Scoprire chi siamo veramente: 5 principi per prepararsi al Viaggio

Una bussola per i Viaggiatori delle Terre della Coscienza di Sé

Equipaggiamento per prepararsi al viaggio alla scoperta di sé

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Scoprire chi siamo veramente: 5 principi per prepararsi al Viaggio

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Indice dei Contenuti

  • I 5 principi fondamentali per non perdere la bussola lungo il viaggio di scoperta di sé

    • Principio di Verità

    • Principio di Possibilità

    • Principio della Non-Violenza

    • Principio di Non-Progressione

    • Principio di Sperimentazione

Oh! Lasciate in tanta incertezza della vita,
in questo gioco alterno di speranze e d'affanno,
lasciate una specie di stella polare al cuore bisognoso,
alla quale possa almeno levare lo sguardo,
anche se non gli serva da guida.

Johann Wolfgang von Goethe

Ogni viaggiatore, qualunque sia il paese o la realtà in cui si avventura, è guidato da alcuni principi di fondo. Essi sono come un faro nelle notti più buie, quando non si riesce a vedere più nulla, o una coperta calda, mentre imperversa la tempesta e non c’è luogo dove ripararsi.

Non si tratta di paletti rigidi, o di dettami inderogabili, bensì più di disposizioni e attitudini, come una bussola, che permette sempre di trovare una via, anche quando tutto sembra perduto.

I 5 Principi di cui ti parlo in questo articolo sono alcuni di quelli che mi accompagnano da sempre. Forse sono anche i tuoi, o forse ti suoneranno strani e diversi da tutto ciò che hai sentito dire finora.

Nel mio cammino si sono rivelati preziosi e hanno fatto la differenza di fronte agli ostacoli più impervi.
Sarà così anche per te?

Indice dei Contenuti

  • I 5 principi fondamentali per non perdere la bussola lungo il viaggio di scoperta di sé

    • Principio di Verità

    • Principio di Possibilità

    • Principio della Non-Violenza

    • Principio di Non-Progressione

    • Principio di Sperimentazione

Ogni viaggiatore, qualunque sia il paese o la realtà in cui si avventura, è guidato da alcuni principi di fondo. Essi sono come un faro nelle notti più buie, quando non si riesce a vedere più nulla, o una coperta calda, mentre imperversa la tempesta e non c’è luogo dove ripararsi.

Non si tratta di paletti rigidi, o di dettami inderogabili, bensì più di disposizioni e attitudini, come una bussola, che permette sempre di trovare una via, anche quando tutto sembra perduto.

I 5 Principi di cui ti parlo in questo articolo sono alcuni di quelli che mi accompagnano da sempre. Forse sono anche i tuoi, o forse ti suoneranno strani e diversi da tutto ciò che hai sentito dire finora.

Nel mio cammino si sono rivelati preziosi e hanno fatto la differenza di fronte agli ostacoli più impervi.
Sarà così anche per te?

Riassunto | L'Articolo in sintesi

In questo ti presento i 5 Principi fondamentali che possono accompagnare tutti i Viaggiatori delle Terre della Coscienza di Sé, aiutandoli a orientarsi, a affrontare ostacoli e sfide, senza perdersi tra le mille teorie, proposte o assunti che si incontrano lungo il Cammino.

Per questo, l'enfasi è posta sulla ricerca della Verità personale attraverso l'esperienza diretta, la quale, tralaltro, è l'unica che può garantire un cambiamento reale, e non solo una comprensione intellettuale o teorica di ciò che si scopre via via lungo il Viaggio.

Ecco perché, allo stesso modo, l'enfasi viene posta anche su un'attitudine esplorativa e di sperimentazione aperta, riguardo a qualunque realtà interiore, mistica, spirituale, trascendente, energica o psicologica che ci possiamo trovare a attraversare lungo il Viaggio.

Importante è anche comprendere l'importanza di un approccio rilassato e privo di sforzo, aspettative, o l'idea del raggiungimento di uno stato ideale.

Alcune delle DOMANDE a cui questo articolo risponde

Temi chiave:

Cerca la tua verità personale attraverso l'esperienza diretta, senza affidarti esclusivamente a teorie o insegnamenti esterni. Il vero cambiamento deriva dalla consapevolezza e realizzazione diretta, non dalla semplice adesione o comprensione di teorie, idee e concetti per quanto validi siano.
Tutto è possibile nel Viaggio verso la Realizzazione del Sé, non ci sono criteri o condizioni preliminari. La Coscienza opera attraverso diverse forme, guidando ciascuno nel riconoscimento del sé, secondo le sue specifiche e perfette caratteristiche.
Non si tratta di dover compiere un "duro lavoro" su di sé, né lo sforzo, la disciplina o altre attitudine rigide hanno un valore specifico o sono necessari per arrivare alla Realizzazione e al Risveglio. Anzi, sono spesso controproducenti e presuppongono un ideale evolutivo definito a priori a cui dovremmo aspirare e raggiungere in un qualche momento nel futuro.
Non esistono metodi o ricette predefinite per la scoperta di sé, il Risveglio o la Realizzazione del Sé, ma un invito all'esplorazione libera e individuale. Ogni percorso è unico e, malgrado possano presentarsi delle costanti, il Viaggio è più simile a un'esplorazione creativa e una sperimentazione libera che a un sentiero a tappe prestabilite o step progressivi da raggiungere.

Ci sono situazioni della vita in cui i preliminari sono importanti, perché il Viaggio si compia, fosse anche la più spericolata delle Avventure.

