
Ho pianto di un terrore profondo che insieme era liberazione.
Ho pianto di una paura antica che insieme era gioia.
Ho pianto per quel brivido che sarebbe durato un attimo, che avrei voluto sentire di più e che in altri momenti avrei chiamato fremito, e piacere, e scossa e estasi e totalità.
Ecco, questa è la Radice, questa è l’Energia della Radice.
Se vuoi puoi chiamarla Kundalini, ma non è importante il nome che le dai e certamente non è importante che la concettualizzi.
Ciò che è importante è che la incontri, è che ti permetti di sentirla, è che le permetti di scuoterti.
Ma ti fa paura.
In verità, la vuoi tanto quanto la rifuggi.
La vuoi, la vorresti, ma ti terrorizza.
Un terrore che non puoi risolvere: non puoi scioglierlo, andare oltre, guarirlo, trasformarlo, manipolarlo, controllarlo, canalizzarlo in questo o quell’argine che lo renda meno spaventevole, che lo contenga, che lo renda “utile per qualcosa”.
È un terrore a cui non ti puoi preparare, qualunque cosa tu faccia o qualunque cosa pensi ti aiuti ad affrontarlo meglio, a “essere pronto”, per “essere pronto”…
Beh, non serve, non serve a nulla.
Tutto ciò che serve è solo sentirlo.
Così, ti gingilli in giro con uno e mille giocattoli, o scuse, o passatempi, o distrazioni solo per arrivare a quel momento in cui finalmente puoi sederti lì, in mezzo alla tua vita, e sentire, e piangere, e avere paura intanto che cadi in estasi.
Non serve nessun Viaggio, non serve nessun percorso.
Lo puoi fare il giorno 1 del tuo cammino, o il giorno 10.950,
o l’anno 30 della tua Ricerca o l’anno 20 della tua vita.
Non fa differenza.
Il tempo non conta, non ti serve tempo, come un percorso in cui accumulare preparazioni, risultati, comprensioni, avvicinamenti progressivi…
Il tempo (e il Viaggio) è quell’illusione che ti serve per riuscire ad arrivare a quel momento di coraggio purissimo in cui puoi sentire, in cui puoi lasciarti inondare, in cui ti doni al fremito, succeda quel che succeda.
Potresti farlo il giorno 1.
Ma più probabilmente girerai intorno per tutti i 10.950.
E, a dire la verità, che importanza ha?
Perché nel momento in cui quell’incontro si compie e quell’energia ti attraversa, il tempo si annulla, l’inizio combacia con la fine, e ti rendi conto di non esserti mai mosso di un millimetro,
che nulla è passato,
che era solo un sogno,
solo un’idea,
solo un racconto di avventura con cui ti sei sollazzato, intanto che…
Ma va bene così. È perfetto così.
Non è necessario che sia così, ma è perfetto che sia (anche) così.
E, per favore, non fare niente – ora che lo sai,
perché non puoi fare niente – anche ora che lo sai.
Solo sappilo – perché no.
Ma sappi anche che nulla è nelle tue mani,
tanto meno il fremito, tanto meno quel momento 1, quel momento 0.
Arriverà.
Perché è lì.
È già lì.
E aspetta.
Aspetta che tu ti sieda in mezzo alla tua vita e ti lasci inondare❞
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*Paura di Morire o Paura di Vivere?
La paura più profonda che abbiamo è la paura di vivere. Molti sostengono che sia la paura della morte, ma essa è una copertura, che va a braccetto con il senso di “io” con l’idea di essere un qualcuno, un soggetto, un’entità, che a un certo punto morirà.
Ecco potremmo dire che, lungo la Via dell’Andata, la paura principale è quella della Morte, e lungo la Via del Ritorno, la paura principale è quella della Vita.
Per metà del tuo Viaggio avrai paura di morire, e cercherai di proteggerti, di metterti al sicuro, di assicurarti rifugio, sopravvivenza, una coperta per il freddo e il cibo per l’inverno, qualcuno che ti venga in soccorso, una balaustra sul quale appoggiarti… qualunque cosa pur di scongiurare il rischio di cadere, trovarti esposto, senza punti di riferimento, senza appigli, senza ciò che credi ti serva per restare vivo.
Per l’altra metà del tuo Viaggio, avrai paura di vivere, cercherai in tutti i modi di resistere alla Vita, a questo grande flusso che sopraggiunge come un fiume in piena e ti porta e ti trasporta, chissà dove e chissà come – rotolando, scivolando, una capriola dopo l’altra, un salto dopo l’altro – intanto che cercherai in tutti i modi di mantenerti morto, così che non arrivi mai quel momento in cui, nella sincope di un respiro, tu possa nascere davvero e per la prima volta respirare, come mai hai respirato.
Ma succederà. Perché l’inevitabile accade.
