Il mito della Consapevolezza di Sé

Dialoghi con il Maestro, dall’Isola della Saggezza di LilaVAR

Il mito della Consapevolezza di Sé

Il mito della Consapevolezza di Sé nel qui e ora

Dialoghi con il Maestro, dall’Isola della Saggezza di LilaVAR – Satsang* 

*Questo testo – adattato e sintetizzato, ma ti cui è stato mantenuto il tono colloquiale delle conversazioni dal vivo – è tratto da un Satsang, ovvero un incontro con un piccolo gruppo di Viaggiatori delle Terre della Coscienza di Sé in cui sono state poste alcune domande, tra le quali:
  1. È davvero possibile essere consapevoli di sé nel qui e ora, nel momento, esattamente quando le cose accadono, mentre accadono?
  2. La Consapevolezza di Sé, ovvero l’attitudine dell’Osservazione/Osservatore, è una condizione necessaria alla Realizzazione di ciò che siamo veramente? Essa deve essere perseguita, praticata, mantenuta con costanza, per sempre?
  3. Esiste una “via” verso la Realizzazione del Sé che non sia una via di sofferenza e attraverso la sofferenza?

 

I “Saggi” di LilaVAR hanno risposto così 😉🧙‍♂️

___♣___

Consapevolezza di Sé e Coscienza di Sé

Molti Viaggiatori delle Terre della Coscienza di Sé confondono la Consapevolezza di Sé con la Coscienza di Sé, tuttavia esse sono due “posizioni” completamente diverse da cui si interagisce con il mondo e con ciò che ci accade.

A differenza di quanto molti credono quando si incamminano su un sentiero di scoperta di sé, il punto fondamentale da capire è che non puoi essere consapevole di ciò che ti accade “nel momento”, risultato che molti “rincorrono” a suon di tecniche, metodi, meditazioni, pratiche. Puoi, invece, esserne cosciente. Questo è il punto.

La Consapevolezza, alla fin fine, è un processo della riflessione, del riconoscimento, della comprensione, dell’apprendimento perfino.

La Coscienza, invece, non è un processo. È una dimensione esistenziale, è un esserci, un essere presente a ciò che accade mentre accade così come accade.

L’illusione che, a volte, comincia a crearsi, l’illusione di essere consapevoli di sé mentre accadono le cose – non so, una dinamica in una relazione, una reattività a uno stimolo, un copione che parte, uno schema che ricorre… – si crea perché ti sei “abituato” a questo processo della Consapevolezza, che avviene sempre dopo, ma che ha cominciato ad avvenire molto rapidamente, perfino quando ancora sei dentro la situazione, come se si verificassero dei micro-spostamenti interni del punto di percezione, diciamo così.

Tuttavia, il punto è proprio vedere che c’è sempre un intervallo di tempo tra ciò che accade e ciò di cui sei (alias, diventi) consapevole, per quanto sia tanto minuscolo da sembrare che non esista più, e che i due aspetti dell’esperienza e della consapevolezza siano contemporanei –  ma è proprio lì che sta la “fregatura”, è lì che sta l’invito cioè a rendersi conto di questo, che sta cominciando a avvenire così rapidamente, intendo.

È molto importante vederlo, perché questo “saltare dentro e fuori” la situazione, mentre si svolge, crea l’illusione di poter intervenire e quindi arrivare un giorno a indirizzare ciò che accade – essere meno reattivi, rispondere in un modo considerato più evoluto o migliore, non “ricadere” nel copione… e sì, sì, tutto vero, in parte anche sensato, ma solo nei primi stadi della Consapevolezza di Sé quando, cioè, ci si comincia a rendere conto degli automatismi perché è questo il passo necessario in quel momento.

Tuttavia, questo praticare la Consapevolezza con l’idea più o meno cosciente di arrivare a intervenire su ciò che accade, sui nostri comportamenti, azioni, emozioni, pensieri, non è altro che una forma bella e buona di manipolazione e di controllo.

Invece, giusto per chiarire come stanno le cose, arriva un momento lungo il cammino in cui quel processo di essere consapevoli – questo spostarsi “fuori” dalla situazione, a distanza, questo distaccarsi, disidentificarsi, collocandoci nello spazio osservativo, “arretrato”, deve terminare.

