Una mente o molte menti?
Come forse già sai, noi di LilaVAR amiamo le mappe in modo viscerale. Se poi sono un po’ romantiche, come quelle antiche, con le proporzioni sbagliate, le rotte imprecise, i mostri terrificanti e le trappole nascoste, siamo ancora più contenti.
Sai perché?
Perché, in tal caso, c’è tanto, tanto spazio per l’esplorazione: libera, diretta, a colpi di machete e falcetto, per trovare tu, in prima persona e alla tua maniera, quella strada unica e certa che ti porterà per sempre fuori dalla confusione.
La mappa che ti regalo oggi è nata da un indovinello, da una domanda, cioè, sorta in uno dei miei gruppi di coaching:
“Qual è quella parola che senti nominare più spesso di tutte nei cammini di Coscienza di Sé, usata per definire molte cose diverse, causa di una miriade di inganni, ossessioni, difficoltà, conflitti e per sostenere le teorizzazioni più astruse?”
Più di uno aveva risposto: l’amore!!
Ahah!! Quanto avevano ragione!
Ma in questo caso l’imputata è proprio lei: la mente
Già!
Se hai praticato qualche tecnica, seguito qualche maestro, letto qualche libro di qualche tradizione spirituale o approccio alla Realizzazione del Sé ti sei già reso conto che ognuno usa questo termine un po’ alla sua maniera, ergo, è un vero caos!
A cosa davvero ci stiamo riferendo quando parliamo di “mente?”
Quale mente? Quella cognitiva, quella riflessiva, quella intuitiva, creativa, psicologica, morale, divina…
Ecco. Per cominciare a capirci qualcosa, ti propongo una mappa e qualche traccia per facilitarti le cose e muovere i primi passi nella tua conoscenza diretta di come stanno le cose.
Naturalmente, tua rimane l’esplorazione, ricordando sempre che la mappa non è il territorio, che le sorprese sono sempre dietro l’angolo, e gli auto-inganni sono i nemici più temibili di queste lande dove a volte sembra valere “tutto e il contrario di tutto” (niente di più falso! non farti ingannare dai “relativisti-opinionisti”, vai alla radice delle cose e vacci con le tue gambe!).
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Quindi, per prima cosa facciamo un elenco dei possibili elementi che dobbiamo collocare nel quadro. Certamente, alcune definizioni ti saranno più familiari di altre ma ciò che vogliamo arrivare a vedere è che è possibile raggrupparne un buon numero in 5 “macro-regioni”.
In questo modo quando, nel concreto, vivremo alcune esperienze tipiche di una o dell’altra, sapremo dove ci troviamo, cosa è possibile vedere da lì, quale funzione stiamo usando di noi, perché è interessante, cosa ci permette di fare e in che modo ha un impatto sulla nostra vita; soprattutto smetteremo di tentare di “cavare sangue da una rapa” o usare il cacciavite per tagliare la frittata – rendo l’idea?
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Perché è questo che facciamo quando, per esempio, vogliamo comprendere la Coscienza (che molti chiamano mente divina), usando la mente cognitiva; è questo che stiamo facendo quando crediamo di dover uscire dalla mente, renderla silenziosa, o perfino pensiamo di poterla “riprogrammare“.
Ma andiamo per gradi, e procediamo dalle Terre più circoscritte verso quelle più ampie; e, mi raccomando, ricorda che questa differenza di dimensione, o l’idea di “una dentro l’altra” tipo matrioska (come nell’immagine qui sotto) è solo una “convenzione”, utile per fare ordine; è una mappa, non il territorio!

Le 5 Macro Regioni dell'”Universo Mente”

- Le Terre dell’Io
- Le Terre della Psiche
- Le Terre della Matrix
- Le Terre della Coscienza
- Le Terre del Mistero
Per approfondire bene ognuna di esse ci vorrebbe un libro, quindi, tralascerò molte delle definizioni che vedi nell’immagine e certamente non le ho inserite tutte.
Ma partire da qui è già molto utile e pratico per cominciare a orientarti, ridurre il rischio delle “lucciole per lanterne” e dissipare le nebbie senza rischiare di crearne altre.