♣
Tuttavia, per metà del tuo Viaggio, durante l’Andata, quello in cui puoi passarci un’intera vita (se non ti rendi conto qual è il compito di senso che sei chiamato a svolgere) quello che ti sembrerà non finire mai, intanto che sarai completamente abitato, guidato e accecato da un desiderio di Salvezza, di Paradiso, di Terra Promessa, di luce in fondo al tunnel,
ecco, per tutta la durata di questo Viaggio dell’Andata sarai dominato dalla Paura di Morire, ma senza saperlo, senza volerlo, e senza poterti fermare o cambiare direzione, starai inevitabilmente camminando verso il precipizio, lo strapiombo, il punto di non ritorno, la Grande Acqua, il Grande Salto, gli Inferi, la Notte Oscura dell’Anima o comunque tu voglia chiamare quel punto in cui scomparirai a te stesso, e non ci saranno più punti di riferimento, soprattutto perché non ci sarai più “tu”, in primo luogo perché non ci sarai più “tu” – lungo la Via del Ritorno.
♣
Ci sarà un corpo, ci sarà una mente, ci saranno delle azioni, delle emozioni, degli eventi e saranno forti, tanto forti, molto più forti di prima, molto più forti di quando credevi di essere un “tu”, e questo ti manderà in crisi, ad ogni pie’ sospinto, perché sarà uno tsunami continuo, proprio perché non avrai più punti di riferimento e proprio come è più forte la tempesta per una nave senza timone, sballottata, alla deriva, in balia di forze, movimenti, onde e elementi…
Perché questo succede a una barca senza timoniere, quando imperversa la tempesta. Eppure quanto assomiglia a una foglia che cade portata dal vento, quella barca – non credi?
Ad ogni modo, non si tratta di comprendere tutto questo affinché nasca in te l’illusione di poter fare qualcosa a riguardo. Che sia una nave alla deriva o una foglia nel vento – molto più poetica e attraente e desiderabile – accadrà così come accadrà e tu non puoi farci niente.
Quando, al termine del tuo Viaggio di Andata, inesorabilmente arriverai al Precipizio, sarà troppo tardi per tornare indietro, sarà troppo tardi per fermarti, sarà troppo tardi per cambiare strada, per trovare un appiglio, per impedire il salto, il volo, la caduta, o comunque la vuoi chiamare.
E malgrado tutto ciò che avrai fatto per tentare di resistere, per proteggerti, per attaccarti e tenerti al sicuro, morirai. Morirai a te stesso. Morirai a quella idea di te come di un qualcuno separato da tutto il resto.
Quando quel salto, o volo, o caduta terminerà, quando quel momento sospeso nel tempo finirà, ti ritroverai su una Nuova Terra e un Nuovo Mondo. Ma, non aspettarti di vedere cose strane o forme bizzarre. La sua differenza non è tanto nell’apparenza quanto nell’esperienza che da quel momento in poi farai della vita, del Viaggio stesso, del cammino sul quale ti sei avventurato tanto tempo prima, quando hai cominciato a porti la domanda, la domanda vera, la Domanda Primaria: “Chi sono io?”
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Su quelle Nuove Terre, lontane, remote, diverse inizierai il tuo Viaggio di Ritorno, (che non sarà più facile dell’Andata solo perché viene dopo un compimento), e in questa seconda parte del Viaggio, la paura che ti attanaglierà lo stomaco sarà quella di vivere, di essere vivo, vitale, energico, creatore e soprattutto potente.
Ti girerà la testa, ti sentirai come ubriaco, non riuscirai a pensare, e le tue azioni non scaturiranno da una riflessione, o dall’aver messo un pensiero accanto all’altro. La ragione non ti servirà. La razionalità non ti servirà, perché ciò che ti guiderà e ti sospingerà è la vita stessa e non avrai nessun potere su di essa.
Potrà chiederti di compiere gesti minimi – raccogliere un pezzo di carta da un sentiero, o aprire lo sportello a un vecchio in difficoltà – o ti chiederà di compiere azioni gigantesche – fondare una comunità, dare vita a nuovi scenari e nuovi paradigmi…
E per tanto, tanto tempo ancora proverai Paura, una Paura Primordiale, la Paura di essere vivo, la Paura di essere Vita-che-vive.
Senza quella Paura non c’è Potere, perché quella Paura è Potere, anche se per così tanto tempo la chiami Paura, perché il Potere, quel Potere straordinario che sei, che possiedi, che è “essere te”, ti fa Paura.
A questo serve il Viaggio, questa illusione di movimento, questa illusione di avvicinamento, questa illusione di preparazione e compimento, a trovare il coraggio di sentire quella Paura, scoprendo che è Potere, il potere di Essere, il Potere di Esistere e di fare e di vivere e di creare… crudo, senza orpelli, senza fantasie buoniste, senza ideali paradisiaci, senza fronzoli divini, cosmici, universali o sciamanici.
È Potere. È Vita. E lo hai sempre saputo, lo hai sempre pre-sentito, ma solo alla fine del Viaggio sei libero e disponibile per renderti conto che tutto ciò che è ed è sempre stato è energia, l’Energia della Radice: estasi, gioia, danza, movimento, potenza, fuoco, azione, vitalità, creazione, vita-che-vive…
Intanto, io ti aspetto a LilaVAR 💚
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