Cosa sono le “resistenze” nei processi di Realizzazione del Sé?

Aprirsi al cambiamento, tra desiderio e rifiuto

Cosa sono le resistenze

Aprirsi al cambiamento, tra desiderio e rifiuto

Cosa sono le “resistenze” nei processi di Realizzazione del Sé?

Aprirsi al cambiamento, tra desiderio e rifiuto

Cosa sono le resistenze

Cosa sono le “resistenze” nei processi di Realizzazione del Sé?

Aprirsi al cambiamento, tra desiderio e rifiuto

Cosa sono le resistenze

Indice dei Contenuti

  • Le resistenze esistono?

  • Le resistenze: un cambio di prospettiva

Così non dovete caro signor Kappus, sgomentarvi se una tristezza si leva davanti a voi, grande come ancora non ne avete viste;
se un’inquietudine, come luce e ombra di nuvole, scorre sulle vostre mani e su quanto voi fate.

Perché volete voi escludere alcuna inquietudine, alcuna sofferenza, alcuna amarezza dalla vostra vita, poiché non sapete ancora che cosa tali stati stiano facendo nascere in voi?

Perche mi volete voi perseguitare con la domanda di dove possa venire tutto questo e dove voglia finire? Quando in verità sapete che siete in un passaggio e nulla avete tanto desiderato quanto trasformarvi.

Se qualcosa dei vostri processi ha l’aspetto d’una malattia, riflettete che la malattia è il mezzo con cui l’organismo si libera dell’estraneo: allora bisogna solo aiutarlo a essere malato, con tutta la sua malattia che scoppia, poiché questo è il suo progresso.

Rainer M. Rilke

Cosa significa “resistenza” quando ci troviamo su un percorso di crescita personale, di trasformazione di noi stessi e di realizzazione di ciò che siamo veramente?
Cosa sta succedendo nel nostro campo energetico quando diciamo di “sentire resistenza a...”?

C'è davvero qualcosa che "rema contro" il nostro desiderio di cambiamento?
Il termine “resistenza”, nato nel quadro degli approcci psicologici, è diventato di uso molto comune anche in ambiti non specificamente terapeutici, bensì volti alla realizzazione del nostro potenziale o all'incontro con la dimensione trascendente della vita e la scoperta della nostra vera natura.

Ma cosa significa veramente “resistenza” in questi contesti?
Cosa sta succedendo nel campo energetico?
Qual è l'invito che ci stiamo facendo?

Scopriamolo insieme in questo articolo, ancora una volta ribaltando ciò che la maggior parte degli approcci di Coscienza e Realizzazione del Sé e dei percorsi spirituali propone, in ragione di una visione autentica e di reale aiuto al nostro cammino.

Indice dei Contenuti

  • Le resistenze esistono?

  • Le resistenze: un cambio di prospettiva

Cosa significa “resistenza” quando ci troviamo su un percorso di crescita personale, di trasformazione di noi stessi e di realizzazione di ciò che siamo veramente?
Cosa sta succedendo nel nostro campo energetico quando diciamo di “sentire resistenza a...”?

C'è davvero qualcosa che "rema contro" il nostro desiderio di cambiamento?
Il termine “resistenza”, nato nel quadro degli approcci psicologici, è diventato di uso molto comune anche in ambiti non specificamente terapeutici, bensì volti alla realizzazione del nostro potenziale o all'incontro con la dimensione trascendente della vita e la scoperta della nostra vera natura.

Ma cosa significa veramente “resistenza” in questi contesti?
Cosa sta succedendo nel campo energetico?
Qual è l'invito che ci stiamo facendo?

Scopriamolo insieme in questo articolo, ancora una volta ribaltando ciò che la maggior parte degli approcci di Coscienza e Realizzazione del Sé e dei percorsi spirituali propone, in ragione di una visione autentica e di reale aiuto al nostro cammino.

Riassunto | L'Articolo in sintesi

In questo articolo, esploriamo il concetto di "Resistenza" di cui si sente spesso parlare nei percorsi di crescita personale e Realizzazione del Sé, ma proveremo ad andare oltre l'interpretazione tradizionale che interpreta le Resistenze come un ostacolo da superare o un nemico da combattere, invece che un'opportunità da cavalcare o perfino un'espressione specifica e voluta del nostro Essere.

Le Resistenze, di fatto, sono esperienze che si presentano nel Campo di Esistenza che siamo. Normalmente le interpretiamo come paura, segno di sfiducia o perfino fuga da qualcosa che non vogliamo affrontare. In tal senso, senza rendercene conto, cadiamo dalla padella nella brace e assumiamo un'attitudine rifiutante di ciò che abbiamo definito Resistenza.

Cosa succederebbe, se invece di "resistere alle Resistenze", ci arrendessimo a essa, abbracciando completamente l'esperienza presente, con tutte le sue sfumature?

Questa resa permette al "Campo di Intelligenza" profondo che siamo, di operare, trovando nuove soluzioni e percorsi alternativi per procedere lungo il nostro cammino, lasciando andare l'attitudine della lotta, del combattere contro questo o quel nemico, ostacolo o forza opponente, aprendoci così a nuove possibilità di crescita e realizzazione del nostro vero potenziale.

