I 10 tratti distintivi di un Sognatore Cosciente

La realtà è reale o viviamo "sulla soglia tra i mondi"?

La realtà è reale? Oppure è un sogno, maya, o matrix?

La realtà è reale o viviamo "sulla soglia tra i mondi"?

I 10 tratti distintivi di un Sognatore Cosciente

La realtà è reale o viviamo "sulla soglia tra i mondi"?

La realtà è reale? Oppure è un sogno, maya, o matrix?

I 10 tratti distintivi di un Sognatore Cosciente

La realtà è reale o viviamo "sulla soglia tra i mondi"?

La realtà è reale? Oppure è un sogno, maya, o matrix?

Indice dei Contenuti

  • 1. La realtà è una sola?

  • 2. La realtà è reale?

  • 3. Tutto è possibile

  • 4. Il Sogno e il Sognatore

  • 5. Uscire dal Sogno

  • 6. Umiltà, pazienza e verità

  • 7. L’altro (non) esiste

  • 8. Nessun controllo

  • 9. Né corpo, né mente, né psiche

  • 10. Il Daimon e il Sé

"La brezza all'alba ha segreti da dirti. 
Non tornare a dormire. 

Devi chiedere quello che vuoi veramente. 
Non tornare a dormire. 

Le persone vanno avanti e indietro attraverso la soglia dove i due mondi si toccano. 
La porta è rotonda e aperta. 
Non tornare a dormire".

Rumi

Se possiamo definire sogno, illusione, maya, o matrix la realtà nella quale siamo immersi, chi è il Sognatore?

Provare a rispondere a questa domanda può radicalmente cambiare la nostra esperienza del mondo, della vita e di noi stessi.

Riconoscersi Sognatori Coscienti è realizzare che “viviamo sulla soglia”, una soglia molto sottile, un’interfaccia tra ciò che consideriamo reale e ciò che appare come il più fantasioso dei sogni.

Per quanto strano possa sembrare, questo è l’unico mondo nel quale viviamo. Arrivare a vederlo è uno dei Tesori della Realizzazione del Sé, sulla via del Ritorno.

In questo articolo, trovi alcune caratteristiche del “Sognatore Cosciente” che ti invito a riconoscere di essere;

un riconoscimento che, quando accade, risponde automaticamente ad alcune delle domande più complesse e profonde che ci abitano come esseri umani incamminati su un percorso di Coscienza di Sé:

Chi sono io?
Cos’è la Vita?
Cosa è reale?

Indice dei Contenuti

  • 1. La realtà è una sola?

  • 2. La realtà è reale?

  • 3. Tutto è possibile

  • 4. Il Sogno e il Sognatore

  • 5. Uscire dal Sogno

  • 6. Umiltà, pazienza e verità

  • 7. L’altro (non) esiste

  • 8. Nessun controllo

  • 9. Né corpo, né mente, né psiche

  • 10. Il Daimon e il Sé

Se possiamo definire sogno, illusione, maya, o matrix la realtà nella quale siamo immersi, chi è il Sognatore?

Provare a rispondere a questa domanda può radicalmente cambiare la nostra esperienza del mondo, della vita e di noi stessi.

Riconoscersi Sognatori Coscienti è realizzare che “viviamo sulla soglia”, una soglia molto sottile, un’interfaccia tra ciò che consideriamo reale e ciò che appare come il più fantasioso dei sogni.

Per quanto strano possa sembrare, questo è l’unico mondo nel quale viviamo. Arrivare a vederlo è uno dei Tesori della Realizzazione del Sé, sulla via del Ritorno.

In questo articolo, trovi alcune caratteristiche del “Sognatore Cosciente” che ti invito a riconoscere di essere;

un riconoscimento che, quando accade, risponde automaticamente ad alcune delle domande più complesse e profonde che ci abitano come esseri umani incamminati su un percorso di Coscienza di Sé:

Chi sono io?
Cos’è la Vita?
Cosa è reale?

Riassunto | L'Articolo in sintesi

In questo articolo trovi 10 profonde comprensioni che vengono realizzate lungo il cammino verso la Realizzazione del Sé. Sono comprensioni esistenziali, non teoriche. Ognuna di esse viene realizzata come un dato di fatto, proprio come in questo momento puoi dire senza ombra di dubbio che stai leggendo queste parole sullo schermo di un computer o di un telefono.

L'invito che ti faccio è che tu possa esplorare dalla tua conoscenza diretta queste comprensioni, sperimentando quale impatto possono avere sulla tua vita quotidiana, pratica e concreta.

Esse toccano i temi della matrix o maya, di cosa è reale o illusorio, dell'infinito campo di possibilità, dell'essere creatori della nostra vita, del risveglio a ciò che siamo, dell'altro e delle relazioni...

Alcune delle DOMANDE a cui questo articolo risponde

Temi chiave:

Ha davvero senso porsi nell'ottica di definire se qualcosa è reale o illusorio? La vera importanza risiede nell'esperienza vissuta, non nell'attribuzione di una realtà oggettiva. Che il mondo che stiamo vivendo sia solido, fluido, materiale o immaginativo, onirico o concreto ciò che non muta mai è che ne siamo testimoni, intanto che ci immergiamo completamente in esso attraverso l'esperienza che ne facciamo, e in tal senso esso è indubitabilmente reale.

