Il Potere di Discernimento
Tra i vari Poteri che sviluppiamo attraversando LilaVAR e le Terre Selvagge della Coscienza di Sé, ce n’è uno che amo particolarmente, a cui ho dedicato molta attenzione nel mio Percorso.
Svilupparlo è davvero importante lungo il nostro Viaggio verso la Realizzazione del Sé e la scoperta di ciò che siamo veramente, in cerca di quella vita totale, piena, appagante, sana, serena che tanto desideriamo.
È un Potere davvero potente (scusa il bisticcio) ed è in grado di tirarti fuori dai guai più seri, soprattutto quando le cose si fanno molto intricate, quando scende la nebbia più fitta, quando regna la confusione più totale o il mondo sembra diventato del tutto sterile.
Qui a LilaVAR lo chiamiamo il Potere di Discernimento.
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Magari ti è già capitato di sentirne parlare in questa o quella dottrina, approccio o tradizione, tuttavia, diversamente da ciò che molti credono e insegnano, il Potere di Discernimento non è un Potere della Logica, non è un Potere della Riflessione, non è nemmeno un Potere della Mente – resa finalmente chiara o lucida – né ha a che fare con la Razionalità
- con il mettere le cose nella giusta colonnina – pro e contro, fattibile non-fattibile, follia sensatezza…
- con l’ordinare le cose nel modo migliore – schematizzare, organizzare, sistematizzare, analizzare…
- con il semplificare la questione – taglia questo e sfronda quello, così che rimanga la faccenda nuda e cruda…
o cose così…
Ordinare, semplificare, incolonnare sono tutte attività utilissime e, a volte, è vero che contribuiscono a una migliore comprensione del problema che stiamo vivendo, ma non è questo il Discernimento che abbiamo bisogno di coltivare quando le domande, le questioni, le difficoltà che attraversiamo sono esistenziali, tipo:
- Cosa voglio veramente?
- Cosa mi rende felice, mi fa sentire appagato, sereno, in pace?
- Qual è la strada giusta per me? Quale direzione devo prendere?
- A cosa voglio/posso/devo dare la mia energia?
- Con chi e in che modo voglio “viaggiare nella vita”?
- Cosa ha senso e cosa non ce l’ha?
- Cosa vale la pena e cosa no?
Ovviamente, spetta a te calare queste domande nel contesto della tua realtà specifica, ma non pensare che non ti riguardino perché, coscienti o no, tutti le viviamo quotidianamente, profondamente intessute nelle situazioni macroscopiche che affrontiamo,
e, anzi, è proprio perché, per lo più, questo accade senza che ne siamo davvero coscienti che le nostre vite sono quello che sono e… vanno a remengo, siamo insoddisfatti, frustrati, spaventati, arrabbiati, in lotta continua, spenti, a disagio, sofferenti, persi, ecc.
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In un modo o nell’altro, queste domande sono sempre presenti dietro un’infinità di questioni pratiche, concrete e fattuali:
- un nuovo lavoro che scegliamo o no di cercare,
- o quello vecchio in cui scegliamo o no di rimanere,
- un partner con cui restiamo, e come vi restiamo, oppure no
- o quale tra due, tre o mille accogliamo a braccia aperte
- e chi invece allontaniamo o respingiamo,
- quale amicizia coltiviamo, intanto che per un un’altra “non abbiamo tempo”
- a quale hobby/talento lasciamo spazio, ma ad altri no
- quali discorsi scegliamo di affrontare e quali no…
Ecco, queste macroscopiche situazioni, che tutti attraversiamo continuamente, spesso senza dedicargli la giusta riflessione – o magari sì, ma con gli strumenti non idonei (es. la “dissezione” tra pro e contro di cui parlavamo prima) – sono lì invece a portarci sempre e comunque il loro carico di potenzialità di una vita appagante, soddisfatta, piena, di senso – oppure no.
Intendo, a volte crediamo che una Vita di Senso dipenda da fattori speciali, grandi avvenimenti, risultati o successi straordinari, emozioni e sentimenti grandiosi, invece, quel Senso è ciò che emana e si semina e cresce giorno dopo giorno, nelle microscopiche scelte (coscienti) che facciamo e che si ripercuotono nell’intimità del nostro sentire, facendo la differenza tra vivere una vita soddisfacente o frustrata, in pace o in eterna lotta, in serenità o in un continuo malessere, superficiale o profonda…
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Ecco perché ha tanto senso coltivare questo straordinario Potere che qui a LilaVAR chiamiamo Potere di Discernimento, parente stretto di quella Saggezza Naturale che via via riconquistiamo man mano che, lasciandoci alle spalle le Contrade Meccaniche e i loro automatismi, ci riappropriamo dell’Autorità che abbiamo sulla nostra vita.