Alcune delle DOMANDE a cui questo articolo risponde

Temi chiave:

Comprendere cosa sono davvero le Resistenze, smettendo di considerarle degli ostacoli al nostro cammino o percorso di crescita, a cui di solito rispondiamo dando tutta la colpa all'Ego o assumendo un'attitudine di conflitto, lotta, rifiuto di ciò che, anche attraverso quelle Resistenze, ci stiamo dicendo.
Come cambia l'idea e il vissuto stesso di ciò che chiamiamo Resistenze quando lasciamo l'interpretazione e la prospettiva dell'Io, della mente psicologica e passiamo da una prospettiva incentrata sulla Coscienza? Quelle Resistenze esistono ancora o sono "solo" fenomeni, condizioni, aspetti di un'esperienza che abbiamo scelto di intraprendere?
Ciò che chiamiamo "Resistenze" è una delle manifestazioni dell'attitudine del “Rifiuto”, che sorge quando qualcosa non va secondo i nostri piani e le idee che ci siamo fatti. Il Rifiuto, solitamente, si lega a un volersi sottrarre a qualcosa, è un "non voler sentire". È quando ci rendiamo conto di questo che si apre la porta dell'accettazione.
Quando da un'ottica di Volontà, Motivazione, Obiettivo, Successo/Fallimento - basata su un'idea, una meta e una serie di passi da compiere e raggiungimenti da ottenere - migriamo a una visione della Vita come di un'avventura e di una esplorazione, non aggiriamo gli ostacoli, non li rifiutiamo, né li combattiamo, tuttavia essi diventano delle semplici caratteristiche del cammino che stiamo percorrendo, parte del mistero della Vita stessa.

Le resistenze esistono?

Venti contrari, tempeste e opposizioni sono davvero espressione di qualcuno o qualcosa che “rema contro” il nostro processo, il nostro desiderio, la nostra volontà di cambiamento, il nostro agire per il cambiamento, il provarci, l’impegno che ci mettiamo, e cose così?

Chi sarebbe questo “qualcuno, qualcosa” in eterna opposizione? Oh, lo so, lo so, che c’è già pronto un bel coretto che vorrebbe rispondere: “Ma l’Ego naturalmente!”.

Ebbene, dell’Ego come supposto colpevole di tutti i fallimenti lungo il nostro cammino di Realizzazione del Sé e scoperta di ciò che siamo veramente, ne abbiamo parlato altrove. Qui ci concentriamo sul perché usiamo questa espressione – Resistenza – quando ci troviamo in quei momenti in cui vorremmo andare in una certa direzione, eppure sembra che non riusciamo a fare nemmeno un passo:

– proprio come quando cammini controvento, dove ogni singolo movimento ti costa una fatica improba e procedi così lentamente che stare fermi sarebbe lo stesso;
– o come nelle più oscure tempeste, quando ti rendi conto che stai girando intorno e ti ritrovi sempre allo stesso punto.

Ma no! Tu vuoi andare avanti, tu vuoi andare di là, verso quella tale meta, in quella direzione che hai intravisto, sognato, immaginato. Tu vuoi proseguire, ora, subito, non dopo, vuoi cambiare, adesso, subito, non tra un po’, domani, o chissà quando…

Già, sì sì, suona molto bene questa volitività, questa motivazione forte, questa convinzione e presa di posizione… e quanti approcci la sostengono come la cosa migliore che tu possa fare, come l’attitudine più adatta al tuo cammino di espressione del tuo Pieno Potenziale e Realizzazione di te stesso e del Sé.

Ma è davvero così? È davvero tutta questione di volontà e di motivazione? È davvero questa la strategia adatta, o ancora una volta, si tratta di un’interpretazione della vita e di ciò che ci accade un po’ superficiale, frutto di qualcosa che sembra semplice, che salta agli occhi subito e che piace tanto alla mente cognitiva con la sua passione per le soluzioni “detto-fatto”?

Non sarà che l’invito che ci stiamo portando attraverso quelle che chiamiamo “Resisitenze” è invece ben più profondo? Per rispondere a tutto questo, cominciamo a porci una domanda semplice:

Esiste davvero questa realtà, questa condizione, che chiamiamo “resistenza”?

Cosa sono le resistenze

 

Per la maggior parte delle persone, un lungo tratto del cammino verso la realizzazione di ciò che siamo veramente viene dedicato alla conoscenza di ciò che ci limita a livello di credenze su noi stessi e sul mondo, così come degli schemi psico-emotivi attraverso cui ci relazioniamo con la vita, alcuni dei quali si attivano proprio nelle fasi di cambiamento quando sorge il desiderio di qualcosa di nuovo e di diverso rispetto alla situazione nella quale ci troviamo.

Siamo stufi di ciò che abbiamo sperimentato fino a quel momento e così prendiamo la decisione di cambiare, però… la decisione, da sola, non sembra bastare. A livello razionale, magari anche emotivamente, abbiamo ben presente che non vogliamo restare lì dove siamo, nella dimensione che conosciamo, eppure, qualcosa, a un qualche livello più profondo sembra resistere, ci rende difficile fare certi passi, lasciar andare gli schemi reattivi e le credenze ad essi connesse e di cui magari, dopo anni di osservazione, siamo perfino stra-consapevoli.

Siamo motivati, siamo ispirati, siamo decisi… eppure, non basta aver compreso cosa vogliamo e la migrazione spesso fallisce; quando meno ce lo aspettiamo, ecco un evento, magari in sé perfino superficiale, occasionale, irrilevante, sufficiente però a farci inesorabilmente scoprire che siamo ancora “intrappolati” nei meccanismi di sempre.

Ecco, quello è il momento di cui, di solito, invochiamo le “resistenze”, le quali assumono innumerevoli volti: a volte quello della paura, altre quello della sfiducia, altre ancora quello della fuga; insomma, in un modo o nell’altro, non riusciamo a procedere.

Ma cosa sta succedendo davvero in quel momento?

Come probabilmente sai già, qui a LilaVAR, non entriamo nel merito degli aspetti psicologici e delle possibili risposte, alternative o soluzioni che li disinneschino, perché l’ambito in cui ci muoviamo è quello della Coscienza di Sé.

Cosa sono le resistenze

 

Le resistenze: un cambio di prospettiva

Come spesso accade quando si passa da una prospettiva incentrata sulla psiche a una incentrata sulla Coscienza, il fulcro fondamentale a cui rivolgere l’attenzione è quel “senso di io”, quel senso di essere un qualcuno a cui accadono determinate cose, che cominciamo a indagare attraverso quella sincera osservazione diretta delle cose così come sono, magari anche attraverso la domanda “Chi sono io, veramente?”.