A differenza di quanto molte tradizioni affermano non si può uscire dal Sogno o Maya e non esiste un'"altra" realtà a cui aspirare o da raggiungere.
Ogni forma, evento o situazione che viviamo è solo una delle infinite espressioni del Potenziale, sia esso inteso in senso globale o personale (fa differenza?), d'altra parte è proprio quella forma, evento o situazione che si sta manifestando e nessun'altra.

Questa soglia tra il possibile e l'attuale è la frontiera sulla quale ciascuno di noi vive, a cavallo tra Creatività (potenziale) e Limitazione (forma) e secondo il paradosso di azione e non-azione, scelta e destino, libero arbitrio e resa.
Umiltà, pazienza e onestà sono alcune delle attituttidini che si sviluppano lungo il cammino della Comprensione di ciò che siamo veramente: non tutto può essere compreso, tanto meno immediatamente, ma la verità che abbiamo bisogno di riconoscere si rivelerà al momento opportuno.

Ogni evento, piccolo o grande che sia, così come ogni persona o "altro" che appare nel nostro mondo è ciò di cui vogliamo fare esperienza, che ne siamo coscienti o no. In questo, non c'è colpa, nè condanna, nè lezioni da imparare, ma solo un invito a vivere quello che è così com'è.
Risvegliarci a ciò che siamo veramente significa vedere dall'esperienza diretta che non siamo né il corpo, né la mente, né la psiche, né un "qualcuno", ma che, tuttavia, tutto questo è parte della realtà di cui facciamo esperienza, in tutte le sue sfaccettature, entusiasmanti o limitanti.

Il Vero Sé non è separato dall'Io o dalla personalità e si sta sempre esprimendo, è sempre, già, in manifestazione, non qualcosa che raggiungeremo in un secondo momento o a seguito di qualche "implementazione" attraverso cui dovremo passare.

I 10 tratti distintivi di un Sognatore Cosciente

1. La realtà è una sola?
Vivere in un costante “Effetto Fata Morgana”

Essere un Sognatore Cosciente è aver visto con sufficiente chiarezza che ciò che chiami realtà, non è affatto più reale di altri possibili scenari.

Un Sognatore Cosciente sa che un sogno notturno non è meno reale di un qualunque scenario diurno, per questo non si lascia ingannare dall’apparente solidità della materia e sa che il mondo che lo circonda è più fluido, liquido e cangiante, di quanto non sembri. Ma, al di là dello statuto di realtà, ciò che conta davvero per lui, è l’esperienza che egli vive e ciò di cui è testimone.

Per questo, un Sognatore Cosciente esplora, sperimenta e gode dei molteplici piani di realtà di cui può fare esperienza, senza perdersi in essi e senza scambiarli per una realtà più vera di quella che sperimenta nella quotidianità.

Che si tratti di fenomeni di non-mente, di “nulla” glorioso, di luce mistica o di qualche altro “al di là”, sa che sono solo fenomeni, come milioni di altri; egli lascia che lo arricchiscano, o imprimano svolte alla sua comprensione e alla sua vita, senza mai dimenticare che possono trasformarsi in una forma di fuga, o in un’ennesima “bolla” in cui perdersi, alienandolo dal contatto con la realtà così com’è, che, alla fine, è l’unico vero riconoscimento necessario.

2. La realtà è reale?
Il Campo Informazionale

Essere un Sognatore Cosciente è aver compreso che ciò che vedi non è reale in sé, bensì una forma con cui traduci questo “reale” a cui non hai un accesso diretto, poiché vi è una soglia oltre la quale anche la mente più brillante non può andare. È lì che l’indescrivibile viene (ri)conosciuto, pur sfuggendo a qualunque descrizione.

Un Sognatore Cosciente sa che le forme, gli eventi, le persone, sono la manifestazione emergente di un campo informazionale che non è in grado di cogliere direttamente, né di descrivere, se non attraverso equazioni matematiche, teoremi complessi, esperimenti di fisica quantistica, metafore computazionali, o indagando fenomeni biologici, biochimici e di neurotrasmissione, su cui può ragionare in termini di scala.

Un Sognatore Cosciente sa che, in questo modo, la Conoscenza si amplia e la cultura evolve, le condizioni di vita mutano e le risorse per rispondere alle sfide della vita aumentano esponenzialmente, intrise di grande creatività; per questo non si tira indietro davanti all’indagine teorica, scientifica o diretta, che vede come emergente anch’essa dal medesimo Campo di Coscienza che egli stesso è, e di cui la mente, in tutte le sue forme, è un aspetto; tuttavia, sa anche che, per quanto meravigliosi e funzionali siano le teorie e le spiegazioni, la vita è nelle mani della vita e il suo emergere e il suo procedere rimangono ancora un mistero non svelato.

La vita è e rimarrà per sempre una equazione priva di soluzione, ma con alcuni fattori noti.
Nikola Tesla 

3. Tutto è possibile
L’inesauribile crogiuolo del potenziale

Essere un Sognatore Cosciente è sapere che ogni singola forma che appare e ogni singolo evento che accade, per quanto totalmente lì, delineato e certo nel suo accadere, non è che l’emergenza di un’infinita potenzialità, sempre sulla soglia di poter essere qualcos’altro.

Un Sognatore Cosciente sa che tutto è possibile, e che ciò che alla fine si manifesta è l’espressione più piena e totale di questo possibile, che nella sua insondabile complessità, ha scelto quello specifico modo, in quello specifico momento, con quella specifica forma per emergere, sapendo anche che se avesse potuto essere diverso lo sarebbe certamente stato.

