Conoscenza, Consapevolezza o Coscienza di Sé:
tu cosa stai cercando?
Innanzitutto lascia che ti ponga una domanda diretta (come al solito!):
Tu cosa stai cercando, un reale cambiamento della tua vita, o ti stai semplicemente intrattenendo con i temi sullo sviluppo personale e la spiritualità?
Quanto brucia la tua domanda interna e il tuo desiderio di andare oltre questo o quello aspetto di te e della tua vita, che vorresti superare, lasciarti alle spalle, trasformare?
Se appartieni a quelli che davvero cercano un nuovo assetto di sé e della propria vita, senza se e senza ma, senza scuse e pronti a mettersi in gioco davvero, allora comprendere bene dove sei, è importante e può fare tutta la differenza tra un reale cambiamento della propria vita o un caotico vorticare nel mare magnum delle infinite teorie, metodi, tecniche, approcci che ti promettono il paradiso, la felicità, il Risveglio, l’Illuminazione, la pace suprema e la soluzione magica di tutti i tuoi mali, difetti, limiti, blocchi e problemi…
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Non so quanto tu ne sia consapevole, ma dalla mia conoscenza di oltre 30 anni di questi ambienti dedicati alla Realizzazione del Sé, ti posso dire che sono davvero tanti i ricercatori che si perdono nella giungla delle migliaia di proposte di maestri, guru, metodi, tecniche, e c’è chi si incaglia lì per anni interi;
altri invece cadono nei meccanismi del cosiddetto bypass spirituale, o semplicemente si ingannano profondamente, proprio perché scambiano “lucciole per lanterne” (consapevolezza per coscienza, per esempio), e spesso, ignari riguardo a dove si trovano davvero, cadono nelle peggiori trappole della ricerca interiore.
Potremmo aggiungere che non importa, faranno il loro cammino, e questo è certamente vero; dall’altro lato, ho scelto di rispondere a un bisogno di chiarezza che, a giudicare da ciò che gira nel web e nei gruppi social, permea il mondo della ricerca di se stessi (e per questo ho creato LilaVAR).
Naturalmente, lascia che ti ricordi che non ti servirà a niente se ne fai un fatto di pura speculazione teorica, quindi sperimenta e verifica nella tua esperienza diretta ciò che ti succede e da dove guardi, perché capire dove sei è il primo passo per trovare ciò che ti può essere davvero più utile in questo momento del tuo percorso e che può accompagnarti a fare tutti i passi che ti servono.

Conosci te Stesso: i 4 tipi di ricercatore spirituale – Fai il Test
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Conoscenza, Consapevolezza, Coscienza di Sé:
3 modalità nell’incontro con se stessi.
Innanzitutto vale la pena chiarire che l’oggetto che vogliamo conoscere o di cui vogliamo essere consapevoli o coscienti è … tutto, tutto l’arcobaleno dell’esperienza umana, sia interiore – sensazioni, emozioni, attività mentale, percezione di sé come esseri viventi – sia esteriore – eventi che ci accadono personalmente o a cui assistiamo a vari gradi di distanza/vicinanza/coinvolgimento, gli altri, l’ambiente, ecc.
Lo dico perché a volte si tende a credere che certe cose ha senso conoscerle (es. gli eventi che ci accadono o le nostre caratteristiche), di altre ha senso esserne consapevoli (es. le emozioni, e i “bottoni” che le innescano), e di altre ancora ha senso esserne coscienti (il Sé, il livello più profondo, il nostro aspetto divino).
Ebbene, niente di più insensato. Il punto, infatti, non è nell’oggetto (eventi esterni, emozioni, o aspetti esistenziali), ma nel tipo di approccio ad esso: conoscenza, consapevolezza e coscienza non sono 3 livelli – uno superficiale o inferiore, l’altro profondo o superiore – del tuo cammino di scoperta di ciò che sei veramente. E, tanto per dirla tutta, certamente non sono 3 stadi successivi con cui affronti il mondo e vivi la tua vita, come fossero le scuole elementari, poi le superiori, poi l’università e il master.