Ecco. Se guardassimo da questa angolatura, come cambierebbe l’idea di “resistenza” e degli schemi comportamentali a essa collegati e che vogliamo cambiare, che consideriamo sbagliati, che consideriamo un impedimento, un ostacolo, il bastone tra le ruote del nostro desiderio di cambiamento?

L’idea di “resistenza” sopravviverebbe se dalla Coscienza che sono vedessi che tutto questo movimento non riguarda “me”, e che si tratta “solo” di fenomeni, proprio come un temporale dentro il quale mi ritrovo all’improvviso, senza averlo previsto e senza che questo abbia niente a che fare con ciò che sono?

Ovviamente, come dico sempre, non si tratta di negare i fenomeni e il loro portato (emozioni, pensieri, azioni necessarie, obbligate o utili...), ma solo di vederli per quello che sono.

Intendo: un temporale è un temporale, è un fenomeno della natura e non si scatena per “colpa mia”, o perché devo risolvere, sanare, guarire qualcosa; tuttavia, mi trovo lì, coinvolto nei suoi effetti: mi bagnerò, avrò freddo, arriverò tardi al mio appuntamento, non potrò farmi la passeggiata idilliaca che sognavo di fare, proverò rabbia, tristezza, frustrazione, e cose così.

E, allora?
Ti domando…

Quando viviamo davvero dalla Coscienza che siamo, i fenomeni sono fenomeni: sperimenterò quel temporale, mi bagnerò, avrò freddo, arriverò tardi, ecc.
Ma… qual è il problema?
Sì, bagnarsi è una rottura, arrivare tardi anche e chissà quante conseguenze catastrofiche innesca, però… perché definirlo un “problema”?

Forse questo supposto problema non c’è se mi rendo disponibile all’esperienza che si presenta; essa è quello che è, così com’è; può darsi che non sia come l’avrei voluta, anzi, sembra qualcosa di indesiderato che si mette di traverso ai miei obiettivi e desideri, scombina i piani, cambia le necessità del momento…

E allora?
Ti domando…
Puoi provare a non trarre conclusioni, porre raggiungimenti su cui misurare il tuo progresso e lottare con la vita credendo di dover andare da qualche parte e diventare chissà chi o come?

Cosa sono le resistenze

 

Quando viviamo davvero dalla Coscienza, davanti a un “temporale”, non si attivano tutte quelle catene di pensieri che spesso si associano al “cambiamento dei piani”:

– non mi lamenterò del destino ingiusto o della sfortuna;
– non mi giudicherò per le eventuali conseguenze (sono arrivato tardi), non mi darò dello stupido (potevi portare l’ombrello, potevi guardare le previsioni meteo…),
non mi perderò nei “se” (se fossi uscito prima, se avessi seguito la mia intuizione…),
– non mi perderò nelle speculazioni (ho perso la mia occasione; adesso mi ammalerò…)
– e non dirò nemmeno “sono bloccato”, mi sto auto-sabotando… sto resistendo (appunto).

Comprendi? 


Insomma, ciò che ti accade e che chiami “Resistenza”, in verità non è altro che quello che c’è in quel momento… allora, c’è davero bisogno di chiamarlo “Resistenza” e caricarlo di tutti i significati (psicologici) connessi?

In sostanza, l’idea di “Resistenza” esiste solo se ti immagini su un cammino proiettato verso una meta, fatto di passi da compiere e obiettivi prestabiliti da raggiungere, dimenticando che non c’è nessun dove verso cui ci stiamo dirigendo, bensì solo un grande, infinito, caleidoscopico “campo di esperienza”.

In tal senso, quella “resistenza” è un’esperienza, proprio come tutte le altre: puoi abbracciarla, puoi attraversarla, viverla, sentirla, e tutto finisce lì, perché – lascia che te lo ripeta – non stai andando da nessuna parte.

Comprendi?

Quella “Resistenza” non è un ostacolo verso qualcosa che avrebbe dovuto succedere, o una meta che dovevi raggiungere; è ciò che si presenta, è parte fondante del cammino e imprimerà il suo effetto: chissà cambierai strada, chissà riproverai, chissà rinuncerai…

Qualunque cosa succederà non attribuirgli un significato sull’asse successo/fallimento, partenza/meta finale. È questa idea di dover andare da A a B, in un certo modo e in un certo tempo, che emotivamente ti schiaccia e ti fa cadere nella spirale della sofferenza, dell’attrito, del senso di impotenza, della frustrazione o della mancanza di significato… 

Cosa sono le resistenze

 

Come mi capita di ripetere spesso, una delle ultime porte che attraversiamo lungo il Viaggio di comprensione di ciò che siamo è quella del “rifiuto”. È una porta molto profonda, e insieme a quella del senso di separazione è una delle istanze più caratterizzanti la psiche umana, ma l’essere umano, l’homo sapiens, tu, non sei solo psiche; la psiche è uno dei luoghi di te, non la tua natura.

Ecco, in tal senso possiamo dire che le Resistenze, ciò che chiami tali, sono la manifestazione più netta del “rifiuto” che, consciamente o inconsciamente, applichi a tutto ciò che non era nei tuoi piani o non va come pensavi.

Quando etichetti una situazione interna o esterna come “Resistenza”, a un livello più profondo stai solo riconoscendo che lì c’è un’attitudine di rifiuto e di fuga dall’esperienza, un sottrarsi, un non volere che le cose siano così…
ma, vedi, è che le cose sono così

Sì, lo so che confrontarsi con “il dato” e accettare il dato, per la mente è molto sfidante e spesso molto irritante, perché di solito, questo “così com’è” o stimola la ribellione o stimola la rassegnazione, ma il riconoscimento delle cose così come sono (che molti chiamano accettazione) non ha niente a vedere con tutto questo. E soprattutto, non significa certo che  non ci sarà un cambiamento!

Ecco. Non c’è nessun altro “mistero” nelle cosidette Resistenze e non è poi così determinante individuare la tonalità del rifiuto che esprimono (se è per paura, rabbia, impotenza, sfiducia, svalutazione, …), ciò che conta è riconoscere ciò che sta accadendo: una forma di rifiuto. Punto. Senza conseguenze.