Ma così non è e, per questo, un Sognatore Cosciente non rifugge mai da ciò che accade, ma con pazienza e dedicazione affronta e attraversa ciò che è per quello che è, senza scuse, giustificazioni, fantasiose teorie, fuorvianti spiegazioni, o seducenti auto-inganni.

4. Il Sogno e il Sognatore
“[Questo] lo sto creando io”

Essere un Sognatore Cosciente significa aver compreso che ciò che ti accade, dal più piccolo e apparentemente insignificante evento quotidiano, alla situazione più inaspettata, macrocosmica e travolgente, scaturisce dall’Essere che sei, il quale, proprio come un Sognatore, sta sognando questo sogno, facendo esperienza di tutte le sue specifiche sfaccettature, e la cui finalità è l’esperienza stessa.

Un Sognatore Cosciente sa che ciò che vive è una sua creazione, ed è ciò che vuole veramente, senza ombra di dubbio, senza se e senza ma, (anche quando sembra di no), ed è ciò che è, così com’è: non è dovuto a una colpa da espiare, una lezione da imparare, un obiettivo o livello di sé da raggiungere, sanare, modificare, migliorare o trasformare…

Perché, un Sognatore Cosciente sa bene che non vi è nessun paradigma valutativo nella Coscienza, che non vi è alcuna dicotomia bene/male o giusto/sbagliato e che nulla ha un significato secondo, né vi è una vita simbolica quale porta di accesso a un qualche senso più profondo. La vita è quella che è e vuole solo essere vissuta, così com’è.

5. Uscire dal Sogno
Il Grande Malinteso

Essere un Sognatore Cosciente è aver compreso con indubitabile chiarezza che non puoi uscire dal Sogno. Che tu lo chiami Matrix, Vita, Illusione, Bolla, Mente, Maya, comunque non puoi uscirne, anche se per molto tempo credi di sì, e a lungo vai cercando il modo, attraverso metodi, pratiche, tecniche olistiche, meditative o energetiche, totalmente sostenuto in questo da innumerevoli teorie, approcci e modelli affetti dallo stesso tuo malinteso;

un malinteso che tuttavia è normalmente parte del processo attraverso cui tutti gli essere umani passano, poiché non è che uno dei modi a cui la Coscienza ricorre lungo il proprio processo per riconoscersi per ciò che è: Coscienza cosciente di essere Coscienza.

Ma un Sognatore Cosciente sa che finché vivi nella forma di un corpo-mente, il Sogno (o Illusione, Maya, Bolla, Mente, Matrix…) è la realtà nella quale ti muovi e per cui sei perfettamente “costruito” e adatto; egli sa che non esiste un “altrove”, che sia migliore o più evolutivo, o più appagante, o più felice, e che non c’è alcun altro luogo a cui aspirare, o stato a cui arrivare, o un paradiso da trovare, dove albergare stabilmente e permanentemente.

Per questo e poiché sa di non poter uscire dal Sogno, il Sognatore Cosciente si “gode la corsa!”, più che può, al massimo delle sue possibilità, votandosi a questo gioco con tutto se stesso.

6. Umiltà, pazienza e verità
Il gioco della Comprensione

Un Sognatore Cosciente sa che per arrivare a vedere tutto questo è passato attraverso molte tempeste, innumerevoli tentativi, quesiti irrisolvibili e risposte insufficienti o inadeguate, ma si è arreso all’evidenza, senza mai forzare ciò che non era ancora in grado di comprendere, abbracciare, affermare con sincerità e onestà, aspettando paziente che la verità che aveva bisogno di riconoscere gli si mostrasse, con le parole più adatte e il modo più adeguato affinché la comprensione accadesse.

Perché essere un Sognatore Cosciente è vivere dalla pazienza e dall’umiltà sapendo che non tutto potrà essere conosciuto o compreso, ma che, quando sarà davvero necessario comprendere qualcosa, questo accadrà, nei modi e nei tempi più adatti, magari inaspettati e non sempre in linea con i propri desideri, tuttavia perfetti.

In ogni caso, un Sognatore Cosciente sa che, per quanto il meccanismo della Comprensione, della scoperta di significati, cause, ragioni e funzioni sia un gioco estremamente affascinante, alla fine è comunque solo un gioco, solo uno degli aspetti della Coscienza, solo un altro modo con cui essa si manifesta, esprime e dispiega nell’infinito mistero di ciò che è.

7. L’altro (non) esiste
Vivere al di là dei modelli di comportamento

Essere un Sognatore Cosciente è aver visto con indubitabile chiarezza che qualunque persona incontri sei tu, e che non esistono persone “fuori” di te; questo non significa farsi carico della loro esperienza o delle circostanze che pertengono loro, magari sulla base di una qualche idea di salvazione, sacrificio o, perfino, compassione.

Un Sognatore Cosciente sa che la Coscienza è un campo talmente vasto che si manifesta in 7.942.645.086 miliardi di modi contemporaneamente, creando, attraversando e sperimentando 7.942.645.086 miliardi di esperienze diverse, in ogni specifico momento. 

Quando uno di questi miliardi di possibilità in essere, con il suo specifico sistema-corpo-mente, entra nel suo campo, un Sognatore Cosciente si apre a incontrarlo, riconoscerlo e rispettarlo per quello che è, e come riflesso di sé. Ne ascolta le parole, il messaggio che porta, e la realtà che dipinge, ma non si sente obbligato a farla propria, più di quanto non si senta obbligato a fare propria la terribilità di un terremoto, la distruttività di uno tsunami, o il fastidio di un banco di nebbia improvviso.