Perché nessun altro ce l’ha quell’Autorità, se non siamo noi a concedergliela. Nemmeno il Destino, Dio, l’Ombra, l’Anima, il Karma o chissà a cos’altro imputi la condizione nella quale ti trovi e le esperienze che affronti nella tua vita – e figuriamoci se ce l’ha l’Esterno (la società, la cultura, l’ambiente, tizio, caio, la mamma, la famiglia o la tribu…)
Il Potere di Discernimento (e l’Autorità sulla nostra vita) ha a che fare con la capacità di Sapere (poter sapere e saper sapere) da noi stessi, direttamente, per noi stessi, ciò che è bene, sano, giusto, vero per noi, in allineamento con il nostro Vero Sé – con l’Anima, come magari diresti tu;
una capacità che abbiamo dimenticato perché abbiamo ceduto all’esterno sia il Potere che il Sapere, consegnandolo ad autorità considerate superiori, fonti considerate più autorevoli di noi stessi, verità scritte da qualche parte in modo indelebile e indiscutibile, cose che si dicono e si fanno da sempre, cose riportate da non si sa più chi ma assunte e seguite a occhi chiusi, acriticamente…
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Tutto questo è parte di quel “Contratto di Rotellina Felice” che abbiamo sottoscritto nelle Contrade Meccaniche, nel mondo degli Automatismi, dell’Omogenizzazione e del Condizionamento, in cui, più che Umani, ci siamo convertiti a essere Robottini.
In cambio del Poter Sapere diretto e naturale su te stesso, ti è stata promessa una Verità senza dubbi, un Manuale di Istruzioni per una vita di successo, montagne di certezze pronte all’uso, Protocolli che funzionano sempre e comunque, risposte preconfezionate e sempre disponibili per sconfiggere sul nascere ogni complessità o domanda aperta sulla Vita.
Ecco, quel giorno il tuo Grande Albero del Potere del Discernimento ha cominciato a morire.
Fortunatamente, le Cose Naturali sono dotate di un Potere di Rigenerazione quasi infinito, quindi nulla è perduto e per questo il nostro compassionevole Sé ci offre sempre nuove opportunità per provare a recuperare quella maestria sottile del Potere di Discernimento.
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Ma come dicevamo prima, non si tratta di un Potere logico o razionale. Se la riflessione e la logica entrano in gioco è solo molto tempo dopo che il Discernimento è già avvenuto e, in tal caso, fanno il loro lavoro di mettere in atto efficientemente ed efficacemente ciò che abbiamo compreso: benissimo!
Il Potere di Discernimento, invece, è un Potere Esistenziale e per questo richiede tanto tempo e tanta vita per poterlo apprendere bene; si sviluppa con i vissuti, le esperienze, le prove e gli errori e, soprattutto, con tutti i leoni con cui ci troveremo alle strette prima di accorgerci a un miglio di distanza che quella strada che stiamo per prendere porta dritto nelle sue fauci.
Come tutti i Poteri Esistenziali, il Potere di Discernimento ha a che fare molto più con il Corpo che con la Mente, ha molto più a che fare con l’Istinto e l’Intuizione che con il ragionamento e le informazioni, le cose che sappiamo o non sappiamo… ha molto più a che fare con l’Intelligenza della Vita Naturale che con l’Intelligenza della Mente.
Il Potere di Discernimento è un Sapere archetipico, ancestrale, naturale, è un Sapere dell’Essere: Saper Vedere, Saper Volere, Saper Sapere
Il Potere di Discernimento è più una sensibilità, una sorta di “sesto senso”, ed è un diretto emissario del nostro amato e, a volte, misterioso Sé, che non sempre parla in modo diretto e non sempre manda segnali inequivocabili e istruzioni trasparenti. Anzi, per dirla tutta, a volte, il Sé sembra proprio il peggiore dei Trickster! (ma su questo ci torniamo un’altra volta).
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Ecco, perché per sviluppare il Potere di Discernimento ci vuole pazienza, tante prove, innumerevoli esperimenti che, volta dopo volta, affineranno questa “sapienza naturale”, questa “saggezza esistenziale” che ci permetterà sempre di distinguere
- tra ciò che è nutriente e ciò che è tossico
- tra ciò che fa crescere e ciò che spegne
- tra ciò che libera e ciò che limita
- tra una Terra Promessa (attraente, accattivante, ma illusoria) e una realmente fertile, in cui poter concretamente piantare nuovi semi
- tra i contratti sottoscritti con gli strozzini dell’energia vitale – che usano per sé ciò che offriamo e a cui non importa se ci stiamo esaurendo – e i patti di reciprocità che stringiamo con coloro che hanno sviluppato un sacro rispetto per le risorse impiegate, scambiate o messe sul tavolo, da entrambi…
- distinguendo se un certo cibo (sentimenti, informazioni, valori, norme, modelli e punti di vista…) che ci viene offerto ci intossicherà e sarà soporifero facendoci ricadere di nuovo in un Sonno Profondo, o se invece ci rivitalizzerà, risveglierà, illuminerà…
- comprendendo quando la vita, le situazioni, le persone che incontriamo ci stanno sottoponendo un “contratto” che sottoscriviamo perché davvero crediamo faccia parte del nostro percorso di fioritura – ci nutre, ci sostiene – o se invece stiamo negoziando qualcosa in cambio – sicurezza, amore, soddisfazione, pace, rassicurazione, risveglio, illuminazione, esperienze mirabolanti, rivelazione di grandi segreti in esclusiva, il confortevole sapore delle cose familiari, ecc.