Comprendi?
Queste 3 modalità di relazione con te stesso – Conoscenza, Consapevolezza e Coscienza – non sono una meglio dell’altra, una più avanzata, l’altra più evoluta rispetto alle altre, bensì solo e semplicemente modalità differenti; tutte e tre offrono insight, comprensioni, passi importanti e svolte decisive per il tuo cammino di scoperta di ciò che sei veramente.
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Anzi, ti dirò di più: senza che te ne accorgi, passi dall’una all’altra a seconda di ciò che in quel momento ti serve vedere, ed è un fenomeno del tutto naturale, spontaneo, parte di quel sistema perfetto che sei.
Lasciami dire anche che tutte e tre sono importanti lungo il cammino di Realizzazione del Sé. Lo dico perché a volte si crede (e si legge in giro) che, per es., l’essere coscienti, il cosiddetto Risveglio della Coscienza, sia un punto finale di un qualche supposto processo di indagine interna e che arrivi solo dopo tanti altri periodi e percorsi in cui ti sei occupato di conoscerti (livello più superficiale) o di essere consapevole di te (livello intermedio).

Il mito del Risveglio della Coscienza come fase specifica del Cammino di Realizzazione del Sé
Come dico sempre la comprensione di ciò che siamo è un processo continuo, dunque sfatiamo questo mito: anche il (semplice) desiderio di conoscere se stessi è una forma di Risveglio della Coscienza. È la Coscienza che siamo che si “risveglia” (si attiva) dentro di noi, portandoci a porci domande riguardo a noi stessi; il tipo di domanda può cambiare, e con essa cambia ciò che vuoi scoprire:
- se vuoi scoprire come è fatto un tostapane, lo smonti, cacciavite alla mano
- se invece vuoi scoprire quanto è potente lo colleghi alla spina, lo metti al massimo e valuti in quanto tempo ti cuoce la tua fetta di pane
- se vuoi scoprire a cosa serve (perché sei un alieno e non lo sai), comincerai a metterci dentro le cose più svariate, magari lo metterai a testa in giù o gli stenderai sopra lo straccio perché ti sei reso conto che emana calore e magari serve per asciugare le cose…
Comprendi?
Tutte e tre sono domande pertinenti a scoprire cos’è esattamente un tostapane, la sua essenza intrinseca, il meccanismo che lo governa, ecc. Lo stesso vale per te, per ciò che sei veramente.
Non esistono domande più vere e altre meno vere. Come dico sempre, non sai mai per quale strada (per quale domanda, o comprensione) arriverai a vedere ciò che vuoi vedere… a volte ti servirà conoscere, altre volte essere consapevole, altre volte ancora essere cosciente.

Conoscenza, Consapevolezza, Coscienza:
le differenze
Ma entriamo più nel dettaglio di queste 3 diverse modalità di relazione con noi stessi e con ciò che ci accade. Semplificando al massimo, possiamo dire che:
♠ la CONOSCENZA di sé è quella modalità al centro della quale c’è il desiderio di scoprire la tua personalità, quindi l’Io, l’identità, cosa ti caratterizza, quali sono le tue inclinazioni, ciò che ti piace o senti più affine: sei forte, sei resistente, sei lento, sei veloce, se non c’è il mare vicino ti manca l’aria, viceversa odi l’acqua salata e preferisci camminare tra stambecchi e stelle alpine… in pratica, puoi descrivere un mix unico e specifico di tratti e caratteristiche che ti differenziano.
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♠ la CONSAPEVOLEZZA di sé è quella modalità al centro della quale c’è il “rendersi conto” di ciò che fai, pensi, vivi, quali meccanismi ti muovono, cosa ti fa reagire; via via scopri i “personaggi” e gli abiti che indossi, a seconda dei momenti e delle situazioni. Anche questi sono aspetti mixati in te in modo unico, tuttavia, di fondo riconosci degli schemi dominanti comuni ad altri esseri umani, ed è proprio questa tonalità “tribale”, di specie vivente con specifiche dotazioni ad essere centrale qui.