So che, ora, probabilmente, ti salirà la domanda: “E cosa faccio quindi?” o “Come faccio per…”?

Ebbene, dal Cuore, dalla Coscienza, non posso che dirti: “Nulla, non fare nulla”.
Non c’è qualcosa che tu debba fare con quel rifiuto (paura, rabbia, colpa o lotta), solo osserva che è ciò che c’è; non vuol dire che sarà così per sempre; magari sentirai per dieci volte quella Resistenza, e l’undicesima no; e chissà quali altre cose, dal campo di intelligenza che sei, metterai in atto nel frattempo, e così magari non sarà necessario affrontare 10-volte+1 quella Resistenza; magari, invece cambierai perfino strada, totalmente, quando meno te lo aspetti…

I Viaggi di Avventura sono così: se sul tuo cammino trovi un guado che non puoi superare, per quanto ci provi, per quante alternative studi, o per quanto ti disperi “perché quel sentiero, sulla carta, era proprio perfetto”, magari dovrai tornare sui tuoi passi, dovrai tornare indietro, per poi scovare un altro sentiero e aggirare il guado, o arrivarci con mezzi che ora non immagini nemmeno, ma che saranno ciò che ti permetterà di superarlo

Comprendi?

Cosa sono le resistenze

 

Sì, perché, per dirla molto chiara: nessuno sa, tantomeno tu, attraverso quali esperienze, passaggi, fallimenti (li chiami tu), arriverai a fare i passi che vuoi fare. Dunque, arrenditi a quella Resistenza-rifiuto, nel momento, proprio mentre la percepisci. Tu, sei molto di più di quanto comprendi cognitivamente e di quanto vivi emozionalmente. Questo “campo di te” che sei e che sta creando l’esperienza, metterà in moto altre soluzioni, altre esperienze, altre vie…

E arrenditi a quella cosa che non vuoi sentire, che rifiuti e stai rifuggendo, perché il rifiuto-Resistenza è fondamentalmente un rifiuto dal sentire, un rifiuto dall’incontrare quella cosa che si presenta e che, appunto, scatena quella che chiami la Resistenza.

Sentire, non è tanto un fatto emotivo, come spesso si pensa; sentire è un fatto “energetico”: stai lì, sii lì, con tutto quello che comporta, senti il rifiuto e la voglia di scappare, e senti ciò che stai rifiutando…

Senti e basta: siediti lì, in mezzo a quel marasma, e basta. Non devi fare niente, solo senti. Il non voler sentire è una delle reazioni fondamentali che sta dietro tutte le lotte, i conflitti, le resistenze, i blocchi, i “così non va”…

Questa resa, quando accade, accade a tutto il sistema, per questo la definisco “energetica”. Se proprio dobbiamo provare a descriverla puoi immaginarla come un rilassamento profondo di ogni singola fibra del tuo corpo; l’attenzione si defocalizza anche se, nel frattempo, la mente impazza, ma tu non la ascolti più, perché sai che è solo la “solita radio” con tutte le sue conclusioni e le visioni catastrofiche su quello che succederà e le ragioni per reagire o le strategie per toglierti da lì…

Ebbene, molla!… come vuoi che te lo dica?

Lascia andare, fai finta che sia l’ultimo istante della tua vita, muori a quel momento, arrenditi al mistero della Vita; è quello che di fondo hai scelto, qualunque idea di cambiamento di te ti sia venuta in mente.

Dietro, c’è questa scelta, che hai già fatto; lo hai già scelto, perché sai che, qualunque sia il passaggio che stai attraversando, ciò che c’era fino a quel momento non era più per te, e allora salta, apriti a questo non-sapere – cosa succederà, se ne verrai fuori, quali conseguenze avrà, cosa perderai, cosa guadagnerai…

ma, mi raccomando, ricorda di accompagnarti in questo salto, in questa resa, con amore, perché quale luogo migliore di un temporale e di una tempesta per imparare a essere compassionevoli con se stessi!

Buone “resistenze”, allora,
intanto, ti abbraccio dall’Unico Cuore 💚

______

Claudia Lila Marga
𝑉𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝐿𝑖𝑙𝑎𝑉𝐴𝑅 – 𝐿𝑎 𝐺𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝐴𝑣𝑣𝑒𝑛𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑒́
Su Amazon. Scopri di più: https://tinyurl.com/5n7fhu53

Così non dovete caro signor Kappus, sgomentarvi se una tristezza si leva davanti a voi, grande come ancora non ne avete viste;
se un’inquietudine, come luce e ombra di nuvole, scorre sulle vostre mani e su quanto voi fate.

Perché volete voi escludere alcuna inquietudine, alcuna sofferenza, alcuna amarezza dalla vostra vita, poiché non sapete ancora che cosa tali stati stiano facendo nascere in voi?

Perche mi volete voi perseguitare con la domanda di dove possa venire tutto questo e dove voglia finire? Quando in verità sapete che siete in un passaggio e nulla avete tanto desiderato quanto trasformarvi.

Se qualcosa dei vostri processi ha l’aspetto d’una malattia, riflettete che la malattia è il mezzo con cui l’organismo si libera dell’estraneo: allora bisogna solo aiutarlo a essere malato, con tutta la sua malattia che scoppia, poiché questo è il suo progresso.

Rainer M. Rilke

Scopri il Libro
Partire per questo Viaggio verso la Realizzazione del Sé assomiglia a una di quelle avventure per luoghi lontani e inesplorati che sono il succo stesso di tutti i Viaggi fuori dall’Ordinario, proprio come quello che vivremo se risponderemo di “Sì” alla Chiamata del Sé.
Il Libro
Iscriviti alla Newsletter
Condividerò con te tutto quello che ho scoperto e sperimentato sulla Realizzazione del Sé e la scoperta di chi siamo veramente.
Lasciati ispirare, ricevi contenuti inediti, notizie e iniziative riservate agli iscritti.​
Newsletter
Lettere ai
Viaggiatori di LilaVAR


LilaVAR ti piace? 🌟

Aiutami a diffondere questa Visione Innovativa per la Scoperta di Sé.

