Indagine sul Sé: l’incontro con la Verità

L’importanza del gioco delle Domande e delle Risposte nei cammini di Realizzazione del Sé

Indagine del Sé e Incontro con la Verità

L’importanza del gioco delle Domande e delle Risposte nei cammini di Realizzazione del Sé

Indagine sul Sé: l’incontro con la Verità

L’importanza del gioco delle Domande e delle Risposte nei cammini di Realizzazione del Sé

Indagine del Sé e Incontro con la Verità

Indagine sul Sé: l’incontro con la Verità

L’importanza del gioco delle Domande e delle Risposte nei cammini di Realizzazione del Sé

Indagine del Sé e Incontro con la Verità

Indice dei Contenuti

  • L’incontro con la Verità: il Gioco delle Domande e delle Risposte

  • L’indagine sul Sé nei cammini di Realizzazione del Sé

  • Le domande non sono tutte uguali

    • Le domande fattuali

    • Le domande convergenti

    • Le domande valutative

    • Le domande divergenti

    • Le domande grilletto

    • “Chi sono io?”: le domande che si dissolvono

  • L’incontro con la Verità

Mi sedetti vicino a lei, e, nel primo pomeriggio, lei mi disse:
"Qual è la risposta?"
Io tacevo.
"In questo caso - lei riprese - qual è la domanda?».

Gertrude Stein - Autobiografia di Alice Toklas

Il gioco delle domande e delle risposte è profondamente intrinseco all’essere umano e all’intelligenza nelle sue varie forme che, come umani, esprimiamo.
È un gioco che ha senso anche quando in ballo c’è la Verità, l’incontro con ciò che percepiamo come assoluto - di noi stessi, della vita e del mondo. Ma...

...le domande non sono tutte uguali, e nemmeno le risposte. Soprattutto ciò che non è uguale è l’attitudine che si trova dietro questo domandare.

In questo articolo, approfondiamo questo aspetto così importante per ogni Ricercatore che parte per le Terre Selvagge della Coscienza di Sé, alla scoperta della propria vera natura.

Infatti, se da un lato questo gioco delle domande e delle risposte è l’essenza stessa dell’indagine del Vero Sé (come molti maestri insegnano), dall’altro nasconde insidie e pericoli in cui molti rischiano di cadere o rimanere intrappolati, perdendo di vista ciò a cui queste domande - esistenziali, potenti, profonde - servono:

non tanto fornire una soluzione o una certezza, quanto innescare un processo di riconoscimento non mentale di ciò che siamo veramente, accompagnandoci verso quella Realizzazione del Sé dove più nessuna risposta serve e nessuna domanda sorge.

Indice dei Contenuti

  • L’incontro con la Verità: il Gioco delle Domande e delle Risposte

  • L’indagine sul Sé nei cammini di Realizzazione del Sé

  • Le domande non sono tutte uguali

    • Le domande fattuali

    • Le domande convergenti

    • Le domande valutative

    • Le domande divergenti

    • Le domande grilletto

    • “Chi sono io?”: le domande che si dissolvono

  • L’incontro con la Verità

Il gioco delle domande e delle risposte è profondamente intrinseco all’essere umano e all’intelligenza nelle sue varie forme che, come umani, esprimiamo.
È un gioco che ha senso anche quando in ballo c’è la Verità, l’incontro con ciò che percepiamo come assoluto - di noi stessi, della vita e del mondo. Ma...

...le domande non sono tutte uguali, e nemmeno le risposte. Soprattutto ciò che non è uguale è l’attitudine che si trova dietro questo domandare.

In questo articolo, approfondiamo questo aspetto così importante per ogni Ricercatore che parte per le Terre Selvagge della Coscienza di Sé, alla scoperta della propria vera natura.

Infatti, se da un lato questo gioco delle domande e delle risposte è l’essenza stessa dell’indagine del Vero Sé (come molti maestri insegnano), dall’altro nasconde insidie e pericoli in cui molti rischiano di cadere o rimanere intrappolati, perdendo di vista ciò a cui queste domande - esistenziali, potenti, profonde - servono:

non tanto fornire una soluzione o una certezza, quanto innescare un processo di riconoscimento non mentale di ciò che siamo veramente, accompagnandoci verso quella Realizzazione del Sé dove più nessuna risposta serve e nessuna domanda sorge.

Riassunto | L'Articolo in sintesi

In questo articolo affrontiamo il tema dell'"Indagine sul Sé" caro a molti percorsi di ricerca interiore e spirituale, tra cui l'Advaita. Per prima cosa, è importante capire che al centro di questo approccio alla Realizzazione del Sé, c'è quello che potremmo chiamare "Il Gioco delle Domande e delle Risposte", di cui anche molti Maestri hanno fatto uso, nelle varie tradizioni.