Per un Sognatore Cosciente, l'”altro” non è una “lezione da imparare”, un’ombra da integrare, un proprio difetto da guarire, bensì solo un’altra manifestazione del Sogno, che egli stesso crea. In tal modo, egli libera se stesso dal fardello dell'”errore” e l’altro dal peso di essere un mero specchio a suo uso e consumo. Quando incontra un “altro”, un Sognatore Cosciente si limita a “vederlo” e tiene aperto il cuore per ricevere l’intuizione o la conoscenza per cui sta creando questo incontro, se ce ne è una, e si “gode l’incontro” per quello che è.

Per questo, lascia al proprio Essere profondo la gestione delle parole da dire, i gesti da compiere, le attitudini da assumere, secondo quella specifica situazione e quello specifico “altro sé”; egli non ha principi o teorie su come ci si debba comportare e cosa sia giusto o sbagliato, bene o male, adeguato o non adeguato.

Un Sognatore Cosciente sa che non ci sono emozioni buone e emozioni cattive, che la rabbia non è per forza peggiore dell’amore, che difendersi da qualcosa che in quel momento percepisce come pericoloso non è per forza indice di chiusura, rifiuto o separazione; egli sa che non ci sono modelli prestabiliti da seguire, né una morale preconfezionata a cui aderire, bensì solo uno spontaneo, puro e inedito rispondere in quell’unico specifico e irripetibile momento. 

Tuttavia, è conscio di quanto delicato sia questo approccio e di quanta saggezza richieda, per ciò vi arriva dopo aver osservato molto a lungo i suoi territori interni e imparato a discernere da quale luogo di sé proviene la reazione che in quello specifico momento adotta.

Là fuori, oltre a ciò che è giusto e sbagliato, esiste un campo immenso. Ci incontreremo lì”.
Rumi 

8. Nessun controllo
Niente è nelle tue mani

Essere un Sognatore Cosciente è essere totalmente nelle mani della vita, è sapere di non avere alcun controllo su niente o nessuno, nemmeno se stessi, le proprie emozioni, i propri pensieri, i propri gesti, le proprie decisioni, senza mai usare tutto questo come una scusa, per non far fronte alla vita, per giustificare il proprio operato, per sottrarsi a ciò a cui la vita invita, nel pratico, nel concreto e nel “grande”.

Abituato a vivere in una realtà paradossale, un Sognatore Cosciente non incontra conflitto tra ciò che percepisce come una propria decisione e ciò che a volte sembra decidere per lui; sa che si tratta della stessa fonte che, unica, gestisce, guida, sviluppa e manda avanti il film della vita. Per questo, essere un Sognatore Cosciente è vivere nel paradosso tra azione e non-azione, tra scelta e non-scelta, tra libero arbitrio e destino, tra attività e resa, tra comprensione e mistero, tra noto e ignoto

E per questo, un Sognatore Cosciente sa che il suo valore più grande è l’onestà, principalmente con se stesso, dunque si fa carico di come egli è e della propria vita, non volta lo sguardo altrove, non finge di non vedere o di non sapere; non si auto-condanna, né si auto-incensa per ciò che attua, ma rimette al “grande” sia ciò che fa che ciò che non comprende, nella completa fiducia che ciò che sta operando in lui è sempre e solo quell’unica suprema Coscienza.

9. Né corpo, né mente, né psiche
Risvegliarsi a ciò che non sei

Essere un Sognatore Cosciente è essersi risvegliati alla comprensione di ciò che siamo, al di là della mente, dell’idea di io, del senso di separazione; è aver realizzato che la psiche è come una grande nuvola piena di tutte le storie del mondo, tutte le esperienze di tutti gli esseri umani mai esistiti, di tutte le dinamiche, le paure, le reazioni emotive, i copioni comportamentali e che, in sé, rappresenta ciò che alcuni definiscono “inferno”.

Ma un Sognatore Cosciente non si fa spaventare da questa Ombra maestosa e apparentemente senza fine, piena di tutti i conflitti del mondo e della storia, dei gesti più efferati e delle istanze peggiori che l’umanità abbia mai messo in atto; egli la attraversa come si attraversano i deserti più desolati e le valli più tenebrose, sapendo che ogni passo è un rischio e ogni pietra un possibile rovinoso inciampo; ne conosce la profonda follia e la scissione più abissale, ma sa di potersi relazionare con tutto questo in modo nuovo, perché sa di non essere quello, proprio come sa di non essere il corpo, né la mente.

Essi sono solo ambiti, come teatri di esperienza che un Sognatore Cosciente sa come abitare, vivere, e perfino goderne appieno, senza restarne intrappolato, né lasciarsi sopraffarre.

10. Il Daimon
Esprimere il pieno potenziale di Sé

Essere un Sognatore Cosciente è sapere che in ogni momento stai già perfettamente esprimendo, incarnando e vivendo il significato profondo di ciò che sei, il tuo Daimon, il tuo Archetipo, il tuo Vero Sé.