Chiaramente, sviluppare maestria nel Potere di Discernimento è qualcosa che nessuno può darti e non ci sono Manuali di Istruzione su cui fare affidamento che ti dicano che una mela che cade è un segno per andare a destra e un fiore che appassisce è un segno per dire di no a una certa offerta.
È una Maestria che impari da te stesso, ascoltando, osservando, provando, fallendo e riprovando, perché ciascuno ha i propri “campanellini”, che non funzionano per tutti allo stesso modo; imparare a riconoscerli è parte del processo.
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Ad ogni modo, per darti un piccolo spunto pratico, ogni atto di Discernimento comincia da:
- non avere fretta – la vita non va di corsa e il mondo non finisce domani, se le opportunità “scappano” è perché non erano opportunità
- prestare attenzione e restare sempre vigili – essere presenti, essere coscienti, essere “svegli”
- sentire, tanto sentire, lasciarci attraversare da ciò che arriva senza giudicare, o senza filtrare ciò che ci muove
- diventare amici dell’istinto – che non è la stessa cosa dell’impulso e dell’agire reattivo
- osservare, osservare, osservare… chissà, non per niente si dice che “Il Diavolo si annida nei dettagli” – i dettagli, a volte, sono quanto ci permette di discernere ciò che è giusto per noi in quel momento, oppure se stiamo cadendo in una qualche Trappola; ma per cogliere quei dettagli che – lo ripeto – non sono figli dell’analisi minuziosa ma dell’ascolto cosciente – ci vuole silenzio, presenza e tempo q.b.
Se questa prima fase si svolge come dev’essere, allora il passo successivo è quello che ci chiede di essere disposti a Vedere
- anche quando il Demone del Dubbio ci tira insistentemente la giacca chiedendo attenzione,
- anche quando il Demone delle Conferme, o quello delle Soluzioni Facili, o quello delle cose come sono sempre state, danza la sua danza più stupefacente e cerca di incantarti, per farti dire che, alla fine, le cose vanno bene come sono, intanto che ti disseti al calice della Sfiducia Cosmica e del Terrore per le Catastrofi (che ogni scelta diversa dal solito, sotto sotto, spesso porta con sé).
Infine, se sei riuscito a rimanere saldo nel tuo proposito di Discernimento e di Autorità indiscutibile sulla tua vita, rimane solo un ultimo passaggio, la Prova del Nove, quella di essere disposto ad ascoltare la Voce del Discernimento anche quando sembra spingerti nelle situazioni che a logica, oggettivamente, sulla carta sono le peggiori in assoluto – diciamo, follia allo stato puro.
Ecco, il Demone della Follia è l’ultimo grande Demone che incontri lungo la Via del Discernimento, proprio a un passo dal poterti riappropriare appieno di questo Potere assoluto sulla tua Vita, di questa Saggezza profonda e naturale che viene direttamente dal Sé.
Il Demone della Follia è l’ultimo che incontri, perché, a ben vedere, se torni indietro a considerare ogni singola volta in cui hai già provato, in passato, a percorrere la Via del Discernimento, fino a coglierne chiaramente i suoi suggerienti e le sue indicazioni sulla strada da seguire, se sei brutalmente onesto, ti rendi conto che più che non sentire la sua Voce potente è che non volevi ascoltarla,
figuriamoci crederle,
figuriamoci seguirla!
Dico bene? 😇😜
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Se vuoi che ti accompagni in questo processo di recupero del Potere di Discernimento, ti aspetto a LilaVAR… 💚
Partire per LilaVAR e compiere il Viaggio dall’Io al Sé significa anche sviluppare Poteri e farsi accompagnare da Principi, via via che ci addentriamo nelle Terre della Coscienza di Sé.
Principi e Poteri sono due importanti “alleati” di ogni esperienza esistenziale, per affrontare sfide, ostacoli, prove e insidie, per arricchire la comprensione di noi stessi e del Viaggio che stiamo facendo, per viverlo come una Grande Avventura e non come un Destino Avverso, un Cataclisma, o un Compito Insormontabile, ma nemmeno come una mera gita di svago o un superficiale fuga detox intanto che la vita quotidiana ci annoia, ci spegne e si fa sempre più stretta.
Dei Principi parlo spesso (per es. qui, o qui) anche dei Poteri parlo ampiamente, soprattutto nel Libro e nella Newsletter.
In questa lettera stiamo approfondendo aspetti del Potere di Discernimento legato al Potere di Vedere e ad ARDiSeD, la Bacchetta Magica del Cambiamento.
Per saperne di più, puoi:
- cominciare leggendo il Libro “Viaggio a LilaVAR”,
- iscriverti alla Newsletter gratuita
- fissare un incontro gratuito con me per un Percorso Individuale
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