Condividi il post


Seguimi
Dai Social
Scegli un percorso individuale
Rispondi alla domanda "Chi sono io?"
Scopri il Vero Sé e realizza ciò che sei veramente

Il viaggio verso la Coscienza di Sé è uno dei più complessi che esistano. Essere accompagnati da qualcuno che ne conosce il territorio per esperienza diretta non ha pari
coaching
I "corti"
Il linguaggio del Cuore
Lasciati ispirare

Riassunto | L'Articolo in sintesi

In questo articolo, esploriamo il concetto di "Resistenza" di cui si sente spesso parlare nei percorsi di crescita personale e Realizzazione del Sé, ma proveremo ad andare oltre l'interpretazione tradizionale che interpreta le Resistenze come un ostacolo da superare o un nemico da combattere, invece che un'opportunità da cavalcare o perfino un'espressione specifica e voluta del nostro Essere.

Le Resistenze, di fatto, sono esperienze che si presentano nel Campo di Esistenza che siamo. Normalmente le interpretiamo come paura, segno di sfiducia o perfino fuga da qualcosa che non vogliamo affrontare. In tal senso, senza rendercene conto, cadiamo dalla padella nella brace e assumiamo un'attitudine rifiutante di ciò che abbiamo definito Resistenza.

Cosa succederebbe, se invece di "resistere alle Resistenze", ci arrendessimo a essa, abbracciando completamente l'esperienza presente, con tutte le sue sfumature?

Questa resa permette al "Campo di Intelligenza" profondo che siamo, di operare, trovando nuove soluzioni e percorsi alternativi per procedere lungo il nostro cammino, lasciando andare l'attitudine della lotta, del combattere contro questo o quel nemico, ostacolo o forza opponente, aprendoci così a nuove possibilità di crescita e realizzazione del nostro vero potenziale.

Alcune delle DOMANDE a cui questo articolo risponde

1. Cosa si intende per “Resistenza” nel contesto della crescita personale e della Realizzazione del Sé?
2. Qual è l'origine delle Resistenze, qual è la loro causa?
3. In che modo il concetto di "Resistenza” cambia se osservato dalla prospettiva della Coscienza di Sé?
4. Cosa fare quando incontriamo una Resistenza al nostro percorso?
5. Come possiamo affrontare le "resistenze" in modo da non ostacolare il nostro processo di crescita e realizzazione del nostro vero potenziale? 5. Cosa significa "arrendersi" o accettare le Resistenze?
6. C'è un legame tra le Resistenze e un'attitudine di Rifiuto?
7. Le Resistenze sono un impedimento o un'opportunità?

Temi chiave:

Comprendere cosa sono davvero le Resistenze, smettendo di considerarle degli ostacoli al nostro cammino o percorso di crescita, a cui di solito rispondiamo dando tutta la colpa all'Ego o assumendo un'attitudine di conflitto, lotta, rifiuto di ciò che, anche attraverso quelle Resistenze, ci stiamo dicendo.
Come cambia l'idea e il vissuto stesso di ciò che chiamiamo Resistenze quando lasciamo l'interpretazione e la prospettiva dell'Io, della mente psicologica e passiamo da una prospettiva incentrata sulla Coscienza? Quelle Resistenze esistono ancora o sono "solo" fenomeni, condizioni, aspetti di un'esperienza che abbiamo scelto di intraprendere?
Ciò che chiamiamo "Resistenze" è una delle manifestazioni dell'attitudine del “Rifiuto”, che sorge quando qualcosa non va secondo i nostri piani e le idee che ci siamo fatti. Il Rifiuto, solitamente, si lega a un volersi sottrarre a qualcosa, è un "non voler sentire". È quando ci rendiamo conto di questo che si apre la porta dell'accettazione.
Quando da un'ottica di Volontà, Motivazione, Obiettivo, Successo/Fallimento - basata su un'idea, una meta e una serie di passi da compiere e raggiungimenti da ottenere - migriamo a una visione della Vita come di un'avventura e di una esplorazione, non aggiriamo gli ostacoli, non li rifiutiamo, né li combattiamo, tuttavia essi diventano delle semplici caratteristiche del cammino che stiamo percorrendo, parte del mistero della Vita stessa.

Le resistenze esistono?

Venti contrari, tempeste e opposizioni sono davvero espressione di qualcuno o qualcosa che “rema contro” il nostro processo, il nostro desiderio, la nostra volontà di cambiamento, il nostro agire per il cambiamento, il provarci, l’impegno che ci mettiamo, e cose così?

Chi sarebbe questo “qualcuno, qualcosa” in eterna opposizione? Oh, lo so, lo so, che c’è già pronto un bel coretto che vorrebbe rispondere: “Ma l’Ego naturalmente!”.

Ebbene, dell’Ego come supposto colpevole di tutti i fallimenti lungo il nostro cammino di Realizzazione del Sé e scoperta di ciò che siamo veramente, ne abbiamo parlato altrove. Qui ci concentriamo sul perché usiamo questa espressione – Resistenza – quando ci troviamo in quei momenti in cui vorremmo andare in una certa direzione, eppure sembra che non riusciamo a fare nemmeno un passo:

– proprio come quando cammini controvento, dove ogni singolo movimento ti costa una fatica improba e procedi così lentamente che stare fermi sarebbe lo stesso;
– o come nelle più oscure tempeste, quando ti rendi conto che stai girando intorno e ti ritrovi sempre allo stesso punto.

Ma no! Tu vuoi andare avanti, tu vuoi andare di là, verso quella tale meta, in quella direzione che hai intravisto, sognato, immaginato. Tu vuoi proseguire, ora, subito, non dopo, vuoi cambiare, adesso, subito, non tra un po’, domani, o chissà quando…

Già, sì sì, suona molto bene questa volitività, questa motivazione forte, questa convinzione e presa di posizione… e quanti approcci la sostengono come la cosa migliore che tu possa fare, come l’attitudine più adatta al tuo cammino di espressione del tuo Pieno Potenziale e Realizzazione di te stesso e del Sé.