L’unica differenza tra un Sognatore Cosciente e un Sognatore non cosciente è che quest’ultimo non sa di essere quel Sé e non sa di essere il Sognatore. Egli non sa di vivere già e sempre il proprio Vero Sé, non sa che è comunque sempre lui alla guida, anche quando non sembra che sia così; non sa che la Quercia che dovrà scaturire dalla Ghianda del suo Daimon sta già crescendo, non sa che non c’è niente che non vada in lui, che non è un meccanismo inceppato o un eroe mancato, un essere umano imperfetto, sbagliato, inadeguato e che non funziona bene,

e che è solo per questo non sapere  che cerca altrove, e per questo lotta,
per questo si sfinisce nel tentativo di cambiare, e per questo si tormenta cercando la propria autenticità,
per questo soffre per ciò che non ha e crede di dover avere, e per questo si arrabbia e si lamenta per come vanno le cose poiché gli sembra che non vadano come dovrebbero, per questo cerca disperatamente se stesso e per questo cerca il suo scopo nella vita, il senso di essere al mondo e una verità ultima;

per questo, si domanda incessantemente da dove viene e dove va, fino a quando incontrerà un altro Sognatore, Cosciente, e si guarderà nello specchio limpido e perfetto che egli è, e si vedrà, per ciò che è;
allora la sua fame si placherà, e le sue domande si sospenderanno, e stanco, ma soddisfatto, riderà.

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Claudia Lila Marga
𝑉𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝐿𝑖𝑙𝑎𝑉𝐴𝑅 – 𝐿𝑎 𝐺𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝐴𝑣𝑣𝑒𝑛𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑒́
Su Amazon. Scopri di più: https://tinyurl.com/5n7fhu53

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"La brezza all'alba ha segreti da dirti. 
Non tornare a dormire. 

Devi chiedere quello che vuoi veramente. 
Non tornare a dormire. 

Le persone vanno avanti e indietro attraverso la soglia dove i due mondi si toccano. 
La porta è rotonda e aperta. 
Non tornare a dormire".

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Riassunto | L'Articolo in sintesi

In questo articolo trovi 10 profonde comprensioni che vengono realizzate lungo il cammino verso la Realizzazione del Sé. Sono comprensioni esistenziali, non teoriche. Ognuna di esse viene realizzata come un dato di fatto, proprio come in questo momento puoi dire senza ombra di dubbio che stai leggendo queste parole sullo schermo di un computer o di un telefono.

L'invito che ti faccio è che tu possa esplorare dalla tua conoscenza diretta queste comprensioni, sperimentando quale impatto possono avere sulla tua vita quotidiana, pratica e concreta.

Esse toccano i temi della matrix o maya, di cosa è reale o illusorio, dell'infinito campo di possibilità, dell'essere creatori della nostra vita, del risveglio a ciò che siamo, dell'altro e delle relazioni...

Alcune delle DOMANDE a cui questo articolo risponde

1. Cosa significa "Sognatore Cosciente"?
2. Risveglio Spirituale e Essere un Sognatore Cosciente sono la stessa cosa?
3. Chi è il "Sognatore" e qual è la natura del "Sogno"?
4. La Realtà è un'illusione (Maya o Matrix)?
5. Cosa significa che "Tutto è possibile"?
6. È possibile "uscire" dal Sogno, Maya o Matrix?
7. Qual è il valore dell'umiltà, della pazienza e dell'onestà nella vita di un Sognatore Cosciente?
8. Come si relaziona il Sognatore Cosciente con gli altri e chi sono gli altri per lui?
9. Qual è la relazione tra il Sognatore Cosciente e il controllo sulla propria vita o sul cammino di coscienza che sta compiendo?
10. Cos'è il Daimon, il Sé e che relazione hanno con il Pieno Potenziale?

Temi chiave:

Ha davvero senso porsi nell'ottica di definire se qualcosa è reale o illusorio? La vera importanza risiede nell'esperienza vissuta, non nell'attribuzione di una realtà oggettiva. Che il mondo che stiamo vivendo sia solido, fluido, materiale o immaginativo, onirico o concreto ciò che non muta mai è che ne siamo testimoni, intanto che ci immergiamo completamente in esso attraverso l'esperienza che ne facciamo, e in tal senso esso è indubitabilmente reale.

A differenza di quanto molte tradizioni affermano non si può uscire dal Sogno o Maya e non esiste un'"altra" realtà a cui aspirare o da raggiungere.
Ogni forma, evento o situazione che viviamo è solo una delle infinite espressioni del Potenziale, sia esso inteso in senso globale o personale (fa differenza?), d'altra parte è proprio quella forma, evento o situazione che si sta manifestando e nessun'altra.

Questa soglia tra il possibile e l'attuale è la frontiera sulla quale ciascuno di noi vive, a cavallo tra Creatività (potenziale) e Limitazione (forma) e secondo il paradosso di azione e non-azione, scelta e destino, libero arbitrio e resa.
Umiltà, pazienza e onestà sono alcune delle attituttidini che si sviluppano lungo il cammino della Comprensione di ciò che siamo veramente: non tutto può essere compreso, tanto meno immediatamente, ma la verità che abbiamo bisogno di riconoscere si rivelerà al momento opportuno.

Ogni evento, piccolo o grande che sia, così come ogni persona o "altro" che appare nel nostro mondo è ciò di cui vogliamo fare esperienza, che ne siamo coscienti o no. In questo, non c'è colpa, nè condanna, nè lezioni da imparare, ma solo un invito a vivere quello che è così com'è.
Risvegliarci a ciò che siamo veramente significa vedere dall'esperienza diretta che non siamo né il corpo, né la mente, né la psiche, né un "qualcuno", ma che, tuttavia, tutto questo è parte della realtà di cui facciamo esperienza, in tutte le sue sfaccettature, entusiasmanti o limitanti.

