Terre di LilaVAR:
L’Oasi del Paradiso Dipinto e l’Autostrada della Felicità
C’è un luogo a LilaVAR che si chiama Oasi del Paradiso Dipinto. Gli abitanti di Città degli Automi vi giungono grazie a una grande e comoda via, dal promettente nome di Autostrada della Felicità.
Non so se, nella tua LilaVAR interna o nel tuo cammino verso la scoperta di ciò che sei veramente, hai già avuto occasione di esplorare questi luoghi e affrontare certe ingannevoli, ma molto ben congeniate, proposte di fuga o di Soluzioni Facili, ad ogni modo è un bene che arrivi il giorno in cui apriamo gli occhi e con lucidità e onestà annulliamo potenti incantesimi.
Quindi, cosa promette davvero questa Autostrada?
Percorrendola, si arriva davvero dritti e senza indugio alla tanto agognata Felicità?
Se la imbocchiamo, ci condurrà davvero a quel Paradiso che tanto stiamo cercando e invocando da chissà quanto tempo, schiacciati sotto valori che non ci rispecchiano, ritmi, scelte e comportamenti che non ci appartengono, gioie ormai tanto fasulle da risultare più insipide della più neutra indifferenza?
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Immagino bene quale sia la tua risposta e so per certo che verrebbe dal Cuore e da un genuino desiderio di tirati fuori da schemi così ritriti da riuscire solo a farti sbadigliare di noia, e da logiche impeccabili ma più aride di un deserto…
solo che, vedi, il punto è che è facile ricaderci. Per questo, i patinati e promettenti depliant di cui sono tappezzati i muri di Città degli Automi sono tanto attraenti. Dunque, come si fa a restare saldi in ciò che abbiamo già abbondantemente compreso e non cadere nella tentazione di una di queste belle Soluzioni Facili?
Insomma, se siamo onesti, sappiamo perfettamente che il desiderio di una strada facile – un’Autostrada, appunto – rapida e indolore, che ci porti in un lampo al di là del Muro di Cinta della Contrade Meccaniche, via dalla pressione, lontano dai meccanismi automatici, dai luoghi in cui viviamo come robottini, piuttosto che come Umani, è sempre bello vivo e ha un sacco di seguaci. Ma se sei un Viaggiatore non troppo ingenuo, già solo il nome dovrebbe insospettirti.
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Ecco, allora lascia che ti dica qualcosa di più su questa Oasi del Paradiso Dipinto, che – guarda caso – si trova perfettamente entro l’alto muro di cinta delle Contrade Meccaniche, il luogo più automatizzato di tutta LilaVAR dove più che Umani Naturali partiti per la Grande Avventura della Realizzazione del Sé, vivono tanti, tanti Robottini, perfettamente programmati (o potremmo dire addomesticati) per aderire, frequentare e godere di queste… vacanze programmate.
La maggior parte dei Viaggiatori vi arriva sull’onda della ricerca di un sollievo, un momento di svago, di ripresa, di ristoro. Un po’ come succede con le “vacanze” (estive, di Natale, o di qualunque altro genere).
Ebbene, arrivare a quel momento in cui comprendiamo che la Ricerca di Sé non va in vacanza, la Verità non va in vacanza, i Campanellini del Sé – che mi auguro hai già cominciato a sentir suonare forte e chiaro – non vanno in vacanza, è un momento molto prezioso e potente, ma piuttosto raro.
Sono migliaia i Viaggiatori che cadono in questa Trappola del rimandare, anche rivestita di buoni propositi e belle intenzioni. Così partiamo per queste Oasi, camuffate da luoghi incantevoli o da ritiri miracolosi, illudendoci
- di ritrovare la serenità perduta, che, siamo certi, alla fine di questo “momento di stacco” porteremo con noi e “andrà tutto per il meglio”
- di trovare la soluzione che stavamo cercando perché finalmente siamo tranquilli e possiamo pensarci con calma
- di riprendere un attimo fiato, perché in fondo avevamo solo bisogno di questo, perché abbiamo tirato un po’ troppo la corda, ma ora non succederà più
- di avere bisogno di questo o quel luogo rilassante per andare a fondo su questo o quel tema di noi…
Insomma, hai capito. Lascio a te adattare questi esempi alla tua situazione pressante, insoddisfacente, frustrante, obsoleta – che sia sul lavoro, nelle relazioni, o riguardo a come ti senti dentro, e lascio a te smascherare quei fondali dipinti che coprono Soluzioni Facili e Deviazioni Comode.
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So bene che la tentazione di recarsi all’Oasi del Paradiso Dipinto per chiudere gli occhi ancora di più – sulle cose che non vanno, sulle maschere che non reggono, sui rapporti che scricchiolano, sugli stili di vita che non funzionano più – può essere molto, molto forte.
In un modo o nell’altro cerchiamo di svicolare dalla Chiamata, dal disagio, dal malessere, dalla pressione, credendo che “cambiare aria” basti a compiere il miracolo, o a prepararci ad affrontare il vero succo della faccenda grazie a una “ricarica preventiva”.
Peccato che questo tipo di “sviamenti” non funziona mai. Ma per “sgamare” queste vocine ammalianti e ingannatrici serve un pizzico di coraggio e una buona dose di onestà!
Coraggio e Onestà sono due risorse preziose per ogni Viaggiatore delle Terre della Coscienza di Sé, ma non sono sempre così ovvie e tantomeno disponibili. L’Onestà è un Super-Potere tanto prezioso quanto “tosto” da maturare, per questo nel Libro ne parlo tanto.
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Intanto, ti lascio un’indizio: quando si tratta dell’Oasi del Paradiso Dipinto, o dell’Autostrada della Felicità, l’inganno non sta tanto nel fatto che si tratti di “scenari patinati” e perfettamente studiati a tavolino dagli organizzatori riguardo alle emozioni, i sentimenti e perfino i momenti di stupore che vivrai, bensì nel farti dimenticare tutto ciò che stava scricchiolando da tempo, ben prima di partire.
Come Guida esperta dei Territori di LiaVAR, l’invito che posso farti è quello di non lasciarti distrarre da ciò che veramente stai cercando, dalla domanda che davvero brucia dentro di te in questo momento della tua vita, dalle crepe che da tempo attraversano i muri del tuo castello o il tuo giardino screpolato e inaridito; non sono mai le circostanze il punto, belle o brutte che appaiano.
Quindi, rimani vigile e cerca di volerti bene sul serio, cosa che (secondo indizio) raramente ha a che fare con lo “staccare la spina”, alleviare lo stress o fare una pausa da una vita insoddisfacente, bensì con l’abbracciare e ascoltare profondamente, in intimità con noi stessi, quella domanda o quel malessere che da tempo sta tirando con forza l’orlo della tua giacca, sperando di riuscire ad attirare la tua attenzione.
Vuoi dargliela?
Ora. Adesso. Esattamente lì dove sei?