Sì, in pratica è quasi come se “tornassi indietro”, al periodo in cui non eri consapevole di niente – per questo moltissimi Viaggiatori resistono a questo passaggio e rimangono impigliati in questa attitudine della Consapevolezza di Sé, con le sue modalità e i suoi limiti, e passano la vita a cercare di non reagire, o di non entrare nello schema tal dei tali, e cose così – fallendo, ovviamente. Altri, invece, lo fanno, ma solo per “ricadere nella mente”, nella bolla del pensiero, perché evidentemente l’Osservazione era ancora molto mentale, discorsiva, valutativa, diciamo, e si perdono, non riuscendo a comprendere, a cogliere cosa sia quel piano della Coscienza che credevano di star coltivando.

Invece, se sta andando tutto per il meglio, questo apparente “tornare indietro”, a come si era prima della Consapevolezza è un passo necessario, perché ora tutto lo spazio va lasciato alla Coscienza, e la Coscienza non pensa, la Coscienza non riflette, la Coscienza è, è presente, coscientemente (sveglia, se vuoi) o meno, ma questa è la sua natura, è, è lì, presente, presenza. Quando è cosciente, quando è “sveglia”, “sa”, è una dimensione per sua stessa natura sapiente, “saggia” se vuoi, è viva, è vigile…

insomma, gli aggettivi che si possono usare sono migliaia, ma bisogna fare attenzione perché così si rischia di costruire un concetto tentando di definire a parole una qualità che non può essere definita a parole, pur potendone fare un’esperienza piena, concreta, diretta e così ovvia da essere imbarazzante, una volta che sei lì.

Ad ogni modo, per ora ciò che conta, è semplicemente tenere presente che, arriva un momento in cui lasciare andare il processo di Consapevolezza, smettere di essere l’Osservatore, smettere di comprendere, capire, rendersi conto… 

Ma non è affatto semplice. Di solito, è spaventevole perché – indovina? – ciò che lì accade è una resa, un lasciare andare il controllo, perché la comprensione, la riflessione, o l’osservazione è sempre un controllo, o almeno è così maledettamente vicino al controllare che è un attimo cadervi dentro, superare il confine, tra l’uno e l’altro – osservazione pura e controllo, riflessione/comprensione e manipolazione, rendersi conto e agire per cambiare le cose

In questo apparente “tornare indietro”, tornare al giorno uno dell’inizio del tuo Viaggio di Ricerca e di scoperta di ciò che sei veramente, a quell’essere totalmente in balia di questo o quello che sorge, si presenta, accade, senza possibilità di fare niente affinché non sia così, ecco, lì, va creandosi lo spazio per un atto di fede.

All’inizio non potrà che essere questo, un atto di fede in qualcosa di più grande (il Sé) che guiderà il gioco, condurrà la macchina, prenderà il volante e deciderà cosa farai, come risponderai, come agirai…

In verità, in quel momento quell’Io che credi di essere – che è quello che conduce le osservazioni, le comprensioni, ecc. e che vedi così, appunto, come un io… (ti accorgerai poi più avanti che non lo è mai stato, ma di questo non parliamo ora) – quell’io deve farsi da parte e lasciare che la Coscienza stessa (il ) conduca il gioco e “suggerisca” all’Io – l’esecutore, il corpo-mente che può svolgere azioni e pronunciare parole – cosa fare, come reagire, ecc.; l’Io in quel momento comincerà a sembrarti un pupazzo, come il pupazzo del ventriloquo, ma è solo perché ancora esiste un’idea di separazione, perché non è ancora stato visto ciò che è.

Ad ogni modo, restando al tema di oggi, via via che il cammino di Realizzazione procede, ti diventerà sempre più chiaro come, quando ti incammini su un percorso di Consapevolezza di Sé, dietro ti stai immaginando questo scenario ideale in cui controllerai ciò che accade, la tua reazione, le tue emozioni, i tuoi pensieri, quello che dirai, quello che farai o come ti sentirai…

Ma, appunto, questo risultato che per tanto tempo, coscientemente o meno, ti motiva lungo la strada della Consapevolezza (insieme all’altro motore fondamentale che è quello di trovare la “soluzione magica” alla vita, che metta a posto tutto il caos, la sofferenza e i “pasticci” che vivi) – questo risultato, dicevamo, è una grande illusione, ed è un’illusione perché è basato su una premessa sbagliata, anzi 2, anzi 3:

  1. che tu possa avere il controllo sulle cose e su te stesso, appunto
  2. che ci sia un modo “giusto” e uno “sbagliato” in cui le cose debbano accadere o tu debba essere
  3. che le cose così come sono o accadono sono un errore, a prescindere, e tu stesso lo sei, un errore ontologico; e sono qualcosa che necessita di una correzione, sono in difetto di qualcosa (menomazione o malfunzionamento di un modello di riferimento invece perfetto), o sono meno di quello che potrebbero essere (potenziale ideale)…

 

Comprendi?
Fino a quando tutto il tuo sforzo di cambiare e di migliorarti e di potenziarti è basato su queste premesse fallirai e comunque sarà un percorso doloroso e di sofferenza.