Il Vero Sé non è separato dall'Io o dalla personalità e si sta sempre esprimendo, è sempre, già, in manifestazione, non qualcosa che raggiungeremo in un secondo momento o a seguito di qualche "implementazione" attraverso cui dovremo passare.

I 10 tratti distintivi di un Sognatore Cosciente

1. La realtà è una sola?
Vivere in un costante “Effetto Fata Morgana”

Essere un Sognatore Cosciente è aver visto con sufficiente chiarezza che ciò che chiami realtà, non è affatto più reale di altri possibili scenari.

Un Sognatore Cosciente sa che un sogno notturno non è meno reale di un qualunque scenario diurno, per questo non si lascia ingannare dall’apparente solidità della materia e sa che il mondo che lo circonda è più fluido, liquido e cangiante, di quanto non sembri. Ma, al di là dello statuto di realtà, ciò che conta davvero per lui, è l’esperienza che egli vive e ciò di cui è testimone.

Per questo, un Sognatore Cosciente esplora, sperimenta e gode dei molteplici piani di realtà di cui può fare esperienza, senza perdersi in essi e senza scambiarli per una realtà più vera di quella che sperimenta nella quotidianità.

Che si tratti di fenomeni di non-mente, di “nulla” glorioso, di luce mistica o di qualche altro “al di là”, sa che sono solo fenomeni, come milioni di altri; egli lascia che lo arricchiscano, o imprimano svolte alla sua comprensione e alla sua vita, senza mai dimenticare che possono trasformarsi in una forma di fuga, o in un’ennesima “bolla” in cui perdersi, alienandolo dal contatto con la realtà così com’è, che, alla fine, è l’unico vero riconoscimento necessario.

2. La realtà è reale?
Il Campo Informazionale

Essere un Sognatore Cosciente è aver compreso che ciò che vedi non è reale in sé, bensì una forma con cui traduci questo “reale” a cui non hai un accesso diretto, poiché vi è una soglia oltre la quale anche la mente più brillante non può andare. È lì che l’indescrivibile viene (ri)conosciuto, pur sfuggendo a qualunque descrizione.

Un Sognatore Cosciente sa che le forme, gli eventi, le persone, sono la manifestazione emergente di un campo informazionale che non è in grado di cogliere direttamente, né di descrivere, se non attraverso equazioni matematiche, teoremi complessi, esperimenti di fisica quantistica, metafore computazionali, o indagando fenomeni biologici, biochimici e di neurotrasmissione, su cui può ragionare in termini di scala.

Un Sognatore Cosciente sa che, in questo modo, la Conoscenza si amplia e la cultura evolve, le condizioni di vita mutano e le risorse per rispondere alle sfide della vita aumentano esponenzialmente, intrise di grande creatività; per questo non si tira indietro davanti all’indagine teorica, scientifica o diretta, che vede come emergente anch’essa dal medesimo Campo di Coscienza che egli stesso è, e di cui la mente, in tutte le sue forme, è un aspetto; tuttavia, sa anche che, per quanto meravigliosi e funzionali siano le teorie e le spiegazioni, la vita è nelle mani della vita e il suo emergere e il suo procedere rimangono ancora un mistero non svelato.

La vita è e rimarrà per sempre una equazione priva di soluzione, ma con alcuni fattori noti.
Nikola Tesla 

3. Tutto è possibile
L’inesauribile crogiuolo del potenziale

Essere un Sognatore Cosciente è sapere che ogni singola forma che appare e ogni singolo evento che accade, per quanto totalmente lì, delineato e certo nel suo accadere, non è che l’emergenza di un’infinita potenzialità, sempre sulla soglia di poter essere qualcos’altro.

Un Sognatore Cosciente sa che tutto è possibile, e che ciò che alla fine si manifesta è l’espressione più piena e totale di questo possibile, che nella sua insondabile complessità, ha scelto quello specifico modo, in quello specifico momento, con quella specifica forma per emergere, sapendo anche che se avesse potuto essere diverso lo sarebbe certamente stato.

Ma così non è e, per questo, un Sognatore Cosciente non rifugge mai da ciò che accade, ma con pazienza e dedicazione affronta e attraversa ciò che è per quello che è, senza scuse, giustificazioni, fantasiose teorie, fuorvianti spiegazioni, o seducenti auto-inganni.

4. Il Sogno e il Sognatore
“[Questo] lo sto creando io”

Essere un Sognatore Cosciente significa aver compreso che ciò che ti accade, dal più piccolo e apparentemente insignificante evento quotidiano, alla situazione più inaspettata, macrocosmica e travolgente, scaturisce dall’Essere che sei, il quale, proprio come un Sognatore, sta sognando questo sogno, facendo esperienza di tutte le sue specifiche sfaccettature, e la cui finalità è l’esperienza stessa.

Un Sognatore Cosciente sa che ciò che vive è una sua creazione, ed è ciò che vuole veramente, senza ombra di dubbio, senza se e senza ma, (anche quando sembra di no), ed è ciò che è, così com’è: non è dovuto a una colpa da espiare, una lezione da imparare, un obiettivo o livello di sé da raggiungere, sanare, modificare, migliorare o trasformare…

Perché, un Sognatore Cosciente sa bene che non vi è nessun paradigma valutativo nella Coscienza, che non vi è alcuna dicotomia bene/male o giusto/sbagliato e che nulla ha un significato secondo, né vi è una vita simbolica quale porta di accesso a un qualche senso più profondo. La vita è quella che è e vuole solo essere vissuta, così com’è.