Allora, proprio come lo zainetto essenziale che riempiamo con quelle due o tre cose che potrebbero davvero fare la differenza tra un viaggio favoloso e uno disastroso, tra arrivare dove volevamo arrivare o perderci per sempre, ecco l’equipaggiamento di base di ogni buon viaggiatore delle Terre della Coscienza, in partenza verso la scoperta di sé.

 

I 5 principi fondamentali per non perdere la bussola lungo il viaggio di scoperta di sé

  1. Principio di Verità
  2. Principio di Possibilità
  3. Principio della Non-Violenza
  4. Principio di Non-Progressione
  5. Principio di Sperimentazione

1. Principio di Verità
Cerca la tua verità e seguila fino alle estreme conseguenze…

L’unica verità che conta è la tua, quella che trovi dalla tua conoscenza diretta e che puoi verificare di persona; il resto sono teorie, ipotesi, cose che hai ascoltato da altri o che hai imparato di riflesso.

Per quanto possano sembrare utili, valide, fondate e efficaci, queste altre verità possono non essere pertinenti per te o per il tuo cammino di riconoscimento di ciò che sei (sì, anche quelle dei maestri e anche ciò che ti racconto io, per questo insisto nel dire che LilaVAR è una mappa, non il territorio e certamente non il tuo).

Sebbene, ciò che viene riconosciuto a livello dell’Essere che siamo, sia sempre la stessa cosa, da migliaia di anni, in ogni paese, lingua o tradizione, da che ne abbiamo testimonianza – e per questo viene tanta voglia di definirla “verità ultima” – i modi, i linguaggi, le forme per esprimere cosa sia questa cosa, e il cammino per arrivarvi sono tanto diversi quanto gli attuali 8 miliardi di esseri umani sulla Terra, più quelli del passato e probabilmente tutti quelli del futuro. Per cui, trova il tuo.

Non serve altro che:
– la tua disposizione sincera,
– il tuo reale desiderio di voler vedere chi sei,
– il coraggio di affrontare tutto ciò che questo comporterà,
– e l’attitudine a una conoscenza diretta, esplorata e sperimentata in prima persona.

Tanto per dirla in modo crudo, non puoi farti raccontare da qualcuno com’è mettere un dito nel fuoco; fino a che ti baserai sulla testimonianza di qualcun altro sarà solo un racconto di seconda mano, non una tua comprensione e realizzazione diretta, né una tua esperienza concreta, e come tutte le teorie, per quanto interessanti, non cambierà mai davvero la tua vita.

Il cambiamento vero non è frutto di una credenza, di un nuovo mindset (come molti sostengono) per quanto sofisticato, specifico, dettagliato sia, o per quante volte tu ripeta a te stesso la nuova idea di cui vuoi convincerti.

Solo la Coscienza apporta cambiamenti reali e tale Coscienza è ciò che sei e che riconosci di essere come frutto di una realizzazione diretta. Lì risiede il codice del cambiamento, anche se probabilmente a quel punto non ti interesserà più un granché (ma di questo ne parliamo altrove).

Non voglio certo dire che ascoltare ciò che altri hanno da dire, o provare a esplorare a livello mentale una nuova visione, di sé o della vita, non serva a nulla, né che l’apprendimento attraverso la mente cognitiva, non conti. Tutt’altro! È fondamentalmente parte di quel processo che chiamiamo cultura, che va avanti da migliaia di anni, totalmente parte della vita come la conosciamo, e di cui gli effetti, nel bene e nel male, sono sotto gli occhi di tutti.

Ma qui non stiamo parlando di un cambiamento comportamentale, di un nuovo vestito che provi a metterti, e che magari ti calza pure a pennello; qui stiamo parlando della tua natura profonda, di ciò che sei veramente.

Se continui solo a indossare vestiti prodotti in serie, ma anche artigianali e di alta sartoria, però fatti da altri, non vedrai mai il tuo corpo, nudo e crudo, così com’è.

Una volta che poni lo sguardo su questo “voler vedere il nudo e crudo“, allora i cambiamenti avverranno naturalmente, e saranno duraturi, non stati d’animo passeggeri o mere fasi “un po’ meglio” in un mare magnum di insoddisfazione, frustrazione, scontentezza, infelicità, o solo adattamenti un po’ più funzionali rispetto alla versione precedente di te…

Parleremo a lungo di questo, perché è un punto caldo, esposto a molti fraintedimenti, con influenze e pressioni che arrivano da ogni angolo del pianeta. Per ora, comincia solo a familiarizzare con questa possibilità.

E ricorda: non saprai mai cosa significa farsi un bagno in mare, se non lo hai mai fatto, e non importa quanti racconti hai ascoltato sull’esperienza. O lo hai sperimentato, o non lo hai sperimentato, o sai cos’è o non sai cos’è, e non hai bisogno di nessuna spiegazione di cosa sia, né di alcuna teoria su cosa dovrebbe essere…

e ora dimmi se focalizzare questo nella ricerca verso la scoperta di sé, non fa tutta la differenza del mondo!

 

2. Principio di Possibilità
Tutto è possibile, ma niente è nelle tue mani

Tutti possono realizzare ciò che sono veramente, non ci sono degli “eletti”, dei privilegiati, dei predisposti, qualcuno che è più avanti o più indietro su un supposto sentiero, qualcuno che vive in condizioni o migliori o peggiori, né in circostanze favorevoli o sfavorevoli.

Come dico sempre, sei sempre nel posto giusto al momento giusto e sei sempre nella condizione perfetta per vivere ciò che devi vivere e realizzare ciò che devi realizzare.

La Coscienza è una e uguale per tutti, sempre la stessa, e opera attraverso quelle infinite “finestre” apparentemente separate che sono i corpi-mente. Ed è la Coscienza stessa che guida questo movimento verso quel momento in cui riconoscerà se stessa, di nuovo e di nuovo, per migliaia e milioni e miliardi di volte, dunque è sempre possibile che questo accada, in qualunque momento a chiunque.

