Ego, Mente e Condizionamento: i 3 Demoni della Spiritualità e della Crescita Personale
Negli ambienti spirituali, di crescita personale, self-help e psicologia pop o new age, si sente così tanto parlare di Condizionamento che sembra non esista nessun altro aspetto significativo di cui tenere conto quando si tratta di scoprire chi siamo veramente.
Chiunque voglia portarti un messaggio di cambiamento – liberazione, potenziamento, ricerca di sé, crescita personale, espansione della coscienza o evoluzione spirituale – presto o tardi ti parlerà di Condizionamento – sociale, mentale, psicologico – e ti dirà che lì si trova la causa di tutto.
Insomma, sembra che il Condizionamento sia il nuovo Demone a cui dare tutte le colpe.
In altri momenti, il Vero Demone è stato l’Ego, che forse ora è passato un po’ di moda; dissolvere l’ego, trascendere l’ego, sublimarlo o addomesticarlo era la chiave – ti è stato detto – che serviva per venire fuori dal marasma della tua vita; ma poi a un certo punto ti è stato detto che no, hai frainteso, lascia in pace l’ego (leggi qui), occupati invece della Mente…
perché è lei, la Mente, il Vero Demone: silenziare la mente, osservare la mente, trascendere la mente, andare oltre la mente, controllare i tuoi pensieri, disciplinarli o focalizzarli, indirizzandoli verso ciò che veramente desideri, o riprogrammandoli perché non ti sabotino… questa era la chiave – ti è stato detto – per venire fuori dal marasma della tua vita. Ma poi a un certo punto ti è stato detto che no, hai frainteso, lascia in pace la Mente (leggi qui), occupati invece del Condizionamento…
Ecco, hai capito. In questo momento, ci troviamo al centro stesso di questa ultima onda, di questo Terzo Demone che viene additato come il peggiore di tutti (tranquillo, era così anche con i suoi predecessori!).
Ovunque troverai scritto che la colpa della tua vita insoddisfacente e frustrante è il Condizionamento, che arriva dalla famiglia, dall’ambiente, dai genitori, dalla società, dalla cultura, dal sistema, dall’economia capitalista…
c’è anche chi sostiene che dipenda dall’aura della Terra, dalle sfere galattiche, dalle forze oscure al lavoro, dai demoni antichi e da qualche entità controllante che ti vuole mantenere succube e in schiavitù per l’eternità.
Inutile dire che se vuoi credere a qualcuna di queste narrazioni sei libero di farlo, è una tua scelta dare credito a questa o a quella causa che sarebbe la ragione per cui vivi la vita che vivi, ben lontana e diversa dalla vita che sognavi o speravi di vivere.
Personalmente, fedele ai miei valori di chiarezza e verità sperimentata in prima persona, voglio lasciarti uno spunto di riflessione, una prospettiva diversa da cui guardare al Condizionamento.

Condividerò con te anche tre possibili approcci con cui affrontarlo, perché come sai se segui questo Blog, non mi piace fare della teoria, mi piace offrirti una visione che possa esserti di aiuto concreto nella tua vita quotidiana;
perché, come dico sempre, se ciò che capiamo o seguiamo non ha un impatto reale e concreto sulla nostra vita, è solo intrattenimento; la maggior parte delle persone, però, cerca davvero una soluzione o un miglior adattamento al disagio, al malessere, alla scomodità, alla frustrazione, all’amarezza, alla rabbia o all’insoddisfazione per la vita che vive.
Nella mia esperienza, il cambiamento non è mai stato questione di “trovare la causa”, bensì di essere cosciente di come stavano le cose. Se questa coscienza, questo “essere lì, totalmente presenti alle cose” è reale, non giudicante, non rifiutante, non controllante, bensì accogliente, accettante, lucido e onesto, allora le cose cambiano, da sole, senza bisogno di fare nulla.