Per poter comprendere la portata di questo genere di approccio, basato sul porre Domande, è fondamentale comprendere che le domande non sono tutte uguali: da quale luogo di noi emergono, e qual è il loro vero obiettivo o il tipo di risposta a cui ci aprono? Cosa stiamo davvero cercando?

Descriviamo quindi i principali tipi di Domande e le loro possibili Trappole, infine arrivando ad affrontare la Domanda Primaria - "Chi sono io?" - capace di dare il via a un'avventura verso il nucleo profondo del nostro Essere.

Esiste una risposta? O la Verità che si trova è più un'evidenza che si disvela, una "chiarezza" che va oltre la comprensione intellettuale, dove tutte le domande, anche le più profonde, si dissolvano naturalmente nel silenzio e nella Realizzazione di ciò che è?

Alcune delle DOMANDE a cui questo articolo risponde

Temi chiave:

La Ricerca della Verità, soprattutto quella interiore, trova un alleato potente nel porre quelle che possiamo definire le Buone Domande. Innanzitutto, quindi, è importante comprendere che le Domande non sono tutte uguali e possono nascondere insidie e trappole e, se irrilevanti o non ben allineate con lo scopo di senso dell’Indagine sul Sé, rischiano di essere fuorvianti.
Analizziamo diverse tipologie di Domande, evidenziandone le possibili insidie e ciò a cui possiamo giungere attraverso di esse. Da quelle fattuali, a quelle convergenti, da quelle valutative a quelle divergenti, fino alle domande-grilletto, o Domande Aperte, la cui capostipite è la Domanda Primaria “Chi sono io?” una domanda potente il cui scopo non è ottenere una risposta.
La Verità che si incontra quando procediamo all’Indagine del Sé, non è un fatto né una teoria, ma un'esperienza esistenziale. Si manifesta molto più come un'evidenza e come una "chiarezza", che non come una comprensione intellettuale o una spiegazione. Per questo, la mente, seppur fondamentale e potente, non è lo strumento più adatto per scoprire la nostra Vera Natura.
Cosa ci muove alla Ricerca di noi stessi? Stiamo cercando delle soluzioni a qualche problema, magari delle conferme o delle certezze? O stiamo davvero cercando la Verità dell’Essere e la scoperta di ciò che siamo veramente? In tal caso, probabilmente, non è lontano il giorno in cui tutte le Domande si dissolveranno nell’evidenza di ciò che è così com’è.

L’incontro con la Verità: il Gioco delle Domande e delle Risposte

Da sempre, l’essere umano cerca risposte alle domande profonde della vita, quelle che possiamo chiamare le domande esistenziali. Una ricerca che per lo più viene lasciata nelle mani della mente (cognitiva, speculativa e riflessiva), senza una piena consapevolezza del gioco a cui stiamo giocando.

E sì, la mente (cognitiva, speculativa e riflessiva) cerca risposte, costantemente, e non c’è nulla di male nelle risposte, né c’è niente di male nella mente cognitiva – quella che apprende, modellizza queste risposte e ne fa dei protocolli, dei punti di riferimento e dei dati acquisiti e “stoccabili”;

come dico sempre, è meravigliosa, la mente, utilissima, impagabile, ma quando si tratta di scoprire chi siamo veramente, è davvero lo strumento di cui abbiamo bisogno?

Beh, se frequenti questo Blog, sai già dove voglio arrivare, ma prima lascia che ti faccia una domanda ancora più radicale: quando il tema è umano, quando il tema sei tu, proprio tu, il tuo essere, sei certo che sia una risposta ciò che stai cercando?

Se ci basiamo sull’esperienza di questo tipo di mente che, come esseri umani, tutti abbiamo, sappiamo bene che cercare una risposta è quasi sempre cercare la soluzione a un problema, o una definizione certa, una qualche forma di sicurezza, o qualcosa di definitivo e incontrovertibile, che chiamiamo “verità”.

Ma è questa la Verità dell’Essere?
Quando si tratta di scoprire il nostro Vero Sé, è questa la Verità all’incontro con la quale stiamo aspirando?

Sei sicuro, quindi, che, quando si tratta di scoprire la tua vera natura, l’invito che ti stai facendo non sia invece quello di lanciarsi in un’avventura esplorativa di non si sa bene nemmeno cosa? Sei sicuro che l’invito non sia quello semplicemente di partire a cavallo di una domanda e chi vivrà vedrà?