Il desiderio di cambiare, di potenziarci, di coltivare questo o quell’aspetto in noi o della nostra vita non è un problema in sé, lo è soltanto quando è basato sull’idea di errore, imperfezione, mancanza.

Errore, imperfezione, mancanza sono le 3 cause della via della sofferenza

Allora, di solito, molti, quando si rendono conto di questo, domandano: c’è un modo per “crescere”, scoprire chi siamo, realizzare pienamente la nostra vita, il senso per cui siamo qui e ciò che siamo come esseri unici e autentici, attraverso una via che non sia fatta di sofferenza?

La risposta, ovviamente è: “Certo che sì!”.

Tutto dipende da questa idea di fondo dell’”Errore”, una convinzione che la maggior parte degli Umani porta in sé e inconsapevolmente contribuisce a coltivare, con tutto il suo carico di colpa e condanna e redenzione e salvazione e sacrificio, e chi più ne ha più ne metta…

È un’idea insita nella coscienza collettiva, è profondamente radicata nella psiche collettiva e altrettanto profondamente sperimentata nella vita individuale perché permea in modo estremamente profondo la comprensione, ovvero, l’interpretazione che diamo di noi stessi come Umani, e riguardo a cosa sia la vita o quale sia il suo scopo.

Fino a che non sradichi questa idea di fondo, sarai sempre sul cammino della sofferenza

Tuttavia, molti, quando cominciano a capirlo, si spostano sul lato opposto e cominciano a professare metodi, approcci e stili di vita basati sulla celebrazione, la festa, il piacere, il benessere; non che ci sia nulla di male in questo, ovviamente, ma non serve a niente spostarsi sul polo opposto sperando così di superare il problema!

Non ci si può ingannare, pensando che cambiare via a tavolino, solo perché un’altra ti sembra più attraente o più facile, e scegliere quella della gioia, della celebrazione o altro, solo perché lo vuoi, o solo perché riconosci, anche in modo sincero, che quell’idea di fondo è lì ed è solo un’idea, basti.

I metodi basati sulla “celebrazione”, la maggior parte delle volte, sono solo la copertina troppo corta che lascia scoperti i piedi, pur di coprire gli occhi per non vedere più e non sentire più il peso, l’oppressione, la fatica e la sofferenza di una condizione umana basata sull’idea di errore. Naturalmente, non sto dicendo che ci sia qualcosa di male in questi metodi, ma è sempre un tema dell’attitudine con cui approcci le cose, non le cose in sé.

Ad ogni modo, superare questa dicotomiaerrore-tuttogiusto; condanna-celebrazione; fatica-leggerezza – è esattamente parte del processo, è una degli aspetti della Via di Unione degli Opposti, avendo ben chiaro che non si tratta di percorrerla per liberarsi di nessuno dei due piatti (ne ho parlato in questo articolo)

Comprendi?

___♣___

Bene, direi che a questo punto abbiamo davvero messo un sacco di carne al fuoco, e possiamo concludere riassumendo il messaggio di fondo, che potrai usare come uno spunto nella tua osservazione e sperimentazione diretta di come stanno le cose dentro di te.

  • Smettila di pensare di poter essere consapevole nel momento di ciò che fai, dici, senti; viceversa siine cosciente, la consapevolezza arriverà sempre e comunque dopo.
  • Non esisterà mai un momento in cui sarai consapevole nel momento, viceversa ne sarai cosciente, ma quell’essere cosciente non cambierà il modo in cui ti comporterai, che rimane parte del mistero della vita e di ciò che sei.
  • Vai alla radice dell’idea di errore, menomazione, malfunzionamento o “mancanza”: è tutto lì.
  • È certamente possibile, via via che comprendi chi sei e come funzioni, che il modo in cui ti comporterai, sentirai o reagirai, cambi ma non è un effetto della Consapevolezza nel qui e ora, perché la consapevolezza nel qui e ora non esiste e perché non sarai mai in controllo di nulla; è la vita che vive attraverso te, attraverso questa cosa che credi essere te, non sei tu che vivi la vita.
  • Quindi, anche se lo hai già sentito dire un milione di volte, lascia che te lo dica ancora una volta, perché questo è l’unico grande Salto Quantico che esiste: Tu, non esisti. La vita esiste e si manifesta anche come “tu”, ma è la vita, non tu.