Qui si trovano l’istinto di sopravvivenza (con gli annessi e connessi), lo spirito gregario (la spinta per l’appartenenza a una comunità di simili), ecc. A volte, proprio perché questi schemi sono prestabiliti e ricorsivi, come fossero “iscritti” in te, puoi arrivare a percepirli come limitanti o condizionanti.
Inoltre, una delle caratteristiche tipiche della modalità della Consapevolezza è che avviene sempre “dopo”, è un rendersi conto sempre a posteriori di ciò che osservi, fosse anche di pochi istanti.
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♠ la COSCIENZA di Sé è quella modalità al centro della quale c’è l’Essere, quello che chiamiamo il Vero Sé, appunto, ciò che sei nella tua vera natura, al di là degli schemi generali e delle caratteristiche specifiche. Questa modalità scopre ciò che è immutabile, intoccato e sempre presente, al di là degli eventi, o delle circostanze, vero per te come per chiunque altro e sempre lo stesso, malgrado le specificità: non importa quanti anni hai, quali esperienze hai vissuto, qual è la tua storia, la cultura a cui appartieni o la realtà da cui provieni. È un “essere” (ed esserci) che va al di là perfino del fatto che tu sia un umano.
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Come dicevamo prima, questi 3 modalità di relazione con te stesso e ciò che ti circonda sono sempre presenti, non sono stadi successivi, tantomeno di una scala di progressione evolutiva. Puoi sempre diventare consapevole di un comportamento che non avevi mai visto fino a quel momento, e puoi continuare a scoprire caratteristiche di te che non conoscevi e che magari si sviluppano proprio in quella fase specifica della vita, in ragione delle esperienze che stai attraversando. Niente di tutto questo ha alcuna influenza sul tuo essere cosciente di ciò che sei veramente, che non cambia mai e non si lega a nessun evento, situazione o caratteristica tu possa arrivare a manifestare.
Mi segui?
Se la tua risposta è sì, aggiungiamo qualche altro spunto di comprensione:

♠ La CONOSCENZA di sé, quel processo per cui scopri, osservi e impari cosa ti caratterizza di più come essere umano, all’inizio è spesso una pratica definitoria del “io sono questo, io sono quello, sono fatto così”, e per quanto ci sia del vero in questo (qualcuno, per esempio, ha grandi doti manuali, altri, sono dei grandi oratori, altri ancora sembrano perfettamente “organizzati” per prestazioni sportive di altissimo livello, ecc.), il punto fondamentale è che, se da un lato, è naturale e perfino importante scoprire queste caratteristiche per vivere la vita che meglio ci corrisponde, dall’altro lato, per lungo tempo pensiamo che si tratti di caratteristiche definitive e immutabili, o esclusive (cioè che ne impediscono o limitano altre, soprattutto opposte)
così finiamo per rimanere intrappolati in queste identità come in qualcosa che pone specifici confini, determinati e assoluti nel tempo, limitando la nostra espansione, il cambiamento, la varietà, i desideri che possono sorgere in noi come nuove forme di espressione di noi stessi.
Inoltre, va sempre tenuto a mente che ciò che puoi conoscere è ciò che vedi, che puoi percepire, e che c’è già, ma, ti domando, sei sicuro che sia tutto quello che sei? Così come oggi hai scoperto un tratto, un’inclinazione, un talento che ieri non sospettavi di avere, quanti altri ancora potrebbero emergere?
L’invito che posso farti, quando ti muovi in questa attitudine, è di esplorare e sperimentare le tue infinite caratteristiche, espresse, potenziali o latenti, senza mai pensare di arrivare da qualche parte, senza usare ciò che esplori, scopri o sperimenti come qualcosa che ti definisce, né pensando che alcune sono “vere”, del “vero te” e altre no.