Cambiano, perché il cambiamento vero viene da quella stessa Coscienza-Presenza, da cui scaturisce un’energia potente, che spesso porta a mettere in moto azioni, gesti, scelte che non avrei mai potuto attivare da un’attitudine di conflitto e di opposizione, di solito frutto di una mente giudicante e rifiutante. (Se vuoi saperne di più su questo modo di procedere, contattami per un incontro grautito)

Fare pace con il Condizionamento
Andiamo dritti al punto:
il Condizionamento non è il nemico.
Il Condizionamento non è la nuova causa a cui dare la colpa di tutto il nostro malessere.
Il Condizionamento è un dato,
qualcosa che c’è perché così funziona la Coscienza quando si manifesta nelle forme, e così la conosciamo come Esseri Umani sulla Terra.
Usiamo una metafora: puoi pensare al Condizionamento come all’atmosfera terrestre: un tot di azoto, un tot di ossigeno, un pizzico di anidride carbonica e una spruzzata qua e là di altri gas rari come l’ozono.
Ecco, il Condizionamento è l’aria che respiri e, sì, ovvio che ti condiziona – basta pensare alla differenza che c’è quando ti trovi in cima all’Himalaya – dove l’aria è pura, tagliente, rarefatta da farti quasi bruciare i polmoni quando la inspiri – o quando invece ti trovi nel centro città – dove l’aria è puzzolente e pesante, tossica al punto da far fatica a respirare.
Ora, dimmi, dopo aver mandato al diavolo questo o quel colpevole dell’inquinamento nella tua città e su tutta la nostra bella Terra, cosa fai?
Puoi cambiare le cose?
Sì e No.

Il lato del “Sì”
Sì, certo, puoi cambiare le cose, per esempio assumendo dei comportamenti più “green”; sai anche bene che è come svuotare l’oceano con un cucchiaino, ma non importa, lo facciamo e, cucchiaino dopo cucchiaino, fidiamo che qualcosa accadrà; siamo convinti di questo, o non lo faremmo, anche se a volte non ne vediamo i risultati immediati – ma con il Condizionamento, questo è molto più facile da osservare, perché l’impatto avviene anche su piccola scala: noi, non la Terra intera.
Se non assumi questi comportamenti “green”, allora ti stai solo lamentando a vuoto, per ragioni che non mi metto neanche a elencare, perché sono fin troppo cieche per essere prese in considerazioni qui; basti dire che la base di ogni lamentazione è il complesso della vittima, la proiezione della colpa sull’esterno e su qualcosa o qualcuno a cui deleghi il problema, insieme al tuo potere e alla possibilità di una soluzione.
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Il lato del “No”
No, non puoi cambiare le cose: non puoi cambiare in un secondo quello che è frutto di secoli di scelte, attitudini e comportamenti – ciechi, ignoranti, basati su incomprensioni e irresponsabilità.
E no, non puoi cambiare la Storia della Vita sulla Terra, non puoi cambiare il passato degli Esseri Umani, né puoi cambiare il modo in cui gli Esseri Umani sono progettati – con una mente tanto brillante quanto cieca e distruttiva (che ti piaccia o no).
E, no, come ben capirai, non puoi cambiare l’atmosfera terrestre, non puoi metterti a discutere sul fatto che la Terra dovrebbe avere un’altra atmosfera, magari con un po’ meno anidride carbonica e un po’ più di azoto. Non ti sogneresti mai di dire qualcosa del genere, no?
Sai bene che la Vita come la conosciamo è perfettamente adatta a questa atmosfera; anche un piccolo cambiamento in essa può avere un impatto enorme sull’ecosistema: le grandi ere geologiche (dal Cianozoico al Pleistocene, passando per il Paleozoico, il Giurassico e molti altri periodi intermedi) ce lo dimostrano da una vita; qualche micro cambiamento nella chimica dell’ambiente et voilà il mondo mutava completamente aspetto – dai cianobatteri alle specie complesse, dai funghi, agli organismi marini, dalla megafauna ai mammiferi – specie che prima erano diffuse e dominanti si estinguevano lasciando il posto ad altre…

Insomma, hai capito.