Che accada o non accada, come e quando non è nelle nostre mani. Se c’è la potenzialità perché accada si creeranno le condizioni più adatte a questo avvenimento: ricorda sempre che non ci sono due mondi, due realtà, due entità, due te, due esseri…

Non ci sei tu da un lato (o ego, o io), e il tuo Essere (o anima, o spirito, o come lo vuoi chiamare) da qualche altra parte; non c’è un mondo materiale e uno di spirituale, non c’è un mondo solido e uno sottile. C’è un unico mondo, un’unica realtà, un unico Essere. Punto.

La Coscienza che sei si muoverà in te e nel tuo mondo attraverso situazioni, eventi, informazioni, persone o stati interni che sperimenterai, fino a arrivare a riconoscersi per ciò che è, attraverso la forma corpo-mente apparentemente separata che sei e credi di essere. Ricorda che questa forma corpo-mente non è un soggetto agente individuale, diverso dall’Essere che sei.

 

La Newsletter di LilaVAR

Per approfondire questo punto, ricevi la mini-serie: “Le 14 piccole/grandi verità sulla Realizzazione del Sé e la scoperta di ciò che siamo veramente”. 

 

3. Principio di Non-Violenza
Non c’è nessun lavoro da fare, rilassati

Riconoscere chi siamo veramente non ha a che fare con nessun lavoro da compiere, tanto meno duro, faticoso, che richieda uno sforzo e un impegno chissà quanto estremo, al fine di progredire.

L’errore non esiste, nulla in te va aggiustato, sanato, guarito, riparato o perfezionato. Tutto ciò che puoi fare è indagare, esplorare e sperimentare, con calma, senza tensione, senza esigenza, senza pressione, anche perché nulla è davvero nelle tue mani.

È certamente vero che potrà capitarti di esplorare territori impegnativi e profondamente sfidanti, che richiedono la tua dedizione completa e l’impiego di tanta parte delle tue risorse, interne o esterne, fisiche, mentali ed emotive. Tuttavia, l’idea che ci sia un “lavoro” da fare su di te, ancor’più un lavoro spirituale, o l’equazione secondo cui “se ti impegni tanto, allora otterrai; se non ti impegni, i risultati non arriveranno” è solo un altro inganno della mente, anche della mente spirituale (e quante vie e insegnamenti sono basati su questo!)

L’idea di sforzo, lavoro o impegno sono legati a un’idea di progressione (vedi il punto 4) e perfino di “pretesa”, ricompensa o risarcimento: poiché ho fatto questo e quello, ora mi aspetto un ritorno, poiché ho patito questo e quello, ora mi aspetto una ricompensa, ecc.

Il Sé non è un luogo di negoziazioni (questo in cambio di quello), né di gratificazioni o ricompense, appannaggio invece dell’Io e delle credenze egoiche. Il Sé è ciò che è, già, sempre, così com’è. O lo vedi o non lo vedi.

Quindi, poiché è quello che è, da sempre, e non vi è un diventare, l’idea di “risultato”, raggiungimento, ottenimento proprio non ha senso. Tanto per dirla chiara, nemmeno quella di trasformazione.

Ciò che eventualmente si trasforma è la manifestazione a livello delle forme, ma anche in questo caso è molto pericoloso pensare che sia un effetto del Sé, ovvero dell’averlo riconosciuto, e se sorge un’idea di questo tipo, allora probabilmente non lo hai riconosciuto affatto.

A volte la vita si trasforma, a volte no, ma se hai riconosciuto l’Essere che sei, sai che questo non ha niente a che fare con tale riconoscimento, ma solo con il modo con cui il Sé si manifesta attraverso di te, esattamente come ha fatto per tutta la tua vita, riconoscimento o no.

Tutto questo tipo di preoccupazioni appartengono all’Io, non al Sé, quindi, in definitiva, rilassati, lasciati in pace, assumi un’attitudine volenterosa, ben disposta, aperta, onesta e sincera rispetto a ciò che vuoi davvero vedere, e perché.

La scoperta di sé, ovvero la Realizzazione del Sé non è la promessa di un paradiso che, una volta avvenuta, vivrai; non c’è nessun Eden ad aspettarti, né beatitudine o vita ideale, unicorni, mondi rosa o stati di flow e misticismo a go-go.

Se è il paradiso che stai cercando, allora fallo, senza remore, e dedicati a quel tipo di ricerche che te lo promettono, chissà che alla fine lo otterrai davvero!! Dico sul serio, solo non chiamarlo “Vero Sé”, stato dell’Essere, Stato Supremo, realizzazione di ciò che sei veramente, o cose così.

Ma so che questo Principio di Non-Violenza non è facile da integrare, eppure è un punto cardine a LilaVar e nella scoperta di chi siamo veramente, per questo gli ho dedicato anche un Video-Satsang, che puoi trovare qui.

 

4. Principio di Non-Progressione
Realizzare se stessi non è una progressione

Non esistono stadi evolutivi o progressivi, né step da compiere, o gradini da superare per innalzarti a non si sa quali altezze, superiori o più evolute.

Anche se capiterà certamente di sperimentare alte vette e profondi abissi, la Realizzazione del Sé è molto più simile a un viaggio in orizzontale, un po’ come muoversi tra una circonferenza, “alla periferia dell’Impero”, e un centro “nel fulcro vuoto della ruota”;

in mezzo ci sono un’infinità di luoghi intermedi, valli e colline, abissi e vette, ma più che altro, si tratta di punti di vista diversi, angolature differenti da cui osservi sempre lo stesso paesaggio (ciò che sei veramente), fino a quando non riesci a vederlo davvero per quello che è.