Beh, lo so che detto così suona un po’ vago e ben poco promettente, tuttavia i Viaggiatori di LilaVAR sanno, per esperienza diretta e personale, che questo cambio di prospettiva a cui forse anche tu ti stai affacciando è fondamentale, e partire per le Terre Selvagge del Sé è molto più simile a un viaggio nella più intricata delle foreste “a cavallo del domandare”, che non a un percorso ben organizzato di strade, autostrade e crocevia regolari e ordinati con in fondo una bella meta certa ad aspettarti.

Ecco. Se qualcosa in queste parole ti risuona, allora facciamo un altro passo.

Indagine del Sé e Incontro con la Verità

 

L’Indagine sul Sé nei cammini di Realizzazione del Sé

Se non è del gioco cognitivo-riflessivo delle domande/risposte di cui stiamo parlando, a che tipo di indagine ci stiamo riferendo e quali tipi di domande ha senso porre?

Sì, perché, le domande non sono tutte uguali e diverso è il loro potere e la loro rilevanza a seconda del tipo di ricerca in cui siamo immersi.

Come Ricercatori del Sé – cioè, non ricercatori del successo, della felicità immutabile, della relazione perfetta, del lavoro ideale, del mondo paradisiaco e del sollievo interminabile...

come Ricercatori del Sé è fondamentale comprendere cosa ha senso chiedersi, cosa conta davvero, cosa è importante sondare… e lasciami dire che, dopo 30 anni di frequentazione degli ambienti spirituali più disparati, è sempre sorprendente per me scoprire quanti sono i Ricercatori del Sé che si fanno domande irrilevanti o non pertinenti e non funzionali alla scoperta di ciò che sono veramente.

La maggior parte delle volte, questo succede per via dei grandi malintesi che girano intorno a cosa sia il Sé, o alle false promesse di cosa questa RealizzazioneRisveglio, Illuminazione, Verità assoluta – dovrebbe portarti.

Ovviamente, non sto dicendo che ci sono domande stupide, superficiali, ingenue o insensate – come dico sempre, non saprai mai in che modo e attraverso quale sentiero hai deciso di procedere per arrivare alla Verità che vuoi scoprire, che sia parziale, su qualche aspetto specifico della tua vita o che sia quella “Verità Ultima” a cui molti insegnamenti e molti maestri additano e di cui abbiamo già parlato altrove.

Ciò che sto dicendo è che puoi diventare consapevole da quale luogo di te stai ponendo le domande che poni, che cosa davvero stai cercando e come lo stai cercando, perché questo può fare tutta la differenza del mondo tra restare un Ricercatore a vita o incontrare quel momento in cui il tuo cammino termina, tra vivere nella frustrazione perché alla fine non era il Sé che stavi cercando, o vivere soddisfatto perché, in fondo, il tuo più profondo desiderio era qualcos’altro – il successo, una relazione appagante, la sicurezza… –  e, come dico sempre, va bene così, non sei un essere umano miglior  se cerchi il Sé supremo invece che qualche altro tipo di soddisfazione.

Per questo, invito sempre a essere molto onesti con se stessi, perché non ci sarà un premio ad aspettarti, o una ricompensa più alta se cerchi il Sé al posto che il partner dei tuoi sogni, o la ricchezza, o qualunque altra cosa che abita davvero in fondo al tuo cuore.

Indagine del Sé e Incontro con la Verità

 

Le Domande non sono tutte uguali

Lasciarsi portare di domanda in domanda verso luoghi che non abbiamo mai esplorato e che, chissà ci riservano le sorprese di cui abbiamo bisogno e le verità che non immaginavamo nemmeno di star cercando è un tratto profondamente distintivo di tutti gli umani incamminati verso la Realizzazione del Sé. Ma, come abbiamo detto, ci sono molti generi di domande; scopriamone alcune, insieme alle loro possibili trappole:

  1. Le domande fattuali

Sono domande che di solito si articolano intorno a cosa, quando, dove, come. Infatti, come dice la parola, hanno lo scopo di individuare fatti, descrivere circostanze, fenomeni, elementi concreti e tratti caratteristici… e lasciami dire che queste sono proprio le domande preferite di quella mente cognitiva che sembra tanto risolutiva (e in alcuni ambiti lo è), ma che fa a botte con la Realizzazione del Sé.

Questa mente si fa fondamentalmente 3 domande: perché (causa-effetto), come (soluzioni), quando (passato-futuro); basterebbe che cominciasse a domandarsi “chi”, perché “chi” è una domanda fattuale, in apparenza, ma può anche essere una domanda-soglia (ci arriviamo).