5. Uscire dal Sogno
Il Grande Malinteso

Essere un Sognatore Cosciente è aver compreso con indubitabile chiarezza che non puoi uscire dal Sogno. Che tu lo chiami Matrix, Vita, Illusione, Bolla, Mente, Maya, comunque non puoi uscirne, anche se per molto tempo credi di sì, e a lungo vai cercando il modo, attraverso metodi, pratiche, tecniche olistiche, meditative o energetiche, totalmente sostenuto in questo da innumerevoli teorie, approcci e modelli affetti dallo stesso tuo malinteso;

un malinteso che tuttavia è normalmente parte del processo attraverso cui tutti gli essere umani passano, poiché non è che uno dei modi a cui la Coscienza ricorre lungo il proprio processo per riconoscersi per ciò che è: Coscienza cosciente di essere Coscienza.

Ma un Sognatore Cosciente sa che finché vivi nella forma di un corpo-mente, il Sogno (o Illusione, Maya, Bolla, Mente, Matrix…) è la realtà nella quale ti muovi e per cui sei perfettamente “costruito” e adatto; egli sa che non esiste un “altrove”, che sia migliore o più evolutivo, o più appagante, o più felice, e che non c’è alcun altro luogo a cui aspirare, o stato a cui arrivare, o un paradiso da trovare, dove albergare stabilmente e permanentemente.

Per questo e poiché sa di non poter uscire dal Sogno, il Sognatore Cosciente si “gode la corsa!”, più che può, al massimo delle sue possibilità, votandosi a questo gioco con tutto se stesso.

6. Umiltà, pazienza e verità
Il gioco della Comprensione

Un Sognatore Cosciente sa che per arrivare a vedere tutto questo è passato attraverso molte tempeste, innumerevoli tentativi, quesiti irrisolvibili e risposte insufficienti o inadeguate, ma si è arreso all’evidenza, senza mai forzare ciò che non era ancora in grado di comprendere, abbracciare, affermare con sincerità e onestà, aspettando paziente che la verità che aveva bisogno di riconoscere gli si mostrasse, con le parole più adatte e il modo più adeguato affinché la comprensione accadesse.

Perché essere un Sognatore Cosciente è vivere dalla pazienza e dall’umiltà sapendo che non tutto potrà essere conosciuto o compreso, ma che, quando sarà davvero necessario comprendere qualcosa, questo accadrà, nei modi e nei tempi più adatti, magari inaspettati e non sempre in linea con i propri desideri, tuttavia perfetti.

In ogni caso, un Sognatore Cosciente sa che, per quanto il meccanismo della Comprensione, della scoperta di significati, cause, ragioni e funzioni sia un gioco estremamente affascinante, alla fine è comunque solo un gioco, solo uno degli aspetti della Coscienza, solo un altro modo con cui essa si manifesta, esprime e dispiega nell’infinito mistero di ciò che è.

7. L’altro (non) esiste
Vivere al di là dei modelli di comportamento

Essere un Sognatore Cosciente è aver visto con indubitabile chiarezza che qualunque persona incontri sei tu, e che non esistono persone “fuori” di te; questo non significa farsi carico della loro esperienza o delle circostanze che pertengono loro, magari sulla base di una qualche idea di salvazione, sacrificio o, perfino, compassione.

Un Sognatore Cosciente sa che la Coscienza è un campo talmente vasto che si manifesta in 7.942.645.086 miliardi di modi contemporaneamente, creando, attraversando e sperimentando 7.942.645.086 miliardi di esperienze diverse, in ogni specifico momento. 

Quando uno di questi miliardi di possibilità in essere, con il suo specifico sistema-corpo-mente, entra nel suo campo, un Sognatore Cosciente si apre a incontrarlo, riconoscerlo e rispettarlo per quello che è, e come riflesso di sé. Ne ascolta le parole, il messaggio che porta, e la realtà che dipinge, ma non si sente obbligato a farla propria, più di quanto non si senta obbligato a fare propria la terribilità di un terremoto, la distruttività di uno tsunami, o il fastidio di un banco di nebbia improvviso.

Per un Sognatore Cosciente, l'”altro” non è una “lezione da imparare”, un’ombra da integrare, un proprio difetto da guarire, bensì solo un’altra manifestazione del Sogno, che egli stesso crea. In tal modo, egli libera se stesso dal fardello dell'”errore” e l’altro dal peso di essere un mero specchio a suo uso e consumo. Quando incontra un “altro”, un Sognatore Cosciente si limita a “vederlo” e tiene aperto il cuore per ricevere l’intuizione o la conoscenza per cui sta creando questo incontro, se ce ne è una, e si “gode l’incontro” per quello che è.

Per questo, lascia al proprio Essere profondo la gestione delle parole da dire, i gesti da compiere, le attitudini da assumere, secondo quella specifica situazione e quello specifico “altro sé”; egli non ha principi o teorie su come ci si debba comportare e cosa sia giusto o sbagliato, bene o male, adeguato o non adeguato.

Un Sognatore Cosciente sa che non ci sono emozioni buone e emozioni cattive, che la rabbia non è per forza peggiore dell’amore, che difendersi da qualcosa che in quel momento percepisce come pericoloso non è per forza indice di chiusura, rifiuto o separazione; egli sa che non ci sono modelli prestabiliti da seguire, né una morale preconfezionata a cui aderire, bensì solo uno spontaneo, puro e inedito rispondere in quell’unico specifico e irripetibile momento. 