Per dirla in un’altro modo, hai presente la storia della corda e del serpente? È una metafora di antica data, ma mettiamola semplice.

Immagina di entrare in una stanza buia e di scorgere qualcosa di arrotolato a terra che, d’impulso, riconoscerai come un serpente e a cui reagirai con un improvviso salto indietro, poi fuggendo e urlando a destra e a manca di stare attenti, perché lì c’è un serpente!

Poi arriva un giorno in cui ti ritrovi nella medesima stanza; questa volta si accende la luce e vedi che ciò che ti sembrava un serpente, in realtà è una corda…
ecco, potrai mai tornare a pensare che sia un serpente? Non credo proprio.
Potrai fare qualcosa perché gli altri vedano la corda se la luce è spenta? Non credo proprio.

Al massimo, puoi dir loro ciò che hai visto e puoi accompagnarli a decidere di accendere la luce, ma se vedono il serpente, tu non puoi farci nulla, anche se ti sembra pazzesco che non vedano che è una corda.

Allora, per tornare al nostro tema di non-progressione, comprenderai che o vedi la corda o vedi il serpente, non c’è una progressione per cui il serpente diventa una corda; ci possono essere momenti in cui la luce non è abbastanza e non capisci bene cosa stai vedendo – di fatto, quindi, stai ancora vedendo il serpente, magari con un po’ meno reattività senza saltare lontano un chilometro e senza urlare come un ossesso mettendo in allarme tutti;

certamente, se sostieni di vedere la corda, stai mentendo, ma del resto staresti mentendo anche se dicessi che è un serpente. Per onestà dovresti dire che non sai cos’è e che ti sembra un serpente, ma questo non è per nulla un tema di progressione tra la corda e il serpente, bensì un tema di cosa sei in grado di vedere, un tema di percezione, cioè, e una fase molto specifica attraverso cui è normale passare quando si comincia a lasciare andare i concetti e si accetta di peregrinare per un po’ nelle vaghe Terre del Non-Saperedi cui parleremo altrove.

In sintesi, se entri nella stanza e vedi la corda, allora non hai bisogno di LilaVAR, né di altre mappe o accompagnamenti e, in tal caso, mi domando perché tu sia qui;

se vedi il serpente, continua a camminare ed esplorare diverse angolature, fino a quando non vedrai chiaramente la corda, e allora non avrai più dubbi e non potrai mai tornare a vedere il serpente, nemmeno volendo.

A tal proposito, approfitto per tranquillizzarti rispetto a una domanda che sorge sempre: così come non c’è progressione, non c’è nemmeno nessuna possibilità regressione; se pensi di essere regredito a uno stato anteriore, forse ti sei solo imbattuto in un banco di nebbia. Prosegui il tuo viaggio, si dissiperà (e rileggi i paragrafi precedenti).

 

5. Principio di Sperimentazione
Né metodi, né tecniche, né ricette, né soluzioni pronte

Questo ultimo punto, completa il quadro e affina ciò che abbiamo già detto nei punti precedenti. Insomma, chiudiamo il cerchio.

Come non mi stancherò mai di ripetere, le Terre della Coscienza di Sé sono un campo di esplorazione, libera, senza regole, norme, leggi, protocolli specifici e risposte pronte.

Certamente ci sono delle costanti, e molti viaggiatori possono trovarsi a sperimentare cose simili, tuttavia dedurne che ci siano delle risposte univoche, delle soluzioni specifiche, dei modelli da seguire è cadere in uno dei tanti tranelli della mente concettuale – che vorrebbe sapere di essere sulla strada giusta, di essere da qualche parte di preciso, di star capendo questo o quello, come se ci fosse una checklist da esaurire per poter arrivare al punto…

Ma le Terre della Coscienza di Sé sono tutto tranne che logiche. Le Terre della Coscienza di Sé sono tutto tranne che definite; le Terre della Coscienza di Sé sono cangianti e variegate tanto quanto sono gli esseri umani sulla Terra (torna al punto 1). Le Terre delle Coscienza di sé sono un rebus continuo, anzi un koan e ognuno ha il proprio, non ce ne sono due uguali.

Per questo le Terre della Coscienza di Sé ti invitano a esplorare in modalità random quello spazio tra la circonferenza e il cerchio, perché non saprai mai prima da quale angolatura tu, proprio tu, vedrai la corda invece del serpente;

non sai se dovrai fare il giro intero dieci volte, o solo tre, o solo una, e quanti muri troverai o quante saranno le deviazioni obbligate; ricorda che le condizioni che si creano sono le migliori per te e per come la Coscienza si realizza attraverso di te (torna al punto 2).

La Coscienza, vedi, è esuberante; a me piace pensarla come una giostra, come un caleidoscopico circo che non smette mai di creare nuovi giochi. Ma al di là delle metafore, rimane che puoi solo esplorarla e scoprire di cosa è fatta, per te.

Comunque sì, delle costanti ci sono,
sì alcune cose sono uguali per tutti, o altamente simili;
sì, quando si vede la corda, la corda è una corda ed è per tutti la stessa corda;

tuttavia non vi sono metodi, pratiche o tecniche per raggiungere quella visione, figuriamoci delle “ricette in dieci mosse, anche perché, non c’è niente da raggiungere, semmai solo da accendere la luce, affinché la corda smetta di farti paura come se fosse un serpente (comunque, per inciso, non poteva morderti nemmeno prima!).