La trappola più frequente di questo tipo di domande è proprio quella di voler descrivere qualcosa come si trattasse di un oggetto: preciso, ben delineato, per lo più immutabile. Come sappiamo bene, né l’Io, né il Sé sono oggetti, qualcosa di definito una volta per tutte, qualcosa di oggettivo e di oggettuale.

  1. Le domande convergenti

Sono quel tipo di domande che fondamentalmente mirano a ridurre le variabili in gioco in un certo tema, e la cui risposta spesso si colloca sull’asse sì-no: è così, non è così, è certo, non è certo…

Queste sono, in sé, domande-trabocchetto perché sembrano semplici, sembrano lineari, sembrano prometterti una chiarezza senza ombra di dubbio, sembrano poterti accompagnare a una verità diretta, immediata e netta, solo che nella Realizzazione del Sé “la via più breve non è affatto la più diretta” e anzi, i contorni sfumati sono all’ordine del giorno, l’alea anche, ma soprattutto vige la legge del paradosso, del sì-ma-no, del né questo-né quello, non-qui e non-là.

  1. Le domande valutative

Come dice il nome, queste domande hanno lo scopo di accompagnare alla valutazione di un tema, una questione, un oggetto; effettuano un’analisi, procedono a una comparazione, cercano prospettive diverse da cui guardare, considerano nuovi risvolti, e così via.

Anche queste sembrano domande molto interessanti quando il desiderio è quello di scoprire chi sei, e per lungo tempo ne fai uso – guardi gli altri, consideri l’umano medio o il modello standard, ascolti testimonianze diverse e cose così.

Il rischio, la trappola è quella di cadere nel gioco del giusto/sbagliato, migliore/peggiore, o nel “come dovrebbe essere” e “come sarebbe se”, finendo dritti dritti nelle Terre Dispersive delle ipotesi, delle teorie e degli ideali, ma, come dico sempre, quando si tratta di noi stessi e della nostra natura profonda, non è la teoria ciò che ci interessa.

  1. Le domande divergenti

Lo scopo principale di queste domande è di aprire ad altre domande, con o senza risposta; in pratica danno il via a una catena potenzialmente infinita di quesiti perché la finalità è curiosare, esplorare, espandere, scoprire…

e detto così, suona anche bene e sensato quando si tratta della Ricerca di Sé, ma in verità vi è un sottile inganno dietro questo interrogare continuo, perché il rischio è quello di perdersi in un domandare fine a se stesso, credendo di portare avanti la ricerca, invece finendo in quelle che, qui a LilaVAR, chiamiamo le Terre del Caos, o i labirinti inutili, dove si perde di vista il succo della questione, che è, appunto, la scoperta di ciò che siamo veramente, per il quale alla fine basta una domanda sola e quasi ovvia in apparenza:“Chi sono io, veramente?”

  1. Le domande grilletto

E dunque, eccoci qui, eccoci a quelle che io chiamo le domande-grilletto, che sono come un motore, come il calcio di inizio di una partita che avrà bisogno di minuti, ore, giorni o anni per trovare la sua risposta, attraverso una o mille peripezie, attraverso creatività, sforzo, giochi di gambe, fiato, errori, prove, nuove soluzioni e guizzi impensabili.

Queste sono certamente domande creative, a volte appaiono come paradossali, o fortemente provocatorie, ma anche se tutto questo promette bene, sembra stimolante, divertente, sorprendente e intrigante, anche qui c’è una trappola.

Infatti, il rischio principale è quello di perdersi in fantasie mirabolanti, scenari stupefacenti e teorie fantasmagoriche, continuano a sparare quei fuochi d’artificio bellissimi, che sul momento sembrano grandi scoperte, grandi eureka e grandi verità, ma che svaniscono ancora prima di aver avuto il tempo di entrarci davvero.

Queste sono le domande in cui molti Ricercatori psichedelici o che usano strumenti come le Piante Maestre, finiscono; ma è anche la trappola di tutti coloro che sono profondamente sedotti dalle antiche tradizioni esoteriche, ricche di simboli, allegorie e promesse di segreti arcani e stupefacenti, o di coloro che si lasciano affascinare dagli aspetti immaginativi della psiche (sogni notturni e diurni, sogni lucidi, simbolismi personali o tradizionali), perdendosi nelle infinite derive di significato, o in mondi paralleli che si scollano sempre più dalla quotidianità.