Sono forme, forme del tuo naturale manifestarsi: alcune permarranno, altre cambieranno, forse si amplieranno o spariranno, chi lo sa… sei, potenzialmente, un infinito campo di possibilità, nulla ti limita… certamente ci saranno tendenze più in linea con alcuni aspetti di te (se sei alto un metro e cinquanta non ti metterai a fare il giocatore di basket), per questo si tratta di esplorare, sperimentare, scoprire ciò che c’è e ciò che può potenzialmente emergere, senza preconcetti o idee e senza pensare che arriverà un giorno in cui esaurirai il compito, che saprai tutto di te, perché, di fatto, sei un divenire in continuo mutamento, dunque… divertiti!

♠ La CONSAPEVOLEZZA di sé, quel processo per cui cominci ad osservare gli abiti, gli schemi e le maschere che indossi nelle varie circostanze, è per molti un periodo di vero e proprio calvario. Di solito ci arriviamo quando, cominciando a sentire i limiti dei modi in cui ci siamo sempre comportati, cerchiamo alternative, varietà, nuovi modi.
Normalmente, qui, c’è una forte attenzione agli elementi psicologici di questi “modi di comportarsi”, alle emozioni che li accompagnano, ai pensieri ricorsivi o giudicanti; questo è il momento in cui vorremmo poter cambiare le cose, non ricadere più nei meccanismi che cominciamo a vedere essere automatici, come dei bottoni che le varie circostanze della vita schiacciano e ci fanno sentire così o colà, tristi o entusiasti, capaci o inutili.
Di solito, in questo frangente si va alla ricerca di metodi e tecniche per cambiare tutto questo – meditazione, pensiero positivo, PNL, terapia psicologica, terapie olistiche di guarigione, approcci di sviluppo personale, prospettive spirituali… – ce n’è davvero un mucchio, e moltissimi rimangono intrappolati lì, in quella ricerca di un modo giusto di essere, di un supposto ideale da raggiungere, di uno stato diverso da trovare – un te che non si arrabbi mai più, che non soffra mai, non senta mai più insicurezza… come se tutto questo fosse una tua responsabilità e sotto il tuo controllo e come se essere così e sperimentare tutto questo fosse sbagliato, un errore del sistema.
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Anche in questo caso, come per la Conoscenza di sé, molti interpretano i meccanismi che vedono come qualcosa che li definisce e non come fenomeni che accadono.
Esempio: mi accendo come un cerino nelle situazioni più minuscole, quindi, sono un “incazzoso”, mi arrabbio per tutto,
ergo, ho un problema con la rabbia,
ergo, devo “guarire” la rabbia, sia andando alla sua origine scoprendo il trauma/evento fondamentale/causa (nell’infanzia, o perfino nelle vite precedenti) sia praticando tecniche e controllo (equilibrio dei chakra, meditazione, liberazione catartica, ecc.) affinché questa rabbia non accada più.
Anche in questo caso, l’invito è a non identificarti con ciò che osservi e di cui, via via, ti “rendi conto” e diventi consapevole: che bello che lo sei! Ma… il gioco finisce qui.
Non c’è bisogno che fai qualcosa per cambiare questa o quella cosa, aspetto, tendenza, dinamica di te, solo vedila, solo riconoscila… in questo vederla (ricorda che accade sempre a posteriori di quando si manifesta), in questo essere consapevole di ciò che si manifesta “attraverso di te”, come una cinepresa che riprende dei fatti, “registra” delle esperienze ed è testimone di determinati fenomeni, comincia a porsi una distanza che innesca quel processo che si chiama disidentificazione, dove appunto ti rendi conto sempre meglio che quella dinamica non ti definisce, non sei quel personaggio (l’aggressivo, il perdente, il pavido), essi sono solo modelli di risposta a ciò che accade.