In sintesi, come dicevamo all’inizio, esplorare, indagare, sperimentare, sono le parole chiave di queste Terre Selvagge della scoperta di sé e del Viaggio che ci aspetta, che non ha nulla a che fare con un obiettivo o un ottenimento, ma con ciò che comprendi, realizzi e riconosci girovagando in lungo e in largo.

Se e quando il Viaggio terminerà, lo saprai. Fino a quel momento, continua il tuo cammino, ci sarà sempre una strada che si apre davanti ai tuoi passi, fino a quando la luce si accende (se vuoi, posso accompagnarti)

Intanto, ti abbraccio dall’Unico Cuore 💚

_____

Claudia Lila Marga 𝑉𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝐿𝑖𝑙𝑎𝑉𝐴𝑅 – 𝐿𝑎 𝐺𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝐴𝑣𝑣𝑒𝑛𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑒́ Su Amazon. Scopri di più: https://tinyurl.com/5n7fhu53

Oh! Lasciate in tanta incertezza della vita,
in questo gioco alterno di speranze e d'affanno,
lasciate una specie di stella polare al cuore bisognoso,
alla quale possa almeno levare lo sguardo,
anche se non gli serva da guida.

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Riassunto | L'Articolo in sintesi

In questo ti presento i 5 Principi fondamentali che possono accompagnare tutti i Viaggiatori delle Terre della Coscienza di Sé, aiutandoli a orientarsi, a affrontare ostacoli e sfide, senza perdersi tra le mille teorie, proposte o assunti che si incontrano lungo il Cammino.

Per questo, l'enfasi è posta sulla ricerca della Verità personale attraverso l'esperienza diretta, la quale, tralaltro, è l'unica che può garantire un cambiamento reale, e non solo una comprensione intellettuale o teorica di ciò che si scopre via via lungo il Viaggio.

Ecco perché, allo stesso modo, l'enfasi viene posta anche su un'attitudine esplorativa e di sperimentazione aperta, riguardo a qualunque realtà interiore, mistica, spirituale, trascendente, energica o psicologica che ci possiamo trovare a attraversare lungo il Viaggio.

Importante è anche comprendere l'importanza di un approccio rilassato e privo di sforzo, aspettative, o l'idea del raggiungimento di uno stato ideale.

Alcune delle DOMANDE a cui questo articolo risponde

1. Nei Cammini di Coscienza di Sé esiste una "verità" assoluta da scoprire, trovare o seguire?
2. Ci sono persone "predestinate" alla Realizzazione del Sé? Degli "eletti", che nascono in condizioni ideali o favorite e per questo si Risvegliano o Illuminano o raggiungono questa o quella Esperienza di Vetta, Estasi o Samadhi?
3. La disciplina, un duro lavoro su di sé, uno sforzo intenso sono condizioni essenziali per il Risveglio o la Realizzazione del Sé?
4. Esistono stadi di progressione o di evoluzione nella Realizzazione del Sé?
5. I metodi o le tecniche spirituali, meditative, olistiche sono essenziali per il Risveglio o la Realizzazione del Sé?
6. La Realizzazione del Sé conduce a vivere una vita perfetta e senza problemi? 7. Cosa significa "Non-Violenza" nel cammino spirituale?
8. Qual è il significato della storia della Corda e del Serpente di Shankara?

Temi chiave:

Cerca la tua verità personale attraverso l'esperienza diretta, senza affidarti esclusivamente a teorie o insegnamenti esterni. Il vero cambiamento deriva dalla consapevolezza e realizzazione diretta, non dalla semplice adesione o comprensione di teorie, idee e concetti per quanto validi siano.
Tutto è possibile nel Viaggio verso la Realizzazione del Sé, non ci sono criteri o condizioni preliminari. La Coscienza opera attraverso diverse forme, guidando ciascuno nel riconoscimento del sé, secondo le sue specifiche e perfette caratteristiche.
Non si tratta di dover compiere un "duro lavoro" su di sé, né lo sforzo, la disciplina o altre attitudine rigide hanno un valore specifico o sono necessari per arrivare alla Realizzazione e al Risveglio. Anzi, sono spesso controproducenti e presuppongono un ideale evolutivo definito a priori a cui dovremmo aspirare e raggiungere in un qualche momento nel futuro.
Non esistono metodi o ricette predefinite per la scoperta di sé, il Risveglio o la Realizzazione del Sé, ma un invito all'esplorazione libera e individuale. Ogni percorso è unico e, malgrado possano presentarsi delle costanti, il Viaggio è più simile a un'esplorazione creativa e una sperimentazione libera che a un sentiero a tappe prestabilite o step progressivi da raggiungere.

Ci sono situazioni della vita in cui i preliminari sono importanti, perché il Viaggio si compia, fosse anche la più spericolata delle Avventure.

Allora, proprio come lo zainetto essenziale che riempiamo con quelle due o tre cose che potrebbero davvero fare la differenza tra un viaggio favoloso e uno disastroso, tra arrivare dove volevamo arrivare o perderci per sempre, ecco l’equipaggiamento di base di ogni buon viaggiatore delle Terre della Coscienza, in partenza verso la scoperta di sé.

 

I 5 principi fondamentali per non perdere la bussola lungo il viaggio di scoperta di sé

  1. Principio di Verità
  2. Principio di Possibilità
  3. Principio della Non-Violenza
  4. Principio di Non-Progressione
  5. Principio di Sperimentazione

1. Principio di Verità
Cerca la tua verità e seguila fino alle estreme conseguenze…

L’unica verità che conta è la tua, quella che trovi dalla tua conoscenza diretta e che puoi verificare di persona; il resto sono teorie, ipotesi, cose che hai ascoltato da altri o che hai imparato di riflesso.