  1. “Chi sono io?”: le domande che si dissolvono

Tra le domande-grilletto se ne nasconde una, tra le più stimolanti, profonde e insieme sfidanti: la domanda “Chi sono io?” – una domanda potente, che come un flauto magico ha la capacità di dare inizio a un’avventura che ti può portare in terre lontane e luoghi inesplorati, e che ti invita ad arrivare al nocciolo, se c’è, o al nucleo vuoto, prezioso, segreto, profondo e spazioso come il centro della ruota o il cuore della cipolla.

Allora, ecco che ciò di cui ti rendi conto è che quella che sembrava una domanda stimolo, una domanda potente, una domanda trigger, è di fatto una domanda che si dissolve, perché il suo scopo non è una risposta…

Come disse Gerturde Stein a pochi istanti dalla morte, risvegliandosi per un momento e rivolgendosi ad Alice Toklas, sua compagna di una vita: “Qual è la risposta?” – chiese. Alice, non rispose e la Stein annuendo, come se fosse d’accordo, continuò: “In questo caso, qual è la domanda?”.

Ecco.

Indagine del Sé e Incontro con la Verità

 

L’incontro con la Verità

Poche frasi, frutto di un’esperienza e una conoscenza diretta, racchiudono altrettanto bene l’essenza di un intero discorso e di un tema che richiederebbe pagine e pagine, discorsi illuminati e intuizione di rara profondità. E poche frasi racchiudono altrettanto bene l’essenza stessa di quello che io chiamo l’Incontro con la Verità.

Come dico sempre, non si tratta di una verità fattuale, né di un qualche dogma o nuova teoria, ma di una verità esistenziale, che come un’evidenza si mostra a un certo punto del tuo cercare, indagare, interrogare e quello che credevi un serpente, si rivela indubitabilmente una corda, senza che via sia modo, mai più e in nessun caso che tu possa tornare indietro da lì.

Ecco. Lì, in quel momento, avrai voglia di dire che “si è accesa la luce”. Io la chiamo la “chiarità”, perché non è una questione di chiarezza intellettuale, di dissipare dubbi, caos, nebbie comprensive o nodi aggrovigliati di concetti astratti.

No, no, si tratta di vedere.

Ma il punto è che per lungo tempo, lungo il tuo cammino di scoperta di ciò che sei veramente, tu credi che siano le risposte a “farti avanzare” nella vita, che siano loro a farti crescere, evolvere, cambiare…

È stato così anche per me.

Lungo il cammino che per anni io stessa ho seguito, con il desiderio di trovare risposte sempre più vere e sempre più profonde alle domande che mi abitavano – riguardo a me stessa, chi fossi, qual era il mio posto nel mondo, qual era il significato della vita che stavo vivendo, e delle emozioni che mi attraversavano, spesso tanto forti e pervasive da lasciarmi come un terreno devastato dopo l’abbattersi di uno tsunami –

a un certo punto mi sono resa conto che quelle domande erano la forma stessa, una delle forme, del mio relazionarmi con il mondo e con me stessa, quell’altra “me” che sentivo essere il mio doppio interno.

In sostanza ero un dialogo vivente, ero io stessa quel luogo dove maestro e discepolo si incontrano, il luogo del Satsang, il luogo dove quel Gioco delle Domande e delle Risposte è solo un gioco, che porti avanti per lungo tempo, e che sembra disegnare una strada, quesito dopo quesito, come ciottoli su un fiume, su cui salti per arrivare dall’altra parte;

e di “altre parti” in effetti ne esplori molte, proprio come boschetti e radure sempre nuove, fino a quando quell’interrogare comincia a “vivere di vita propria”, e qualcos’altro è lì a testimoniarlo, 
fino a quando, naturalmente, si esaurisce,
fino a quando, naturalmente, cala il silenzio,
fino a quando l’interrogare si sospende,
e rimane quell’ultimo spazio vuoto, quella chiarità dove per ultima risuona una meta-domanda, una domanda sulla domanda, una domanda che si chiede: Qual era la domanda?