Ma è davvero così? È davvero tutta questione di volontà e di motivazione? È davvero questa la strategia adatta, o ancora una volta, si tratta di un’interpretazione della vita e di ciò che ci accade un po’ superficiale, frutto di qualcosa che sembra semplice, che salta agli occhi subito e che piace tanto alla mente cognitiva con la sua passione per le soluzioni “detto-fatto”?

Non sarà che l’invito che ci stiamo portando attraverso quelle che chiamiamo “Resisitenze” è invece ben più profondo? Per rispondere a tutto questo, cominciamo a porci una domanda semplice:

Esiste davvero questa realtà, questa condizione, che chiamiamo “resistenza”?

Cosa sono le resistenze

 

Per la maggior parte delle persone, un lungo tratto del cammino verso la realizzazione di ciò che siamo veramente viene dedicato alla conoscenza di ciò che ci limita a livello di credenze su noi stessi e sul mondo, così come degli schemi psico-emotivi attraverso cui ci relazioniamo con la vita, alcuni dei quali si attivano proprio nelle fasi di cambiamento quando sorge il desiderio di qualcosa di nuovo e di diverso rispetto alla situazione nella quale ci troviamo.

Siamo stufi di ciò che abbiamo sperimentato fino a quel momento e così prendiamo la decisione di cambiare, però… la decisione, da sola, non sembra bastare. A livello razionale, magari anche emotivamente, abbiamo ben presente che non vogliamo restare lì dove siamo, nella dimensione che conosciamo, eppure, qualcosa, a un qualche livello più profondo sembra resistere, ci rende difficile fare certi passi, lasciar andare gli schemi reattivi e le credenze ad essi connesse e di cui magari, dopo anni di osservazione, siamo perfino stra-consapevoli.

Siamo motivati, siamo ispirati, siamo decisi… eppure, non basta aver compreso cosa vogliamo e la migrazione spesso fallisce; quando meno ce lo aspettiamo, ecco un evento, magari in sé perfino superficiale, occasionale, irrilevante, sufficiente però a farci inesorabilmente scoprire che siamo ancora “intrappolati” nei meccanismi di sempre.

Ecco, quello è il momento di cui, di solito, invochiamo le “resistenze”, le quali assumono innumerevoli volti: a volte quello della paura, altre quello della sfiducia, altre ancora quello della fuga; insomma, in un modo o nell’altro, non riusciamo a procedere.

Ma cosa sta succedendo davvero in quel momento?

Come probabilmente sai già, qui a LilaVAR, non entriamo nel merito degli aspetti psicologici e delle possibili risposte, alternative o soluzioni che li disinneschino, perché l’ambito in cui ci muoviamo è quello della Coscienza di Sé.

Cosa sono le resistenze

 

Le resistenze: un cambio di prospettiva

Come spesso accade quando si passa da una prospettiva incentrata sulla psiche a una incentrata sulla Coscienza, il fulcro fondamentale a cui rivolgere l’attenzione è quel “senso di io”, quel senso di essere un qualcuno a cui accadono determinate cose, che cominciamo a indagare attraverso quella sincera osservazione diretta delle cose così come sono, magari anche attraverso la domanda “Chi sono io, veramente?”.

Ecco. Se guardassimo da questa angolatura, come cambierebbe l’idea di “resistenza” e degli schemi comportamentali a essa collegati e che vogliamo cambiare, che consideriamo sbagliati, che consideriamo un impedimento, un ostacolo, il bastone tra le ruote del nostro desiderio di cambiamento?

L’idea di “resistenza” sopravviverebbe se dalla Coscienza che sono vedessi che tutto questo movimento non riguarda “me”, e che si tratta “solo” di fenomeni, proprio come un temporale dentro il quale mi ritrovo all’improvviso, senza averlo previsto e senza che questo abbia niente a che fare con ciò che sono?

Ovviamente, come dico sempre, non si tratta di negare i fenomeni e il loro portato (emozioni, pensieri, azioni necessarie, obbligate o utili...), ma solo di vederli per quello che sono.

Intendo: un temporale è un temporale, è un fenomeno della natura e non si scatena per “colpa mia”, o perché devo risolvere, sanare, guarire qualcosa; tuttavia, mi trovo lì, coinvolto nei suoi effetti: mi bagnerò, avrò freddo, arriverò tardi al mio appuntamento, non potrò farmi la passeggiata idilliaca che sognavo di fare, proverò rabbia, tristezza, frustrazione, e cose così.

E, allora?
Ti domando…

Quando viviamo davvero dalla Coscienza che siamo, i fenomeni sono fenomeni: sperimenterò quel temporale, mi bagnerò, avrò freddo, arriverò tardi, ecc.
Ma… qual è il problema?
Sì, bagnarsi è una rottura, arrivare tardi anche e chissà quante conseguenze catastrofiche innesca, però… perché definirlo un “problema”?

Forse questo supposto problema non c’è se mi rendo disponibile all’esperienza che si presenta; essa è quello che è, così com’è; può darsi che non sia come l’avrei voluta, anzi, sembra qualcosa di indesiderato che si mette di traverso ai miei obiettivi e desideri, scombina i piani, cambia le necessità del momento…

E allora?
Ti domando…
Puoi provare a non trarre conclusioni, porre raggiungimenti su cui misurare il tuo progresso e lottare con la vita credendo di dover andare da qualche parte e diventare chissà chi o come?