Desiderare che il Condizionamento non ci sia è come desiderare che l’atmosfera della Terra non sia quella che è e l’evoluzione biologica (di cui siamo una perfetta espressione, non un “errore nel sistema”) sia diversa da quella che è, segua altre strade e, per esempio, produca Esseri Umani con una mente differente e per nulla incline all’avidità, all’ambizione sfrenata o all’espansione esuberante ed esagerata.
Ecco. Comprendi?
Tutto questo non è nelle nostre mani. Non è sotto il nostro contollo. Vale per l’atmosfera terrestre e l’evoluzione tanto quanto per il Condizionamento, la Mente, l’Ego o qualunque altro Demone ti venga voglia di incolpare per il tuo disagio esistenziale.
Il problema, quindi – se vogliamo metterla in questi termini – non è nel Condizionamento in sé, ma nell’essere coscienti che c’è (1) e che ha quella natura lì, e funziona così come funziona (2).
Semplice.
Terribilmente semplice.
Il punto, allora, non è nel controllo sul Condizionamento, né nella sua demonizzazione, nel lamentarsi che c’è o nel desiderare con ingenuità fanciullesca che non ci sia: “Oh, come sarebbe bello un mondo senza condizionamento!” – Davvero?! Lo sai?! Come sarebbe? Hai presente com’era la Terra quando non c’erano i predatori, gli insetti o le piante? Se anche fosse stato possibile esserci, per i Sapiens, sarebbe stato davvero più desiderabile?
Ecco. Allora, forse è molto più interessante domandarsi: “Cosa possiamo fare con il Condizionamento che ci è dato?” – e sì, uso di proposito questa frase, perché non dobbiamo dimenticare che il Condizionamento, per quanto generalizzato, nello specifico della tua vita può essere molto diverso da quello del tuo vicino di casa, ed è del nostro che possiamo occuparci, solo del nostro (dietro le generalizzazioni c’è sempre un desiderio di de-responsabilizzazione).

Svuotare la vasca da bagno con il cucchiaino
Ecco, allora se vuoi, puoi cominciare a svuotare la tua vasca bagno con il cucchiaino; non sarà l’oceano, ma è lì dove ti immergi tutti i santi giorni. Sarà un processo lungo – forse sì; estenuante – chissà. Ma è una scelta e certamente è più saggia del continuare a usare il Condizionamento del sistema-ambiente-famiglia come scusa per la tua vita insoddisfacente o per l’eroe che avresti potuto essere e non sei.
Fare pace con il Condizionamento è prendere atto del fatto che la vita come la conosciamo è un’esperienza basata sul Condizionamento, sulla Psiche, sulla Mente Psicologica e sull’Ego – proprio come siamo forme di vita a base carbonio in un oceano di ossigeno. Non è un errore, una condanna, un castigo o l’inferno. È quello che è. La Vita così com’è.
Quel condizionamento è la frontiera dove vivere la tua Vita. Viviamo sulla Soglia. Sempre. Su quella medesima soglia dove, lungo un processo di milioni di anni con oltre 33 differenti tentativi di transizione i pesci, alla fine, sono diventati anifibi. Rendo l’idea?
Tu sei su questa frontiera:
tra condizioni date (ambiente condizionato) e spinta al cambiamento (energia di mutazione),
tra limitazioni (ambiente condizionato) e spinta a andare oltre e trasformare, far maturare o cavalcare quelle limitazioni.