Le Terre dell’Io
Questa è la sfera dell’esperienza individuale, quella più comune, quella che ti sarà facile riconoscere come lo “standard” in cui si muove il 99% delle persone. Qui ciò che sperimenti, lo sperimenti come individuale e personale, che riguarda te, proprio te. È diverso da tutto il resto e da tutti gli altri, è una cosa solo tua e solo tu la vivi così. Di solito, qui, si trova radicato un profondo senso di identità, quell’idea di essere un io, di cui parlo anche in altri articoli.
La trappola fondamentale di queste Terre è quella di credere che questo Io sia un’entità, un soggetto separato, con una storia (la biografia del “me”), una psiche individuale, di tua proprietà, una serie di ferite che hai vissuto in prima persona (inflitte da altri individui, separati come te), e che devi guarire;
vivi nel conflitto, nella sensazione della mancanza di questo o quello anche rispetto a ciò che sei, ti senti solo e disconnesso, “involontario” abitante (persino, vittima) in un mondo ostile che non hai scelto, in cui non ti trovi bene e di cui non hai un manuale di istruzioni per sapere cosa e come vivere.
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Questo è il Regno privilegiato della nostra cara mente cognitiva, quella che apprende, che è altamente funzionale e molto a suo agio con procedure, protocolli, equazioni “se… allora”, modelli di causa-effetto; è quella che lavora per “problema-soluzione”, per step successivi come una macchina ben programmata il cui unico principio è l’efficienza e l’efficacia nel raggiungimento di un obiettivo. Suona perfetto e ottimale, se non fosse che la vita non si riduce affatto a questo.
Naturalmente con questo non stiamo dicendo che tutto questo è un problema, un difetto, un “minus” rispetto a un ideale che invece dovrebbe essere, un livello involuto rispetto a uno evoluto… stiamo solo descrivendo le caratteristiche di un territorio, che magari ha dei prati, ma non delle montagne, dei fiumi e non una scogliera, comprendi?

Le Terre della Psiche
In questa regione, la confusione comincia a essere tanta, più di quanto crediamo; e magari ti stai anche domandando perché non ho parlato di psiche nelle Terre dell’Io, ma in effetti proprio su questo si basa un grande inganno riguardo a come funziona la mente.
Tutto dipende dal fatto che ciascuno di noi crede e si comporta come se avesse una propria psiche, una psiche personale, individuale, ma le cose non stanno affatto così. So che questa può sembrarti un’affermazione un po’ forte, però, in attesa di altri luoghi dove approfondire, lascia che usi una metafora.
Per spiegare questo punto, mi piace sempre fare l’esempio della radio:
le onde sonore, con le loro informazioni, sono lì nell’aria e tu, tramite questo incredibile strumento che è il cervello, capti un canale o un altro (diciamo la stazione radio, l’emittente che ti piace di più); ovviamente, non è che pensi che “radio-pinco”, sia fisicamente dentro l’elettrodomestico o dentro l’autoradio in macchina, semplicemente è ovvio che, tramite l’elettrodomestico e in ragione delle sue caratteristiche e funzioni, puoi sintonizzarti sul canale tal dei tali che vuoi ascoltare: lo ricevi – bene o male, pulito o gracchiante, stabile o instabile – e lo ascolti… sapendo che in qualunque momento potresti passare a un altro canale, o spegnere del tutto la radio (ma no, non si tratta di spegnere la mente…).
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Ecco. Cominciare a mettersi in questa prospettiva e sperimentare cosa succede alla tua vita e alla tua esperienza quotidiana se le cose stessero davvero così è… una bomba… una di quelle che noi Viaggiatori di LilaVAR, lasciamo esplodere volentieri, per cominciare a vivere da una sperimentazione diretta come cambiano le cose e come cambia la vita (come dico sempre: non si tratta di credere, non si tratta di capire, bensì sperimentare, a partire dalle cose spicciole…).
Ma c’è ancora una cosa che voglio dirti su queste insidiose e molto vaste Terre della Psiche, che riguarda quella che nell’immagine trovi descritta come “mente riflessiva – indagativa”.