____♣____

LilaVAR è il nome e la forma che ho dato al Viaggio verso la Realizzazione del Sé, che io stessa ho compiuto

Se vuoi che ti accompagni in questo Viaggio nelle Terre della Coscienza di Sé,


Intanto, io ti aspetto a LilaVAR 💚

____

Claudia Lila Marga
𝑉𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝐿𝑖𝑙𝑎𝑉𝐴𝑅 – 𝐿𝑎 𝐺𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝐴𝑣𝑣𝑒𝑛𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑒́
Su Amazon. Scopri di più: https://tinyurl.com/5n7fhu53
Scopri il Libro
Partire per questo Viaggio verso la Realizzazione del Sé assomiglia a una di quelle avventure per luoghi lontani e inesplorati che sono il succo stesso di tutti i Viaggi fuori dall’Ordinario, proprio come quello che vivremo se risponderemo di “Sì” alla Chiamata del Sé.
Libro
Iscriviti alla Newsletter
Condividerò con te tutto quello che ho scoperto e sperimentato sulla Realizzazione del Sé e la scoperta di chi siamo veramente.
Lasciati ispirare, ricevi contenuti inediti, notizie e iniziative riservate agli iscritti.​
Newsletter
Scegli un Percorso Individuale
Rispondere alla domanda "Chi sono io?" e
scoprire ciò che sei veramente, è il punto.

Il viaggio verso la Realizzazione del Sé è uno dei più complessi che esistano. Essere accompagnati da qualcuno che ne conosce il territorio per esperienza diretta può fare la differenza.
VEro Sé
Seguimi


LilaVAR ti piace? 🌟
Aiutami a diffondere questa Visione Innovativa per la Scoperta di Sé.

Condividi il post



Scopri il Libro
Partire per questo Viaggio verso la Realizzazione del Sé assomiglia a una di quelle avventure per luoghi lontani e inesplorati che sono il succo stesso di tutti i Viaggi fuori dall’Ordinario, proprio come quello che vivremo se risponderemo di “Sì” alla Chiamata del Sé.
Il Libro
Iscriviti alla Newsletter
Condividerò con te tutto quello che ho scoperto e sperimentato sulla Realizzazione del Sé e la scoperta di chi siamo veramente.
Lasciati ispirare, ricevi contenuti inediti, notizie e iniziative riservate agli iscritti.​
Newsletter
Scegli un Percorso Individuale
Rispondere alla domanda "Chi sono io?" e
scoprire ciò che sei veramente, è il punto.

Il viaggio verso la Realizzazione del Sé è uno dei più complessi che esistano. Essere accompagnati da qualcuno che ne conosce il territorio per esperienza diretta può fare la differenza.
Coaching
Seguimi


LilaVAR ti piace? 🌟
Aiutami a diffondere questa Visione Innovativa per la Scoperta di Sé.

Condividi il post

Il mito della Consapevolezza di Sé nel qui e ora

Dialoghi con il Maestro, dall’Isola della Saggezza di LilaVAR – Satsang* 

*Questo testo – adattato e sintetizzato, ma ti cui è stato mantenuto il tono colloquiale delle conversazioni dal vivo – è tratto da un Satsang, ovvero un incontro con un piccolo gruppo di Viaggiatori delle Terre della Coscienza di Sé in cui sono state poste alcune domande, tra le quali:
  1. È davvero possibile essere consapevoli di sé nel qui e ora, nel momento, esattamente quando le cose accadono, mentre accadono?
  2. La Consapevolezza di Sé, ovvero l’attitudine dell’Osservazione/Osservatore, è una condizione necessaria alla Realizzazione di ciò che siamo veramente? Essa deve essere perseguita, praticata, mantenuta con costanza, per sempre?
  3. Esiste una “via” verso la Realizzazione del Sé che non sia una via di sofferenza e attraverso la sofferenza?