Cosa sono le resistenze

 

Quando viviamo davvero dalla Coscienza, davanti a un “temporale”, non si attivano tutte quelle catene di pensieri che spesso si associano al “cambiamento dei piani”:

– non mi lamenterò del destino ingiusto o della sfortuna;
– non mi giudicherò per le eventuali conseguenze (sono arrivato tardi), non mi darò dello stupido (potevi portare l’ombrello, potevi guardare le previsioni meteo…),
non mi perderò nei “se” (se fossi uscito prima, se avessi seguito la mia intuizione…),
– non mi perderò nelle speculazioni (ho perso la mia occasione; adesso mi ammalerò…)
– e non dirò nemmeno “sono bloccato”, mi sto auto-sabotando… sto resistendo (appunto).

Comprendi? 


Insomma, ciò che ti accade e che chiami “Resistenza”, in verità non è altro che quello che c’è in quel momento… allora, c’è davero bisogno di chiamarlo “Resistenza” e caricarlo di tutti i significati (psicologici) connessi?

In sostanza, l’idea di “Resistenza” esiste solo se ti immagini su un cammino proiettato verso una meta, fatto di passi da compiere e obiettivi prestabiliti da raggiungere, dimenticando che non c’è nessun dove verso cui ci stiamo dirigendo, bensì solo un grande, infinito, caleidoscopico “campo di esperienza”.

In tal senso, quella “resistenza” è un’esperienza, proprio come tutte le altre: puoi abbracciarla, puoi attraversarla, viverla, sentirla, e tutto finisce lì, perché – lascia che te lo ripeta – non stai andando da nessuna parte.

Comprendi?

Quella “Resistenza” non è un ostacolo verso qualcosa che avrebbe dovuto succedere, o una meta che dovevi raggiungere; è ciò che si presenta, è parte fondante del cammino e imprimerà il suo effetto: chissà cambierai strada, chissà riproverai, chissà rinuncerai…

Qualunque cosa succederà non attribuirgli un significato sull’asse successo/fallimento, partenza/meta finale. È questa idea di dover andare da A a B, in un certo modo e in un certo tempo, che emotivamente ti schiaccia e ti fa cadere nella spirale della sofferenza, dell’attrito, del senso di impotenza, della frustrazione o della mancanza di significato… 

Cosa sono le resistenze

 

Come mi capita di ripetere spesso, una delle ultime porte che attraversiamo lungo il Viaggio di comprensione di ciò che siamo è quella del “rifiuto”. È una porta molto profonda, e insieme a quella del senso di separazione è una delle istanze più caratterizzanti la psiche umana, ma l’essere umano, l’homo sapiens, tu, non sei solo psiche; la psiche è uno dei luoghi di te, non la tua natura.

Ecco, in tal senso possiamo dire che le Resistenze, ciò che chiami tali, sono la manifestazione più netta del “rifiuto” che, consciamente o inconsciamente, applichi a tutto ciò che non era nei tuoi piani o non va come pensavi.

Quando etichetti una situazione interna o esterna come “Resistenza”, a un livello più profondo stai solo riconoscendo che lì c’è un’attitudine di rifiuto e di fuga dall’esperienza, un sottrarsi, un non volere che le cose siano così…
ma, vedi, è che le cose sono così

Sì, lo so che confrontarsi con “il dato” e accettare il dato, per la mente è molto sfidante e spesso molto irritante, perché di solito, questo “così com’è” o stimola la ribellione o stimola la rassegnazione, ma il riconoscimento delle cose così come sono (che molti chiamano accettazione) non ha niente a vedere con tutto questo. E soprattutto, non significa certo che  non ci sarà un cambiamento!

Ecco. Non c’è nessun altro “mistero” nelle cosidette Resistenze e non è poi così determinante individuare la tonalità del rifiuto che esprimono (se è per paura, rabbia, impotenza, sfiducia, svalutazione, …), ciò che conta è riconoscere ciò che sta accadendo: una forma di rifiuto. Punto. Senza conseguenze.

So che, ora, probabilmente, ti salirà la domanda: “E cosa faccio quindi?” o “Come faccio per…”?

Ebbene, dal Cuore, dalla Coscienza, non posso che dirti: “Nulla, non fare nulla”.
Non c’è qualcosa che tu debba fare con quel rifiuto (paura, rabbia, colpa o lotta), solo osserva che è ciò che c’è; non vuol dire che sarà così per sempre; magari sentirai per dieci volte quella Resistenza, e l’undicesima no; e chissà quali altre cose, dal campo di intelligenza che sei, metterai in atto nel frattempo, e così magari non sarà necessario affrontare 10-volte+1 quella Resistenza; magari, invece cambierai perfino strada, totalmente, quando meno te lo aspetti…

I Viaggi di Avventura sono così: se sul tuo cammino trovi un guado che non puoi superare, per quanto ci provi, per quante alternative studi, o per quanto ti disperi “perché quel sentiero, sulla carta, era proprio perfetto”, magari dovrai tornare sui tuoi passi, dovrai tornare indietro, per poi scovare un altro sentiero e aggirare il guado, o arrivarci con mezzi che ora non immagini nemmeno, ma che saranno ciò che ti permetterà di superarlo

Comprendi?

Cosa sono le resistenze

 

Sì, perché, per dirla molto chiara: nessuno sa, tantomeno tu, attraverso quali esperienze, passaggi, fallimenti (li chiami tu), arriverai a fare i passi che vuoi fare. Dunque, arrenditi a quella Resistenza-rifiuto, nel momento, proprio mentre la percepisci. Tu, sei molto di più di quanto comprendi cognitivamente e di quanto vivi emozionalmente. Questo “campo di te” che sei e che sta creando l’esperienza, metterà in moto altre soluzioni, altre esperienze, altre vie…

E arrenditi a quella cosa che non vuoi sentire, che rifiuti e stai rifuggendo, perché il rifiuto-Resistenza è fondamentalmente un rifiuto dal sentire, un rifiuto dall’incontrare quella cosa che si presenta e che, appunto, scatena quella che chiami la Resistenza.