Mettiamola così: hai presente quando ti fai domande sul perché delle cose, quando sei curioso di capire come funziona la cosa X e di cosa è fatta la cosa Y? Ecco, quell’indagare alla ricerca di una possibile origine del tal fenomeno, o per descriverne le caratteristiche è un compito perfetto per questa mente, capace di interrogarsi sui perché e i come... per ora, chiamiamola mente “scientifica”.
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Ma perché l’ho definita anche “riflessiva”? Perché oltre a indagare è anche in grado di riflettere sulle cose, compreso se stessa: quando hai la sensazione che l’io (quel “qualcuno” che credi abiti dentro la radio) stia riflettendo su se stesso, ecco, è proprio questo il tipo di mente che stai usando. Sì, la sua versione peggiore è quella che fa la “telecronaca su te stesso”, e questa è proprio una delle sue trappole più insidiose nella quale cadiamo perché confondiamo la radio (e la telecronaca) con ciò che siamo.
Eppure, lo sai che la radio è solo un elettrodomestico (il cervello) e che le informazioni che capti sono informazioni che circolano nel campo (non tu che le ascolti)… eppure su questo malinteso si consuma la maggior parte dei drammi della vita da esseri umani umani identificati.
Questa capacità di “riflettere su noi stessi” e ciò che ci circonda, in tanti la chiamano coscienza… qui a LilaVAR comprendiamo perfettamente cosa intendono dire, ma per noi la Coscienza è tutt’altra cosa e tra poco ci arriviamo.

Le Terre della Matrix
Se sei un Viaggiatore di LilaVAR, o hai esplorato qua e là le Terre della Coscienza di Sé, saprai che è proprio questo il luogo dove ti stai aggirando, più o meno perduto sui declivi impervi e negli anfratti sconosciuti tipici di queste Terre Selvagge, su cui non mi dilungo perché questo intero Sito/Blog ne parla e ancor più lo fa il Libro “Viaggio a LilaVAR”.
Lasciami aggiungere solo qualche ulteriore spunto: grazie anche al famoso film delle sorelle Wachowski , il concetto di “matrix” come di una “realtà-di-copertura” rispetto a un’altra realtà vera è diventato molto popolare e a esso si sono unite e mescolate molte altre metafore o pseudo-rappresentazioni del rapporto mente-realtà (da Inception a Truman Show alle teorie sulla realtà simulata, quella olografica, i metaversi vari, e cose così… ci torneremo).
Però, come dico sempre, il punto è l’esperienza diretta. Se hai davvero coscienza del sogno, ovvero se in qualche modo, anche solo sporadicamente, hai indubitabilmente visto che quella che chiamiamo “vita nelle forme” è tipo un sogno, ben venga, è un itinerario di esplorazione interessante e te lo dico per esperienza.
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Tuttavia, lascia che ti metta sull’avviso segnalandoti una trappola in cui ho visto cadere davvero tanti, tanti Ricercatori del Sé: occhio alle facili conclusioni, agli immediati “se…allora” di cui un certo tipo di mente va ghiotta (v. le Terre dell’Io) e ricorda che non è la teoria che cambia la tua vita; nessuna teoria per quanto affascinante, attraente, funzionale e perfino fondata sia, ti sposta di un millimetro da dove sei nella scoperta di ciò che sei veramente, tanto meno se non la applichi in pratica.
Avere una nuova teoria sulla realtà, e cominciare a dire che sei il Sognatore, se non lo hai visto, è come finire preda delle rapide di un fiume, senza canoa e senza zattera… ti sfracellerai sulle rocce della dura realtà del “qui e ora, proprio così com’è”, o annegherai attratto dalle sirene ammalianti di profondità che non esistono, e che sono il regno principe di ogni illusione, incantamento, o “solo-un-altra-bolla-nella-bolla”.
Hai presente? In qualunque bolla finisci, prima o poi arriverà il momento in cui ti toccherà “svegliarti” con la sensazione di esserti perso in qualche fantasia, sogno o profondo sonno. C’è solo una frontiera dove non è più possibile cadere preda di una bolla, di un’illusione… quando arrivi lì, è indubitabile.
Quando arrivi lì comincia quella che a LilaVAR chiamiamo la Vita Cosciente
Quando arrivi lì, “vivi sulla soglia tra i mondi”.