Tuttavia, è conscio di quanto delicato sia questo approccio e di quanta saggezza richieda, per ciò vi arriva dopo aver osservato molto a lungo i suoi territori interni e imparato a discernere da quale luogo di sé proviene la reazione che in quello specifico momento adotta.

Là fuori, oltre a ciò che è giusto e sbagliato, esiste un campo immenso. Ci incontreremo lì”.
Rumi 

8. Nessun controllo
Niente è nelle tue mani

Essere un Sognatore Cosciente è essere totalmente nelle mani della vita, è sapere di non avere alcun controllo su niente o nessuno, nemmeno se stessi, le proprie emozioni, i propri pensieri, i propri gesti, le proprie decisioni, senza mai usare tutto questo come una scusa, per non far fronte alla vita, per giustificare il proprio operato, per sottrarsi a ciò a cui la vita invita, nel pratico, nel concreto e nel “grande”.

Abituato a vivere in una realtà paradossale, un Sognatore Cosciente non incontra conflitto tra ciò che percepisce come una propria decisione e ciò che a volte sembra decidere per lui; sa che si tratta della stessa fonte che, unica, gestisce, guida, sviluppa e manda avanti il film della vita. Per questo, essere un Sognatore Cosciente è vivere nel paradosso tra azione e non-azione, tra scelta e non-scelta, tra libero arbitrio e destino, tra attività e resa, tra comprensione e mistero, tra noto e ignoto

E per questo, un Sognatore Cosciente sa che il suo valore più grande è l’onestà, principalmente con se stesso, dunque si fa carico di come egli è e della propria vita, non volta lo sguardo altrove, non finge di non vedere o di non sapere; non si auto-condanna, né si auto-incensa per ciò che attua, ma rimette al “grande” sia ciò che fa che ciò che non comprende, nella completa fiducia che ciò che sta operando in lui è sempre e solo quell’unica suprema Coscienza.

9. Né corpo, né mente, né psiche
Risvegliarsi a ciò che non sei

Essere un Sognatore Cosciente è essersi risvegliati alla comprensione di ciò che siamo, al di là della mente, dell’idea di io, del senso di separazione; è aver realizzato che la psiche è come una grande nuvola piena di tutte le storie del mondo, tutte le esperienze di tutti gli esseri umani mai esistiti, di tutte le dinamiche, le paure, le reazioni emotive, i copioni comportamentali e che, in sé, rappresenta ciò che alcuni definiscono “inferno”.

Ma un Sognatore Cosciente non si fa spaventare da questa Ombra maestosa e apparentemente senza fine, piena di tutti i conflitti del mondo e della storia, dei gesti più efferati e delle istanze peggiori che l’umanità abbia mai messo in atto; egli la attraversa come si attraversano i deserti più desolati e le valli più tenebrose, sapendo che ogni passo è un rischio e ogni pietra un possibile rovinoso inciampo; ne conosce la profonda follia e la scissione più abissale, ma sa di potersi relazionare con tutto questo in modo nuovo, perché sa di non essere quello, proprio come sa di non essere il corpo, né la mente.

Essi sono solo ambiti, come teatri di esperienza che un Sognatore Cosciente sa come abitare, vivere, e perfino goderne appieno, senza restarne intrappolato, né lasciarsi sopraffarre.

10. Il Daimon
Esprimere il pieno potenziale di Sé

Essere un Sognatore Cosciente è sapere che in ogni momento stai già perfettamente esprimendo, incarnando e vivendo il significato profondo di ciò che sei, il tuo Daimon, il tuo Archetipo, il tuo Vero Sé.

L’unica differenza tra un Sognatore Cosciente e un Sognatore non cosciente è che quest’ultimo non sa di essere quel Sé e non sa di essere il Sognatore. Egli non sa di vivere già e sempre il proprio Vero Sé, non sa che è comunque sempre lui alla guida, anche quando non sembra che sia così; non sa che la Quercia che dovrà scaturire dalla Ghianda del suo Daimon sta già crescendo, non sa che non c’è niente che non vada in lui, che non è un meccanismo inceppato o un eroe mancato, un essere umano imperfetto, sbagliato, inadeguato e che non funziona bene,

e che è solo per questo non sapere  che cerca altrove, e per questo lotta,
per questo si sfinisce nel tentativo di cambiare, e per questo si tormenta cercando la propria autenticità,
per questo soffre per ciò che non ha e crede di dover avere, e per questo si arrabbia e si lamenta per come vanno le cose poiché gli sembra che non vadano come dovrebbero, per questo cerca disperatamente se stesso e per questo cerca il suo scopo nella vita, il senso di essere al mondo e una verità ultima;

per questo, si domanda incessantemente da dove viene e dove va, fino a quando incontrerà un altro Sognatore, Cosciente, e si guarderà nello specchio limpido e perfetto che egli è, e si vedrà, per ciò che è;
allora la sua fame si placherà, e le sue domande si sospenderanno, e stanco, ma soddisfatto, riderà.

______
Claudia Lila Marga
𝑉𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝐿𝑖𝑙𝑎𝑉𝐴𝑅 – 𝐿𝑎 𝐺𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝐴𝑣𝑣𝑒𝑛𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑒́
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Non tornare a dormire. 

Le persone vanno avanti e indietro attraverso la soglia dove i due mondi si toccano. 
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