Per quanto possano sembrare utili, valide, fondate e efficaci, queste altre verità possono non essere pertinenti per te o per il tuo cammino di riconoscimento di ciò che sei (sì, anche quelle dei maestri e anche ciò che ti racconto io, per questo insisto nel dire che LilaVAR è una mappa, non il territorio e certamente non il tuo).

Sebbene, ciò che viene riconosciuto a livello dell’Essere che siamo, sia sempre la stessa cosa, da migliaia di anni, in ogni paese, lingua o tradizione, da che ne abbiamo testimonianza – e per questo viene tanta voglia di definirla “verità ultima” – i modi, i linguaggi, le forme per esprimere cosa sia questa cosa, e il cammino per arrivarvi sono tanto diversi quanto gli attuali 8 miliardi di esseri umani sulla Terra, più quelli del passato e probabilmente tutti quelli del futuro. Per cui, trova il tuo.

Non serve altro che:
– la tua disposizione sincera,
– il tuo reale desiderio di voler vedere chi sei,
– il coraggio di affrontare tutto ciò che questo comporterà,
– e l’attitudine a una conoscenza diretta, esplorata e sperimentata in prima persona.

Tanto per dirla in modo crudo, non puoi farti raccontare da qualcuno com’è mettere un dito nel fuoco; fino a che ti baserai sulla testimonianza di qualcun altro sarà solo un racconto di seconda mano, non una tua comprensione e realizzazione diretta, né una tua esperienza concreta, e come tutte le teorie, per quanto interessanti, non cambierà mai davvero la tua vita.

Il cambiamento vero non è frutto di una credenza, di un nuovo mindset (come molti sostengono) per quanto sofisticato, specifico, dettagliato sia, o per quante volte tu ripeta a te stesso la nuova idea di cui vuoi convincerti.

Solo la Coscienza apporta cambiamenti reali e tale Coscienza è ciò che sei e che riconosci di essere come frutto di una realizzazione diretta. Lì risiede il codice del cambiamento, anche se probabilmente a quel punto non ti interesserà più un granché (ma di questo ne parliamo altrove).

Non voglio certo dire che ascoltare ciò che altri hanno da dire, o provare a esplorare a livello mentale una nuova visione, di sé o della vita, non serva a nulla, né che l’apprendimento attraverso la mente cognitiva, non conti. Tutt’altro! È fondamentalmente parte di quel processo che chiamiamo cultura, che va avanti da migliaia di anni, totalmente parte della vita come la conosciamo, e di cui gli effetti, nel bene e nel male, sono sotto gli occhi di tutti.

Ma qui non stiamo parlando di un cambiamento comportamentale, di un nuovo vestito che provi a metterti, e che magari ti calza pure a pennello; qui stiamo parlando della tua natura profonda, di ciò che sei veramente.

Se continui solo a indossare vestiti prodotti in serie, ma anche artigianali e di alta sartoria, però fatti da altri, non vedrai mai il tuo corpo, nudo e crudo, così com’è.

Una volta che poni lo sguardo su questo “voler vedere il nudo e crudo“, allora i cambiamenti avverranno naturalmente, e saranno duraturi, non stati d’animo passeggeri o mere fasi “un po’ meglio” in un mare magnum di insoddisfazione, frustrazione, scontentezza, infelicità, o solo adattamenti un po’ più funzionali rispetto alla versione precedente di te…

Parleremo a lungo di questo, perché è un punto caldo, esposto a molti fraintedimenti, con influenze e pressioni che arrivano da ogni angolo del pianeta. Per ora, comincia solo a familiarizzare con questa possibilità.

E ricorda: non saprai mai cosa significa farsi un bagno in mare, se non lo hai mai fatto, e non importa quanti racconti hai ascoltato sull’esperienza. O lo hai sperimentato, o non lo hai sperimentato, o sai cos’è o non sai cos’è, e non hai bisogno di nessuna spiegazione di cosa sia, né di alcuna teoria su cosa dovrebbe essere…

e ora dimmi se focalizzare questo nella ricerca verso la scoperta di sé, non fa tutta la differenza del mondo!

 

2. Principio di Possibilità
Tutto è possibile, ma niente è nelle tue mani

Tutti possono realizzare ciò che sono veramente, non ci sono degli “eletti”, dei privilegiati, dei predisposti, qualcuno che è più avanti o più indietro su un supposto sentiero, qualcuno che vive in condizioni o migliori o peggiori, né in circostanze favorevoli o sfavorevoli.

Come dico sempre, sei sempre nel posto giusto al momento giusto e sei sempre nella condizione perfetta per vivere ciò che devi vivere e realizzare ciò che devi realizzare.

La Coscienza è una e uguale per tutti, sempre la stessa, e opera attraverso quelle infinite “finestre” apparentemente separate che sono i corpi-mente. Ed è la Coscienza stessa che guida questo movimento verso quel momento in cui riconoscerà se stessa, di nuovo e di nuovo, per migliaia e milioni e miliardi di volte, dunque è sempre possibile che questo accada, in qualunque momento a chiunque.

Che accada o non accada, come e quando non è nelle nostre mani. Se c’è la potenzialità perché accada si creeranno le condizioni più adatte a questo avvenimento: ricorda sempre che non ci sono due mondi, due realtà, due entità, due te, due esseri…

Non ci sei tu da un lato (o ego, o io), e il tuo Essere (o anima, o spirito, o come lo vuoi chiamare) da qualche altra parte; non c’è un mondo materiale e uno di spirituale, non c’è un mondo solido e uno sottile. C’è un unico mondo, un’unica realtà, un unico Essere. Punto.