Perché, lì, su quella soglia, potente, presente e paradossale, tutto è già evidente, semplice, naturale, esposto, così com’è.
Su quella soglia, tutto cambia e niente cambia

Ma prima di arrivare lì ho dovuto comprendere molte altre cose, anche sull’attitudine del domandare, e certamente mi sono dovuta innamorare delle domande molto più che delle risposte, per quanto splendide e affascinanti fossero, per quanti approdi meravigliosi promettessero, o tesori dissotterrassero;

allora mi sono innamorata del domandare perdendo totalmente interesse per le risposte, e lasciavo scorrere questa energia di pensiero potente, come cavalli in corsa per immense praterie, liberi e potenti in sé, senza meta e senza volerli imbrigliare, senza volerli addomesticare, senza volerli cavalcare perché mi portassero da qualche parte, 

arrivando a scoprire che l’essenza del Gioco delle Domande è, innanzitutto, un invito a danzare con l’ignoto e con il Mistero. Lì, sulla quella soglia, l’indagine diventa un puro e semplice atto di devozione alla Verità. Non importa quale essa sia, non importa se “servirà a qualcosa”, non importa se c’è qualcosa di importante o di futile in essa, o se dice qualcosa di “vero per sempre” o “vero solo per quel momento lì”…

In quella “devozione” è la devozione il punto, molto più che la Verità, perché quella devozione è una domanda del Cuore.
Ed è proprio lì, su quella soglia che anche l’ultima domanda scompare:

“Qual era la domanda?”
E il Cuore canta la sua canzone

e la Verità si mostra, evidente, ed è sempre stata lì.

Ecco.
Allora, lascia che ti chieda:
Tu, cos’è che veramente vuoi?
Cos’è che veramente stai domandando?
Cosa stai veramente cercando: una soluzione? una giustificazione? una ragione? un “permesso” per qualcosa? un’approvazione? una sazietà?

O la Verità
– di te?

Ti aspetto a LilaVAR  🐾 
intanto, ti abbraccio dall’Unico Cuore 💚

_____

Claudia Lila Marga
𝑉𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝐿𝑖𝑙𝑎𝑉𝐴𝑅 – 𝐿𝑎 𝐺𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝐴𝑣𝑣𝑒𝑛𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑒́
Su Amazon. Scopri di più: https://tinyurl.com/5n7fhu53

Mi sedetti vicino a lei, e, nel primo pomeriggio, lei mi disse:
"Qual è la risposta?"
Io tacevo.
"In questo caso - lei riprese - qual è la domanda?».

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Riassunto | L'Articolo in sintesi

In questo articolo affrontiamo il tema dell'"Indagine sul Sé" caro a molti percorsi di ricerca interiore e spirituale, tra cui l'Advaita. Per prima cosa, è importante capire che al centro di questo approccio alla Realizzazione del Sé, c'è quello che potremmo chiamare "Il Gioco delle Domande e delle Risposte", di cui anche molti Maestri hanno fatto uso, nelle varie tradizioni.

Per poter comprendere la portata di questo genere di approccio, basato sul porre Domande, è fondamentale comprendere che le domande non sono tutte uguali: da quale luogo di noi emergono, e qual è il loro vero obiettivo o il tipo di risposta a cui ci aprono? Cosa stiamo davvero cercando?

Descriviamo quindi i principali tipi di Domande e le loro possibili Trappole, infine arrivando ad affrontare la Domanda Primaria - "Chi sono io?" - capace di dare il via a un'avventura verso il nucleo profondo del nostro Essere.

Esiste una risposta? O la Verità che si trova è più un'evidenza che si disvela, una "chiarezza" che va oltre la comprensione intellettuale, dove tutte le domande, anche le più profonde, si dissolvano naturalmente nel silenzio e nella Realizzazione di ciò che è?

Alcune delle DOMANDE a cui questo articolo risponde

1. Qual è l'importanza del Gioco delle Domande e delle Risposte nella scoperta di sé e nell'indagine sul Sé?
2. Quali domande sono realmente utili al tuo percorso di Ricerca di Sé e quali sono irrilevanti? 3. Perché abbiamo così bisogno di trovare delle risposte quando vogliamo conoscere noi stessi?
4. Qual è l'approccio migliore per esplorare la propria Vera Natura?
5. Quali tipi di domande sono importanti ed efficaci nella Ricerca del Sé?
6. Quali sono i diversi tipi di domande che possiamo porci e le loro Trappole quando ci incamminiamo lungo un percorso di Ricerca di sé?
7. Qual è la differenza tra domande fattuali, convergenti, valutative, divergenti, o "domande-trigger"?
8. Qual è il ruolo e il potenziale della domanda "Chi sono io?" nella ricerca del Sé?
9. Qual è il vero obiettivo della ricerca del Sé? Cosa stai cercando veramente?