Sentire, non è tanto un fatto emotivo, come spesso si pensa; sentire è un fatto “energetico”: stai lì, sii lì, con tutto quello che comporta, senti il rifiuto e la voglia di scappare, e senti ciò che stai rifiutando…

Senti e basta: siediti lì, in mezzo a quel marasma, e basta. Non devi fare niente, solo senti. Il non voler sentire è una delle reazioni fondamentali che sta dietro tutte le lotte, i conflitti, le resistenze, i blocchi, i “così non va”…

Questa resa, quando accade, accade a tutto il sistema, per questo la definisco “energetica”. Se proprio dobbiamo provare a descriverla puoi immaginarla come un rilassamento profondo di ogni singola fibra del tuo corpo; l’attenzione si defocalizza anche se, nel frattempo, la mente impazza, ma tu non la ascolti più, perché sai che è solo la “solita radio” con tutte le sue conclusioni e le visioni catastrofiche su quello che succederà e le ragioni per reagire o le strategie per toglierti da lì…

Ebbene, molla!… come vuoi che te lo dica?

Lascia andare, fai finta che sia l’ultimo istante della tua vita, muori a quel momento, arrenditi al mistero della Vita; è quello che di fondo hai scelto, qualunque idea di cambiamento di te ti sia venuta in mente.

Dietro, c’è questa scelta, che hai già fatto; lo hai già scelto, perché sai che, qualunque sia il passaggio che stai attraversando, ciò che c’era fino a quel momento non era più per te, e allora salta, apriti a questo non-sapere – cosa succederà, se ne verrai fuori, quali conseguenze avrà, cosa perderai, cosa guadagnerai…

ma, mi raccomando, ricorda di accompagnarti in questo salto, in questa resa, con amore, perché quale luogo migliore di un temporale e di una tempesta per imparare a essere compassionevoli con se stessi!

Buone “resistenze”, allora,
intanto, ti abbraccio dall’Unico Cuore 💚

______

Claudia Lila Marga
𝑉𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝐿𝑖𝑙𝑎𝑉𝐴𝑅 – 𝐿𝑎 𝐺𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝐴𝑣𝑣𝑒𝑛𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑒́
Su Amazon. Scopri di più: https://tinyurl.com/5n7fhu53

Scopri il Libro
Partire per questo Viaggio verso la Realizzazione del Sé assomiglia a una di quelle avventure per luoghi lontani e inesplorati che sono il succo stesso di tutti i Viaggi fuori dall’Ordinario, proprio come quello che vivremo se risponderemo di “Sì” alla Chiamata del Sé.
Il Libro
Iscriviti alla Newsletter
Condividerò con te tutto quello che ho scoperto e sperimentato sulla Realizzazione del Sé e la scoperta di chi siamo veramente.
Lasciati ispirare, ricevi contenuti inediti, notizie e iniziative riservate agli iscritti.​
Newsletter
Scegli un Percorso Individuale
Rispondere alla domanda "Chi sono io?" e scoprire ciò che sei veramente, è il punto.
Il viaggio verso la Realizzazione del Sé è uno dei più complessi che esistano. Essere accompagnati da qualcuno che ne conosce il territorio per esperienza diretta può fare la differenza.
Coaching


LilaVAR ti piace? 🌟

Aiutami a diffondere questa Visione Innovativa per la Scoperta di Sé.

Condividi il post


Seguimi
Dai Social
Lettere ai Viaggiatori di LilaVAR
Articoli per Approfondire

Così non dovete caro signor Kappus, sgomentarvi se una tristezza si leva davanti a voi, grande come ancora non ne avete viste;
se un’inquietudine, come luce e ombra di nuvole, scorre sulle vostre mani e su quanto voi fate.

Perché volete voi escludere alcuna inquietudine, alcuna sofferenza, alcuna amarezza dalla vostra vita, poiché non sapete ancora che cosa tali stati stiano facendo nascere in voi?

Perche mi volete voi perseguitare con la domanda di dove possa venire tutto questo e dove voglia finire? Quando in verità sapete che siete in un passaggio e nulla avete tanto desiderato quanto trasformarvi.

Se qualcosa dei vostri processi ha l’aspetto d’una malattia, riflettete che la malattia è il mezzo con cui l’organismo si libera dell’estraneo: allora bisogna solo aiutarlo a essere malato, con tutta la sua malattia che scoppia, poiché questo è il suo progresso.

Rainer M. Rilke


LilaVAR ti piace? 🌟
Aiutami a diffondere questa Visione Innovativa per la Scoperta di Sé.
Condividi il post

Seguimi

I "corti"

Lasciati ispirare

Dal Controllo all'Inevitabile_Dialoghi con il Maestro_LilaVAR
Dall’attitudine del Controllo alla disposizione all’Inevitabile
Quello del Controllo e del "duro lavoro su di sé" è l'unico Paradigma possibile lungo il Viaggio verso...
Il mito della Consapevolezza di Sé
Il mito della Consapevolezza di Sé
Esiste davvero la possibilità di una Consapevolezza di Sé nel "qui e ora", nel momento, mentre le cose...
Scopri il Libro
Partire per questo Viaggio verso la Realizzazione del Sé assomiglia a una di quelle avventure per luoghi lontani e inesplorati che sono il succo stesso di tutti i Viaggi fuori dall’Ordinario, proprio come quello che vivremo se risponderemo di “Sì” alla Chiamata del Sé.
Il Libro
Iscriviti alla Newsletter
Condividerò con te tutto quello che ho scoperto e sperimentato sulla Realizzazione del Sé e la scoperta di chi siamo veramente.
Lasciati ispirare, ricevi contenuti inediti, notizie e iniziative riservate agli iscritti.​
Newsletter
Scegli un Percorso Individuale
Rispondere alla domanda "Chi sono io?" e
scoprire ciò che sei veramente, è il punto.

Il viaggio verso la Realizzazione del Sé è uno dei più complessi che esistano. Essere accompagnati da qualcuno che ne conosce il territorio per esperienza diretta può fare la differenza.
Coaching

Dai Social

Scopri il Blog

"Qual era la domanda?"
Vivere sulla soglia tra i mondi
categorie
Scopri di più su
LilaVAR