La Coscienza che sei si muoverà in te e nel tuo mondo attraverso situazioni, eventi, informazioni, persone o stati interni che sperimenterai, fino a arrivare a riconoscersi per ciò che è, attraverso la forma corpo-mente apparentemente separata che sei e credi di essere. Ricorda che questa forma corpo-mente non è un soggetto agente individuale, diverso dall’Essere che sei.

 

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Per approfondire questo punto, ricevi la mini-serie: “Le 14 piccole/grandi verità sulla Realizzazione del Sé e la scoperta di ciò che siamo veramente”. 

 

3. Principio di Non-Violenza
Non c’è nessun lavoro da fare, rilassati

Riconoscere chi siamo veramente non ha a che fare con nessun lavoro da compiere, tanto meno duro, faticoso, che richieda uno sforzo e un impegno chissà quanto estremo, al fine di progredire.

L’errore non esiste, nulla in te va aggiustato, sanato, guarito, riparato o perfezionato. Tutto ciò che puoi fare è indagare, esplorare e sperimentare, con calma, senza tensione, senza esigenza, senza pressione, anche perché nulla è davvero nelle tue mani.

È certamente vero che potrà capitarti di esplorare territori impegnativi e profondamente sfidanti, che richiedono la tua dedizione completa e l’impiego di tanta parte delle tue risorse, interne o esterne, fisiche, mentali ed emotive. Tuttavia, l’idea che ci sia un “lavoro” da fare su di te, ancor’più un lavoro spirituale, o l’equazione secondo cui “se ti impegni tanto, allora otterrai; se non ti impegni, i risultati non arriveranno” è solo un altro inganno della mente, anche della mente spirituale (e quante vie e insegnamenti sono basati su questo!)

L’idea di sforzo, lavoro o impegno sono legati a un’idea di progressione (vedi il punto 4) e perfino di “pretesa”, ricompensa o risarcimento: poiché ho fatto questo e quello, ora mi aspetto un ritorno, poiché ho patito questo e quello, ora mi aspetto una ricompensa, ecc.

Il Sé non è un luogo di negoziazioni (questo in cambio di quello), né di gratificazioni o ricompense, appannaggio invece dell’Io e delle credenze egoiche. Il Sé è ciò che è, già, sempre, così com’è. O lo vedi o non lo vedi.

Quindi, poiché è quello che è, da sempre, e non vi è un diventare, l’idea di “risultato”, raggiungimento, ottenimento proprio non ha senso. Tanto per dirla chiara, nemmeno quella di trasformazione.

Ciò che eventualmente si trasforma è la manifestazione a livello delle forme, ma anche in questo caso è molto pericoloso pensare che sia un effetto del Sé, ovvero dell’averlo riconosciuto, e se sorge un’idea di questo tipo, allora probabilmente non lo hai riconosciuto affatto.

A volte la vita si trasforma, a volte no, ma se hai riconosciuto l’Essere che sei, sai che questo non ha niente a che fare con tale riconoscimento, ma solo con il modo con cui il Sé si manifesta attraverso di te, esattamente come ha fatto per tutta la tua vita, riconoscimento o no.

Tutto questo tipo di preoccupazioni appartengono all’Io, non al Sé, quindi, in definitiva, rilassati, lasciati in pace, assumi un’attitudine volenterosa, ben disposta, aperta, onesta e sincera rispetto a ciò che vuoi davvero vedere, e perché.

La scoperta di sé, ovvero la Realizzazione del Sé non è la promessa di un paradiso che, una volta avvenuta, vivrai; non c’è nessun Eden ad aspettarti, né beatitudine o vita ideale, unicorni, mondi rosa o stati di flow e misticismo a go-go.

Se è il paradiso che stai cercando, allora fallo, senza remore, e dedicati a quel tipo di ricerche che te lo promettono, chissà che alla fine lo otterrai davvero!! Dico sul serio, solo non chiamarlo “Vero Sé”, stato dell’Essere, Stato Supremo, realizzazione di ciò che sei veramente, o cose così.

Ma so che questo Principio di Non-Violenza non è facile da integrare, eppure è un punto cardine a LilaVar e nella scoperta di chi siamo veramente, per questo gli ho dedicato anche un Video-Satsang, che puoi trovare qui.

 

4. Principio di Non-Progressione
Realizzare se stessi non è una progressione

Non esistono stadi evolutivi o progressivi, né step da compiere, o gradini da superare per innalzarti a non si sa quali altezze, superiori o più evolute.

Anche se capiterà certamente di sperimentare alte vette e profondi abissi, la Realizzazione del Sé è molto più simile a un viaggio in orizzontale, un po’ come muoversi tra una circonferenza, “alla periferia dell’Impero”, e un centro “nel fulcro vuoto della ruota”;

in mezzo ci sono un’infinità di luoghi intermedi, valli e colline, abissi e vette, ma più che altro, si tratta di punti di vista diversi, angolature differenti da cui osservi sempre lo stesso paesaggio (ciò che sei veramente), fino a quando non riesci a vederlo davvero per quello che è.

Per dirla in un’altro modo, hai presente la storia della corda e del serpente? È una metafora di antica data, ma mettiamola semplice.

Immagina di entrare in una stanza buia e di scorgere qualcosa di arrotolato a terra che, d’impulso, riconoscerai come un serpente e a cui reagirai con un improvviso salto indietro, poi fuggendo e urlando a destra e a manca di stare attenti, perché lì c’è un serpente!

Poi arriva un giorno in cui ti ritrovi nella medesima stanza; questa volta si accende la luce e vedi che ciò che ti sembrava un serpente, in realtà è una corda…
ecco, potrai mai tornare a pensare che sia un serpente? Non credo proprio.
Potrai fare qualcosa perché gli altri vedano la corda se la luce è spenta? Non credo proprio.