Ricorda che il sogno non finisce, non puoi uscire dalla bolla, però puoi vedere che è una bolla. In tal caso, benvenuto tra i “Sognatori Coscienti”.
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Ma torniamo alla nostra trappola: i ricercatori che “finiscono lì”, di solito credono di aver fatto un qualche salto quantico solo perché, in verità, la metafora del sogno/matrix gli è piaciuta, ha risuonato loro, sembra plausibile, “ci sta”, suona giusta, “ha senso”, e così cominciano a comportarsi “come se” l’avessero davvero realizzato, cominciano ad applicarla indiscriminatamente come forma mentis, come modello di interpretazione della realtà e spesso finiscono per non affrontare la realtà concreta e specifica di ciò che chiede di essere vissuto, sperimentato, affrontato, attraversato, compreso…
Ci torneremo molte volte su questa trappola e sulla metafora della “matrix”, perché non abbiamo che scalfito il punto, intanto, come in tutte le mappe che si rispettino, mettiamo una bandierina rossa a segnalare questo punto “pericoloso, accanto alla quale c’è una pietra miliare con sopra inciso queste parole:
“Questa realtà, questa che vivi, oggi, concretamente, in questo momento, in cui sei lì dove sei è reale, è la realtà ed è l’unica realtà che esiste”.

Le Terre della Coscienza
Anche di queste Terre ci occupiamo tanto, qui a LilaVAR. In verità, non sono proprio quelle di cui è più facile parlarne con il linguaggio razionale (ricordi in quali Terre si esprime la mente cognitiva e quella indagativa?).
Ma non perché il linguaggio sia difettoso, o manchevole, o sbagliato; semplicemente non è una lingua nativa di queste Terre. Qui, come nelle Terre della Matrix, per muoverci, esplorare, comprendere, realizzare ciò che serve, facciamo scorpacciate di metafore, similitudini e altri espedienti creativi.
Ma serve ancora qualcosa in più. Nelle Terre della Coscienza ci serve fare un salto perché non si tratta di comprendere a parole, bensì ci troviamo nel luogo della conoscenza diretta, un’espressione che mi hai sentito usare molte volte. Magari sei anche già incappato in una delle metafore più comode per esprimere questo concetto e a cui ricorro spesso per dare un’idea di cosa sia la conoscenza diretta.
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Hai presente quello che sperimenti quando ti fai un bagno in mare?
Ecco. In sintesi, fino a che non hai fatto un bagno in mare, tu proprio tu, in prima persona, ti puoi fare un’idea dai racconti di altri, puoi capire cos’è l’acqua, come funziona chimicamente, cosa fa, a cosa serve e cosa ti succede al contatto con essa, ma rimangono delle idee, delle ipotesi, delle teorie e dei concetti, delle cose che sai; puoi perfino ricorrere all’immaginazione e cominciare a sperimentare cosa significa sentire l’acqua sulla pelle, ecc., ma ancora non hai fatto l’esperienza diretta e concreta di immergerti, con tutto il suo tripudio di sensazioni, emozioni, percezioni, memorie ancestrali e gridolini, e sospiri, e brividi, e piacere, e…
Ecco. Quando tutto questo succede, dirai “ah!”, ecco cos’era, è questo, chiaro, ovvio… magari confermerai alcune intuizioni e disconoscerai certe teorie, ma per quanto ti potrai trovare d’accordo con alcuni aspetti e dati che ti erano stati detti, quell’esperienza è molto, molto di più, con dettagli, sfumature, implicazioni che nemmeno volendo potrai esprimere e che rimarrà qualcosa di profondamente tuo e unico e speciale…
A tua volta, ora, potrai raccontare questa esperienza a qualcun altro, avrai le tue metafore perfette, il tuo linguaggio, i criteri e i dati che ti sembrano imprescindibili, ma quella persona non capirà davvero com’è farsi il bagno in mare, fino a che non lo sperimenterà direttamente, perché gli manchera sempre quel quid.