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La Consapevolezza di sé, il rendersi conto di queste risposte-reazioni-meccanismi non è una soluzione a niente. Certo, mettere questa distanza con i fenomeni, vedere che non stanno dicendo qualcosa di te, abbassa la reattività (il bottone schiacciato e la risposta automatica) e apre a possibilità diverse di interagire con le situazioni, ma non farne una pratica, una tecnica, qualcosa da attuare per, perché in questo modo staresti solo costruendo un’altra gabbia, con le sbarre dorate rispetto alla precedente, ma sarebbe comunque una gabbia, e per certi versi ancora più insidiosa, perché quell’oro ti inganna con una promessa che non può mantenere: che quella reattività sparirà.
Anche in questo caso quindi, non si tratta di “fermarsi lì” e dedicare tutta la vita a questo processo di consapevolezza con l’idea che un giorno guarirai e raggiungerai quello stato di perfezione che è il Vero Sé, liberato, purificato, risolto da tutte queste “reazioni”.
Il Vero Sé è sempre lì, è già lì, e non è toccato da nessuno di questi fenomeni.

♠ Arriviamo, allora, alla COSCIENZA di Sé
Quando ti muovi da questa modalità cominci a vedere che tutto ciò che hai osservato fino a quel momento (conoscendoti o diventando consapevole) sono fattori che non abbracciano totalmente ciò che sei, e stai cominciando ad avventurarti in un “luogo di te” che non ha definizioni, e soprattutto, non ne ha bisogno per vivere e per fare esperienza della vita; sei quel che sei, qualunque cosa sia, e sai di indossare “abiti” a seconda delle situazioni, ma sei cosciente che sono solo “abiti”, non “tu”.
Vivere dalla Coscienza è vivere da ciò che sei, non dalla definizione che puoi darti, da delimitazioni di caratteristiche, da una serie di inclinazioni. Ciò che sei non ha caratteristiche, tratti definiti, proprietà.
Caratteristiche e inclinazioni potranno esserci e continueranno a sorgere, cangianti, o più ricorsive nel tempo, ma nessuno sa se si manifesteranno di nuovo, o cosa si manifesterà, ma ti posso assicurare che “da lì” non ti importa molto. Ciò che vivi dalla Coscienza è la semplice e ovvia constatazione che esisti, ci sei, sei presente, sei vita cosciente di essere vita, il resto sono dettagli, nell’infinita manifestazione delle forme che si succedono.
Qualunque cosa manifesti – sia un’azione pratica o un’emozione, un comportamento, qualcosa che dici – è semplicemente un movimento, che sorge e scompare, mentre tu sei “li”, presente a tutto questo, essendolo totalmente e, nello stesso tempo, essendo ciò che lo testimonia: ciò che lo crea, ciò che lo agisce e ciò che ne è cosciente. Sei tutti i fenomeni e nessuno, ovvero la fonte, la tela di fondo su cui essi si manifestano e la manifestazione stessa.
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Insomma, per quante descrizioni o metafore si possano proporre resta qualcosa di molto più semplice da vivere che da dire. Quando lo vivi, è evidente. Non c’è bisogno di spiegazioni, non ci sono incertezze o dubbi su cosa sia, e c’è un profondo senso di “naturale”, di ciò che è così com’è, niente da aggiungere, niente da togliere, niente da discutere, niente da dire o da cambiare.
Vivere radicati in questa Coscienza di sé, in questa coscienza dell’essere, rende del tutto irrilevanti i fenomeni, a cui naturalmente puoi appassionarti, o meno, agendo in una direzione o un’altra, o magari non agendo affatto, in modo del tutto “spontaneo”, perché tutto appartiene a un unico movimento… cosciente.
Comprendi?
So che questo è un tema piuttosto complesso, quindi se hai dubbi o riflessioni, puoi fare un percorso con me o unirti alla Community dei Viaggiatori di LilaVAR per porre tutte le domande che senti importanti per la tua comprensione,
Intanto, ti abbraccio dall’Unico Cuore e ti aspetto a LilaVAR! 💚🐾
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Claudia Lila Marga 𝑉𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝐿𝑖𝑙𝑎𝑉𝐴𝑅 – 𝐿𝑎 𝐺𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝐴𝑣𝑣𝑒𝑛𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑒́ Su Amazon. Scopri di più: https://tinyurl.com/5n7fhu53