 

I “Saggi” di LilaVAR hanno risposto così 😉🧙‍♂️

___♣___

Consapevolezza di Sé e Coscienza di Sé

Molti Viaggiatori delle Terre della Coscienza di Sé confondono la Consapevolezza di Sé con la Coscienza di Sé, tuttavia esse sono due “posizioni” completamente diverse da cui si interagisce con il mondo e con ciò che ci accade.

A differenza di quanto molti credono quando si incamminano su un sentiero di scoperta di sé, il punto fondamentale da capire è che non puoi essere consapevole di ciò che ti accade “nel momento”, risultato che molti “rincorrono” a suon di tecniche, metodi, meditazioni, pratiche. Puoi, invece, esserne cosciente. Questo è il punto.

La Consapevolezza, alla fin fine, è un processo della riflessione, del riconoscimento, della comprensione, dell’apprendimento perfino.

La Coscienza, invece, non è un processo. È una dimensione esistenziale, è un esserci, un essere presente a ciò che accade mentre accade così come accade.

L’illusione che, a volte, comincia a crearsi, l’illusione di essere consapevoli di sé mentre accadono le cose – non so, una dinamica in una relazione, una reattività a uno stimolo, un copione che parte, uno schema che ricorre… – si crea perché ti sei “abituato” a questo processo della Consapevolezza, che avviene sempre dopo, ma che ha cominciato ad avvenire molto rapidamente, perfino quando ancora sei dentro la situazione, come se si verificassero dei micro-spostamenti interni del punto di percezione, diciamo così.

Tuttavia, il punto è proprio vedere che c’è sempre un intervallo di tempo tra ciò che accade e ciò di cui sei (alias, diventi) consapevole, per quanto sia tanto minuscolo da sembrare che non esista più, e che i due aspetti dell’esperienza e della consapevolezza siano contemporanei –  ma è proprio lì che sta la “fregatura”, è lì che sta l’invito cioè a rendersi conto di questo, che sta cominciando a avvenire così rapidamente, intendo.

È molto importante vederlo, perché questo “saltare dentro e fuori” la situazione, mentre si svolge, crea l’illusione di poter intervenire e quindi arrivare un giorno a indirizzare ciò che accade – essere meno reattivi, rispondere in un modo considerato più evoluto o migliore, non “ricadere” nel copione… e sì, sì, tutto vero, in parte anche sensato, ma solo nei primi stadi della Consapevolezza di Sé quando, cioè, ci si comincia a rendere conto degli automatismi perché è questo il passo necessario in quel momento.

Tuttavia, questo praticare la Consapevolezza con l’idea più o meno cosciente di arrivare a intervenire su ciò che accade, sui nostri comportamenti, azioni, emozioni, pensieri, non è altro che una forma bella e buona di manipolazione e di controllo.

Invece, giusto per chiarire come stanno le cose, arriva un momento lungo il cammino in cui quel processo di essere consapevoli – questo spostarsi “fuori” dalla situazione, a distanza, questo distaccarsi, disidentificarsi, collocandoci nello spazio osservativo, “arretrato”, deve terminare.

Sì, in pratica è quasi come se “tornassi indietro”, al periodo in cui non eri consapevole di niente – per questo moltissimi Viaggiatori resistono a questo passaggio e rimangono impigliati in questa attitudine della Consapevolezza di Sé, con le sue modalità e i suoi limiti, e passano la vita a cercare di non reagire, o di non entrare nello schema tal dei tali, e cose così – fallendo, ovviamente. Altri, invece, lo fanno, ma solo per “ricadere nella mente”, nella bolla del pensiero, perché evidentemente l’Osservazione era ancora molto mentale, discorsiva, valutativa, diciamo, e si perdono, non riuscendo a comprendere, a cogliere cosa sia quel piano della Coscienza che credevano di star coltivando.

Invece, se sta andando tutto per il meglio, questo apparente “tornare indietro”, a come si era prima della Consapevolezza è un passo necessario, perché ora tutto lo spazio va lasciato alla Coscienza, e la Coscienza non pensa, la Coscienza non riflette, la Coscienza è, è presente, coscientemente (sveglia, se vuoi) o meno, ma questa è la sua natura, è, è lì, presente, presenza. Quando è cosciente, quando è “sveglia”, “sa”, è una dimensione per sua stessa natura sapiente, “saggia” se vuoi, è viva, è vigile…

insomma, gli aggettivi che si possono usare sono migliaia, ma bisogna fare attenzione perché così si rischia di costruire un concetto tentando di definire a parole una qualità che non può essere definita a parole, pur potendone fare un’esperienza piena, concreta, diretta e così ovvia da essere imbarazzante, una volta che sei lì.