Al massimo, puoi dir loro ciò che hai visto e puoi accompagnarli a decidere di accendere la luce, ma se vedono il serpente, tu non puoi farci nulla, anche se ti sembra pazzesco che non vedano che è una corda.

Allora, per tornare al nostro tema di non-progressione, comprenderai che o vedi la corda o vedi il serpente, non c’è una progressione per cui il serpente diventa una corda; ci possono essere momenti in cui la luce non è abbastanza e non capisci bene cosa stai vedendo – di fatto, quindi, stai ancora vedendo il serpente, magari con un po’ meno reattività senza saltare lontano un chilometro e senza urlare come un ossesso mettendo in allarme tutti;

certamente, se sostieni di vedere la corda, stai mentendo, ma del resto staresti mentendo anche se dicessi che è un serpente. Per onestà dovresti dire che non sai cos’è e che ti sembra un serpente, ma questo non è per nulla un tema di progressione tra la corda e il serpente, bensì un tema di cosa sei in grado di vedere, un tema di percezione, cioè, e una fase molto specifica attraverso cui è normale passare quando si comincia a lasciare andare i concetti e si accetta di peregrinare per un po’ nelle vaghe Terre del Non-Saperedi cui parleremo altrove.

In sintesi, se entri nella stanza e vedi la corda, allora non hai bisogno di LilaVAR, né di altre mappe o accompagnamenti e, in tal caso, mi domando perché tu sia qui;

se vedi il serpente, continua a camminare ed esplorare diverse angolature, fino a quando non vedrai chiaramente la corda, e allora non avrai più dubbi e non potrai mai tornare a vedere il serpente, nemmeno volendo.

A tal proposito, approfitto per tranquillizzarti rispetto a una domanda che sorge sempre: così come non c’è progressione, non c’è nemmeno nessuna possibilità regressione; se pensi di essere regredito a uno stato anteriore, forse ti sei solo imbattuto in un banco di nebbia. Prosegui il tuo viaggio, si dissiperà (e rileggi i paragrafi precedenti).

 

5. Principio di Sperimentazione
Né metodi, né tecniche, né ricette, né soluzioni pronte

Questo ultimo punto, completa il quadro e affina ciò che abbiamo già detto nei punti precedenti. Insomma, chiudiamo il cerchio.

Come non mi stancherò mai di ripetere, le Terre della Coscienza di Sé sono un campo di esplorazione, libera, senza regole, norme, leggi, protocolli specifici e risposte pronte.

Certamente ci sono delle costanti, e molti viaggiatori possono trovarsi a sperimentare cose simili, tuttavia dedurne che ci siano delle risposte univoche, delle soluzioni specifiche, dei modelli da seguire è cadere in uno dei tanti tranelli della mente concettuale – che vorrebbe sapere di essere sulla strada giusta, di essere da qualche parte di preciso, di star capendo questo o quello, come se ci fosse una checklist da esaurire per poter arrivare al punto…

Ma le Terre della Coscienza di Sé sono tutto tranne che logiche. Le Terre della Coscienza di Sé sono tutto tranne che definite; le Terre della Coscienza di Sé sono cangianti e variegate tanto quanto sono gli esseri umani sulla Terra (torna al punto 1). Le Terre delle Coscienza di sé sono un rebus continuo, anzi un koan e ognuno ha il proprio, non ce ne sono due uguali.

Per questo le Terre della Coscienza di Sé ti invitano a esplorare in modalità random quello spazio tra la circonferenza e il cerchio, perché non saprai mai prima da quale angolatura tu, proprio tu, vedrai la corda invece del serpente;

non sai se dovrai fare il giro intero dieci volte, o solo tre, o solo una, e quanti muri troverai o quante saranno le deviazioni obbligate; ricorda che le condizioni che si creano sono le migliori per te e per come la Coscienza si realizza attraverso di te (torna al punto 2).

La Coscienza, vedi, è esuberante; a me piace pensarla come una giostra, come un caleidoscopico circo che non smette mai di creare nuovi giochi. Ma al di là delle metafore, rimane che puoi solo esplorarla e scoprire di cosa è fatta, per te.

Comunque sì, delle costanti ci sono,
sì alcune cose sono uguali per tutti, o altamente simili;
sì, quando si vede la corda, la corda è una corda ed è per tutti la stessa corda;

tuttavia non vi sono metodi, pratiche o tecniche per raggiungere quella visione, figuriamoci delle “ricette in dieci mosse, anche perché, non c’è niente da raggiungere, semmai solo da accendere la luce, affinché la corda smetta di farti paura come se fosse un serpente (comunque, per inciso, non poteva morderti nemmeno prima!).

In sintesi, come dicevamo all’inizio, esplorare, indagare, sperimentare, sono le parole chiave di queste Terre Selvagge della scoperta di sé e del Viaggio che ci aspetta, che non ha nulla a che fare con un obiettivo o un ottenimento, ma con ciò che comprendi, realizzi e riconosci girovagando in lungo e in largo.

Se e quando il Viaggio terminerà, lo saprai. Fino a quel momento, continua il tuo cammino, ci sarà sempre una strada che si apre davanti ai tuoi passi, fino a quando la luce si accende (se vuoi, posso accompagnarti)

Intanto, ti abbraccio dall’Unico Cuore 💚

_____

Claudia Lila Marga 𝑉𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝐿𝑖𝑙𝑎𝑉𝐴𝑅 – 𝐿𝑎 𝐺𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝐴𝑣𝑣𝑒𝑛𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑒́ Su Amazon. Scopri di più: https://tinyurl.com/5n7fhu53
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