Temi chiave:

La Ricerca della Verità, soprattutto quella interiore, trova un alleato potente nel porre quelle che possiamo definire le Buone Domande. Innanzitutto, quindi, è importante comprendere che le Domande non sono tutte uguali e possono nascondere insidie e trappole e, se irrilevanti o non ben allineate con lo scopo di senso dell’Indagine sul Sé, rischiano di essere fuorvianti.
Analizziamo diverse tipologie di Domande, evidenziandone le possibili insidie e ciò a cui possiamo giungere attraverso di esse. Da quelle fattuali, a quelle convergenti, da quelle valutative a quelle divergenti, fino alle domande-grilletto, o Domande Aperte, la cui capostipite è la Domanda Primaria “Chi sono io?” una domanda potente il cui scopo non è ottenere una risposta.
La Verità che si incontra quando procediamo all’Indagine del Sé, non è un fatto né una teoria, ma un'esperienza esistenziale. Si manifesta molto più come un'evidenza e come una "chiarezza", che non come una comprensione intellettuale o una spiegazione. Per questo, la mente, seppur fondamentale e potente, non è lo strumento più adatto per scoprire la nostra Vera Natura.
Cosa ci muove alla Ricerca di noi stessi? Stiamo cercando delle soluzioni a qualche problema, magari delle conferme o delle certezze? O stiamo davvero cercando la Verità dell’Essere e la scoperta di ciò che siamo veramente? In tal caso, probabilmente, non è lontano il giorno in cui tutte le Domande si dissolveranno nell’evidenza di ciò che è così com’è.

L’incontro con la Verità: il Gioco delle Domande e delle Risposte

Da sempre, l’essere umano cerca risposte alle domande profonde della vita, quelle che possiamo chiamare le domande esistenziali. Una ricerca che per lo più viene lasciata nelle mani della mente (cognitiva, speculativa e riflessiva), senza una piena consapevolezza del gioco a cui stiamo giocando.

E sì, la mente (cognitiva, speculativa e riflessiva) cerca risposte, costantemente, e non c’è nulla di male nelle risposte, né c’è niente di male nella mente cognitiva – quella che apprende, modellizza queste risposte e ne fa dei protocolli, dei punti di riferimento e dei dati acquisiti e “stoccabili”;

come dico sempre, è meravigliosa, la mente, utilissima, impagabile, ma quando si tratta di scoprire chi siamo veramente, è davvero lo strumento di cui abbiamo bisogno?

Beh, se frequenti questo Blog, sai già dove voglio arrivare, ma prima lascia che ti faccia una domanda ancora più radicale: quando il tema è umano, quando il tema sei tu, proprio tu, il tuo essere, sei certo che sia una risposta ciò che stai cercando?

Se ci basiamo sull’esperienza di questo tipo di mente che, come esseri umani, tutti abbiamo, sappiamo bene che cercare una risposta è quasi sempre cercare la soluzione a un problema, o una definizione certa, una qualche forma di sicurezza, o qualcosa di definitivo e incontrovertibile, che chiamiamo “verità”.

Ma è questa la Verità dell’Essere?
Quando si tratta di scoprire il nostro Vero Sé, è questa la Verità all’incontro con la quale stiamo aspirando?

Sei sicuro, quindi, che, quando si tratta di scoprire la tua vera natura, l’invito che ti stai facendo non sia invece quello di lanciarsi in un’avventura esplorativa di non si sa bene nemmeno cosa? Sei sicuro che l’invito non sia quello semplicemente di partire a cavallo di una domanda e chi vivrà vedrà?

Beh, lo so che detto così suona un po’ vago e ben poco promettente, tuttavia i Viaggiatori di LilaVAR sanno, per esperienza diretta e personale, che questo cambio di prospettiva a cui forse anche tu ti stai affacciando è fondamentale, e partire per le Terre Selvagge del Sé è molto più simile a un viaggio nella più intricata delle foreste “a cavallo del domandare”, che non a un percorso ben organizzato di strade, autostrade e crocevia regolari e ordinati con in fondo una bella meta certa ad aspettarti.

Ecco. Se qualcosa in queste parole ti risuona, allora facciamo un altro passo.

Indagine del Sé e Incontro con la Verità

 

L’Indagine sul Sé nei cammini di Realizzazione del Sé

Se non è del gioco cognitivo-riflessivo delle domande/risposte di cui stiamo parlando, a che tipo di indagine ci stiamo riferendo e quali tipi di domande ha senso porre?

Sì, perché, le domande non sono tutte uguali e diverso è il loro potere e la loro rilevanza a seconda del tipo di ricerca in cui siamo immersi.

Come Ricercatori del Sé – cioè, non ricercatori del successo, della felicità immutabile, della relazione perfetta, del lavoro ideale, del mondo paradisiaco e del sollievo interminabile...

come Ricercatori del Sé è fondamentale comprendere cosa ha senso chiedersi, cosa conta davvero, cosa è importante sondare… e lasciami dire che, dopo 30 anni di frequentazione degli ambienti spirituali più disparati, è sempre sorprendente per me scoprire quanti sono i Ricercatori del Sé che si fanno domande irrilevanti o non pertinenti e non funzionali alla scoperta di ciò che sono veramente.