Ad ogni modo, per ora ciò che conta, è semplicemente tenere presente che, arriva un momento in cui lasciare andare il processo di Consapevolezza, smettere di essere l’Osservatore, smettere di comprendere, capire, rendersi conto… 

Ma non è affatto semplice. Di solito, è spaventevole perché – indovina? – ciò che lì accade è una resa, un lasciare andare il controllo, perché la comprensione, la riflessione, o l’osservazione è sempre un controllo, o almeno è così maledettamente vicino al controllare che è un attimo cadervi dentro, superare il confine, tra l’uno e l’altro – osservazione pura e controllo, riflessione/comprensione e manipolazione, rendersi conto e agire per cambiare le cose

In questo apparente “tornare indietro”, tornare al giorno uno dell’inizio del tuo Viaggio di Ricerca e di scoperta di ciò che sei veramente, a quell’essere totalmente in balia di questo o quello che sorge, si presenta, accade, senza possibilità di fare niente affinché non sia così, ecco, lì, va creandosi lo spazio per un atto di fede.

All’inizio non potrà che essere questo, un atto di fede in qualcosa di più grande (il Sé) che guiderà il gioco, condurrà la macchina, prenderà il volante e deciderà cosa farai, come risponderai, come agirai…

In verità, in quel momento quell’Io che credi di essere – che è quello che conduce le osservazioni, le comprensioni, ecc. e che vedi così, appunto, come un io… (ti accorgerai poi più avanti che non lo è mai stato, ma di questo non parliamo ora) – quell’io deve farsi da parte e lasciare che la Coscienza stessa (il ) conduca il gioco e “suggerisca” all’Io – l’esecutore, il corpo-mente che può svolgere azioni e pronunciare parole – cosa fare, come reagire, ecc.; l’Io in quel momento comincerà a sembrarti un pupazzo, come il pupazzo del ventriloquo, ma è solo perché ancora esiste un’idea di separazione, perché non è ancora stato visto ciò che è.

Ad ogni modo, restando al tema di oggi, via via che il cammino di Realizzazione procede, ti diventerà sempre più chiaro come, quando ti incammini su un percorso di Consapevolezza di Sé, dietro ti stai immaginando questo scenario ideale in cui controllerai ciò che accade, la tua reazione, le tue emozioni, i tuoi pensieri, quello che dirai, quello che farai o come ti sentirai…

Ma, appunto, questo risultato che per tanto tempo, coscientemente o meno, ti motiva lungo la strada della Consapevolezza (insieme all’altro motore fondamentale che è quello di trovare la “soluzione magica” alla vita, che metta a posto tutto il caos, la sofferenza e i “pasticci” che vivi) – questo risultato, dicevamo, è una grande illusione, ed è un’illusione perché è basato su una premessa sbagliata, anzi 2, anzi 3:

  1. che tu possa avere il controllo sulle cose e su te stesso, appunto
  2. che ci sia un modo “giusto” e uno “sbagliato” in cui le cose debbano accadere o tu debba essere
  3. che le cose così come sono o accadono sono un errore, a prescindere, e tu stesso lo sei, un errore ontologico; e sono qualcosa che necessita di una correzione, sono in difetto di qualcosa (menomazione o malfunzionamento di un modello di riferimento invece perfetto), o sono meno di quello che potrebbero essere (potenziale ideale)…

 

Comprendi?
Fino a quando tutto il tuo sforzo di cambiare e di migliorarti e di potenziarti è basato su queste premesse fallirai e comunque sarà un percorso doloroso e di sofferenza.

Il desiderio di cambiare, di potenziarci, di coltivare questo o quell’aspetto in noi o della nostra vita non è un problema in sé, lo è soltanto quando è basato sull’idea di errore, imperfezione, mancanza.

Errore, imperfezione, mancanza sono le 3 cause della via della sofferenza

Allora, di solito, molti, quando si rendono conto di questo, domandano: c’è un modo per “crescere”, scoprire chi siamo, realizzare pienamente la nostra vita, il senso per cui siamo qui e ciò che siamo come esseri unici e autentici, attraverso una via che non sia fatta di sofferenza?

La risposta, ovviamente è: “Certo che sì!”.