Quindi, la prossima volta che incontri il Condizionamento dentro di te – per es. ti hanno detto che non valevi un’accidenti e che mai saresti stato capace di fare qualcosa di buono della vita; o magari ti hanno bocciato in matematica, ma dentro di te c’è un piccolo Einstein pronto a elaborare la prossima teoria geniale…
La prossima volta che incontri una di queste “limitazioni”, stai lì, sulla frontiera. Non demonizzarle, non sono lì per farti un dispetto. Sono una Condizione.

Come puoi affrontare il Condizionamento?
1. Puoi adattarti – magari non c’è un Einstein in te, magari scoprirai che quel “di qui no, non puoi andare per di qui” che quel condizionamento ti pone è un modo del Sé profondo per indicarti la strada e ti sta facendo un favore!
Non tutte le limitazioni devono essere “trascese”, ovvero eliminate, tipo panzer che si fa strada in una fitta foresta di abeti.
Alcune sono argini che incanalano un fiume in piena che altrimenti non arriverebbe al mare, ma si diffonderebbe sulla piana come un acquitrino infinito – anche questo succede, e non è un male a prescindere; magari la tua natura profonda non è di finire in mare, ma di dare vita a quell’ecosistema pazzesco che si chiama Delta dell’Okavango… chi lo sa?
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2. Oppure puoi superare la “condizione”, il dato: è un dato, non un destino immutabile, non una condanna, un’imposizione dall’alto che ti obbliga a dire sì come il più succube e obbediente dei servitori.
Superare la condizione non è rifiutarla, è ascoltarla, sentirla e provare a entrare in una relazione possibilista con lei. Chiedile e chiediti: “Che informazione mi stai portando? Che significato hai nella mia vita in questo momento?”.
E, mi raccomando, il “fattore momento” è importante, ecco perché non si può parlare di Condizionamento in generale. Anche le limitazioni mutano e non sono tutte prioritarie in ogni singolo momento. Capire qual è la limitazione che ti “sta più stretta” in questo momento è fondamentale (o ti prenderà una folle disperazione).
Come certamente già sai, il cambiamento è spesso una questione di un passo alla volta. Ricorda, stai svuotando la vasca da bagno con il cucchiaino… poi chissà un giorno troverai il tappo e glu glu si svuoterà in un battibaleno, ma… who knows, quién sabe, chi lo sa! La vita non è una corsa a chi arriva primo!
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3. Guardati intorno, raramente una “condizione” occupa tutto lo spazio, tipo Grande Barriera del Trono di Spade! Del resto, quella Barriera era nelle Estreme Regioni del Nord, non che la vita non andasse avanti e non avesse possibilità di prosperare nelle zone più a Sud di Westeros, o perfino a Essos, corretto?
C’è tempo per l’Ultima Battaglia che richiederà che il mondo intero si schieri unito contro la Grande Barriera del Condizionamento, e non è nemmeno detto che sia così che debbano andare le cose.
Anzi, se devo dirla tutta, più che un’unica grande barriera, lungo il cammino di Realizzazione del Sé e di ciò che siamo veramente, incontriamo più facilmente grandi e piccole muraglie, vicino alle quali, presto o tardi, si troverà un valico, un guado, un ponte o semplicemente un sentiero che va in un’altra direzione.
Cercalo, imboccalo, non fissarti sulla Grande Muraglia, per quanto condizionante, limitante e centrale ti possa sembrare. Chissà che su quella strada che sembra allontanarsi dal “problema” ci sia invece un Tesoro da trovare, che sarà proprio quello che ti permetterà di superare la Grande Barriera, se e quando il momento arriverà.
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Quindi, permettimi di ripeterlo ancora una volta:
lascia in pace il Condizionamento.
Fai pace con il Condizionamento.
Il Condizionamento non è il nemico. Non è il Demone da sconfiggere.
È solo quello che c’è.
Lascia che porti il suo messaggio e forgi la tua strada verso la scoperta di ciò che sei veramente.
Intanto, ti abbraccio dall’Unico Cuore.
Se vuoi fare questo lavoro con me, scopri qui come posso accompagnarti.