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Ecco, nelle Terre della Coscienza solo la conoscenza diretta ha senso, tutto il resto serve a “darti un’idea” ma non sei ancora lì. Per questo, qui, il linguaggio è tanto aleatorio, impreciso e spesso paradossale; tuttavia, questo non deve scoraggiare o portare a credere che l'”inesprimibile” non sia reale o raggiungibile, e tanto meno è misterioso, segreto o inacessibile ai più… (questa è una delle insidiose trappole di queste Terre).
Come dico sempre, è semplice, molto semplice. Non c’è niente di arcano lì, non succede niente di strano, è la cosa più naturale del mondo e per questo si dice “realizzare la tua vera natura”, perché è così, è quello che vedi che sei e sei sempre stato.
Ma appunto, questa è la soglia dove il linguaggio, che nasce da una mente duale, organizzata intorno alla dicotomia io-tu, soggetto-oggetto, bianco-nero, si infrange…

Le Terre del Mistero
Come dice il nome, qui nulla può essere detto e nulla può essere compreso. Anche in questo caso non si tratta di una maniera fumosa o volutamente arcana per tenere segrete delle verità a cui non tutti possono avere accesso. No, no.
È solo che, se nelle Terre della Coscienza si infrange il linguaggio, qui nelle Terre del Mistero si infrange la mente come strumento di comprensione… semplicemente non è adatta, non può comprendere “quello”. Eppure, questo non è affatto un problema.
Come dicevamo all’inizio, la mente non è l’unico strumento che abbiamo a disposizione per interagire con la realtà – interna o esterna che sia – né per vivere totalmente e pienamente tutte le dimensioni di ciò che siamo veramente.
Come al solito, lascia che usi una metafora.
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Pensa a un bambino di 5 anni, non puoi chiedergli di risolvere un’equazione differenziale, ma non perché è stupido o gli manca qualcosa, o perché le equazioni differenziali sono un mistero irrisolvibile, o la conoscenza necessaria è arcana e riservata a pochi.
Semplicemente, in quanto bambino di 5 anni, non ha gli strumenti per farlo. Punto. (E, sì, qui finisce la metafora, quindi resisti al pensiero che vorrebbe argomentare dicendo “ma il bambino poi cresce, studia e impara…”, perché non è così nel caso delle Terre del Mistero, e le metafore servono come servono, fino a quando servono…)
Ancora una volta, però, ci tengo a dirti che questo “non poter comprendere” non significa che non puoi sperimentarlo, ovvero trovarti lì, e capire perfettamente di cosa si tratta; non penetri il Mistero, non lo traduci, non lo spieghi, né lo sveli, però lo incontri, e questo basta – ti posso assicurare che quando sei lì, basta e avanza…
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Immagina di trovarti davanti alla cosa più inaspettata, stupefacente, gloriosa, magnificente che tu possa immaginare… e rimani a bocca aperta, e rimani senza parole, e rimani con il fiato sospeso, e rimani con una sincope nel cervello…
Ecco. Come dico sempre: “Lo stupore salverà il mondo” (scusa, Dostoevskij).
Lo so che vuoi un’immagine, vuoi sapere com’è, vuoi paragonarlo a qualcosa, avere dei punti di riferimento, beh scordatelo!
Comincia a sperimentare com’è vivere sulla soglia dell’ignoto – si può fare anche nella quotidianità, basta che smetti di continuare a appoggiarti su paletti che nemmeno sai perché sono lì (ma su questo ci torneremo).
Comunque, no, se te lo stai chiedendo, non serve che vivi lì tutto il tempo, e sì, vivi lì tutto il tempo, perché “vivi sulla soglia“. ma comunque su questi temi ci tornerò con un articolo dedicato ai “fenomeni” spirituali.
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Invece, intanto, ti dico un’ultima cosa, che è un altro spunto concreto, che puoi applicare fin da subito nella tua vita e vedere come cambia, chissenefrega del Mistero ultimo e supremo.
Puoi provare a relazionarti a te stesso e alla vita rendendoti davvero conto che non sei solo mente, che non tutto passa dalla mente, che l’esperienza della vita, di te, e di molte altre cose (misteriose e indefinibili) non passano per la mente (a quale mente ti stai riferendo?), ma queste non le rende meno vere, ricche e, appunto, esperienze concrete?
Fammi sapere come va.
Intanto, ti abbraccio dall’Unico Cuore 💚🐾
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