Tutto dipende da questa idea di fondo dell’”Errore”, una convinzione che la maggior parte degli Umani porta in sé e inconsapevolmente contribuisce a coltivare, con tutto il suo carico di colpa e condanna e redenzione e salvazione e sacrificio, e chi più ne ha più ne metta…

È un’idea insita nella coscienza collettiva, è profondamente radicata nella psiche collettiva e altrettanto profondamente sperimentata nella vita individuale perché permea in modo estremamente profondo la comprensione, ovvero, l’interpretazione che diamo di noi stessi come Umani, e riguardo a cosa sia la vita o quale sia il suo scopo.

Fino a che non sradichi questa idea di fondo, sarai sempre sul cammino della sofferenza

Tuttavia, molti, quando cominciano a capirlo, si spostano sul lato opposto e cominciano a professare metodi, approcci e stili di vita basati sulla celebrazione, la festa, il piacere, il benessere; non che ci sia nulla di male in questo, ovviamente, ma non serve a niente spostarsi sul polo opposto sperando così di superare il problema!

Non ci si può ingannare, pensando che cambiare via a tavolino, solo perché un’altra ti sembra più attraente o più facile, e scegliere quella della gioia, della celebrazione o altro, solo perché lo vuoi, o solo perché riconosci, anche in modo sincero, che quell’idea di fondo è lì ed è solo un’idea, basti.

I metodi basati sulla “celebrazione”, la maggior parte delle volte, sono solo la copertina troppo corta che lascia scoperti i piedi, pur di coprire gli occhi per non vedere più e non sentire più il peso, l’oppressione, la fatica e la sofferenza di una condizione umana basata sull’idea di errore. Naturalmente, non sto dicendo che ci sia qualcosa di male in questi metodi, ma è sempre un tema dell’attitudine con cui approcci le cose, non le cose in sé.

Ad ogni modo, superare questa dicotomiaerrore-tuttogiusto; condanna-celebrazione; fatica-leggerezza – è esattamente parte del processo, è una degli aspetti della Via di Unione degli Opposti, avendo ben chiaro che non si tratta di percorrerla per liberarsi di nessuno dei due piatti (ne ho parlato in questo articolo)

Comprendi?

___♣___

Bene, direi che a questo punto abbiamo davvero messo un sacco di carne al fuoco, e possiamo concludere riassumendo il messaggio di fondo, che potrai usare come uno spunto nella tua osservazione e sperimentazione diretta di come stanno le cose dentro di te.

  • Smettila di pensare di poter essere consapevole nel momento di ciò che fai, dici, senti; viceversa siine cosciente, la consapevolezza arriverà sempre e comunque dopo.
  • Non esisterà mai un momento in cui sarai consapevole nel momento, viceversa ne sarai cosciente, ma quell’essere cosciente non cambierà il modo in cui ti comporterai, che rimane parte del mistero della vita e di ciò che sei.
  • Vai alla radice dell’idea di errore, menomazione, malfunzionamento o “mancanza”: è tutto lì.
  • È certamente possibile, via via che comprendi chi sei e come funzioni, che il modo in cui ti comporterai, sentirai o reagirai, cambi ma non è un effetto della Consapevolezza nel qui e ora, perché la consapevolezza nel qui e ora non esiste e perché non sarai mai in controllo di nulla; è la vita che vive attraverso te, attraverso questa cosa che credi essere te, non sei tu che vivi la vita.
  • Quindi, anche se lo hai già sentito dire un milione di volte, lascia che te lo dica ancora una volta, perché questo è l’unico grande Salto Quantico che esiste: Tu, non esisti. La vita esiste e si manifesta anche come “tu”, ma è la vita, non tu.

____♣____

LilaVAR è il nome e la forma che ho dato al Viaggio verso la Realizzazione del Sé, che io stessa ho compiuto

Se vuoi che ti accompagni in questo Viaggio nelle Terre della Coscienza di Sé,


Intanto, io ti aspetto a LilaVAR 💚

____

Claudia Lila Marga
𝑉𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝐿𝑖𝑙𝑎𝑉𝐴𝑅 – 𝐿𝑎 𝐺𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝐴𝑣𝑣𝑒𝑛𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑒́
Su Amazon. Scopri di più: https://tinyurl.com/5n7fhu53

Scopri il Blog

Lila Marga
"Qual era la domanda?"
Vivere sulla soglia tra i mondi
categorie
Scopri di più su
LilaVAR