La maggior parte delle volte, questo succede per via dei grandi malintesi che girano intorno a cosa sia il Sé, o alle false promesse di cosa questa RealizzazioneRisveglio, Illuminazione, Verità assoluta – dovrebbe portarti.

Ovviamente, non sto dicendo che ci sono domande stupide, superficiali, ingenue o insensate – come dico sempre, non saprai mai in che modo e attraverso quale sentiero hai deciso di procedere per arrivare alla Verità che vuoi scoprire, che sia parziale, su qualche aspetto specifico della tua vita o che sia quella “Verità Ultima” a cui molti insegnamenti e molti maestri additano e di cui abbiamo già parlato altrove.

Ciò che sto dicendo è che puoi diventare consapevole da quale luogo di te stai ponendo le domande che poni, che cosa davvero stai cercando e come lo stai cercando, perché questo può fare tutta la differenza del mondo tra restare un Ricercatore a vita o incontrare quel momento in cui il tuo cammino termina, tra vivere nella frustrazione perché alla fine non era il Sé che stavi cercando, o vivere soddisfatto perché, in fondo, il tuo più profondo desiderio era qualcos’altro – il successo, una relazione appagante, la sicurezza… –  e, come dico sempre, va bene così, non sei un essere umano miglior  se cerchi il Sé supremo invece che qualche altro tipo di soddisfazione.

Per questo, invito sempre a essere molto onesti con se stessi, perché non ci sarà un premio ad aspettarti, o una ricompensa più alta se cerchi il Sé al posto che il partner dei tuoi sogni, o la ricchezza, o qualunque altra cosa che abita davvero in fondo al tuo cuore.

Indagine del Sé e Incontro con la Verità

 

Le Domande non sono tutte uguali

Lasciarsi portare di domanda in domanda verso luoghi che non abbiamo mai esplorato e che, chissà ci riservano le sorprese di cui abbiamo bisogno e le verità che non immaginavamo nemmeno di star cercando è un tratto profondamente distintivo di tutti gli umani incamminati verso la Realizzazione del Sé. Ma, come abbiamo detto, ci sono molti generi di domande; scopriamone alcune, insieme alle loro possibili trappole:

  1. Le domande fattuali

Sono domande che di solito si articolano intorno a cosa, quando, dove, come. Infatti, come dice la parola, hanno lo scopo di individuare fatti, descrivere circostanze, fenomeni, elementi concreti e tratti caratteristici… e lasciami dire che queste sono proprio le domande preferite di quella mente cognitiva che sembra tanto risolutiva (e in alcuni ambiti lo è), ma che fa a botte con la Realizzazione del Sé.

Questa mente si fa fondamentalmente 3 domande: perché (causa-effetto), come (soluzioni), quando (passato-futuro); basterebbe che cominciasse a domandarsi “chi”, perché “chi” è una domanda fattuale, in apparenza, ma può anche essere una domanda-soglia (ci arriviamo).

La trappola più frequente di questo tipo di domande è proprio quella di voler descrivere qualcosa come si trattasse di un oggetto: preciso, ben delineato, per lo più immutabile. Come sappiamo bene, né l’Io, né il Sé sono oggetti, qualcosa di definito una volta per tutte, qualcosa di oggettivo e di oggettuale.

  1. Le domande convergenti

Sono quel tipo di domande che fondamentalmente mirano a ridurre le variabili in gioco in un certo tema, e la cui risposta spesso si colloca sull’asse sì-no: è così, non è così, è certo, non è certo…

Queste sono, in sé, domande-trabocchetto perché sembrano semplici, sembrano lineari, sembrano prometterti una chiarezza senza ombra di dubbio, sembrano poterti accompagnare a una verità diretta, immediata e netta, solo che nella Realizzazione del Sé “la via più breve non è affatto la più diretta” e anzi, i contorni sfumati sono all’ordine del giorno, l’alea anche, ma soprattutto vige la legge del paradosso, del sì-ma-no, del né questo-né quello, non-qui e non-là.

  1. Le domande valutative

Come dice il nome, queste domande hanno lo scopo di accompagnare alla valutazione di un tema, una questione, un oggetto; effettuano un’analisi, procedono a una comparazione, cercano prospettive diverse da cui guardare, considerano nuovi risvolti, e così via.

Anche queste sembrano domande molto interessanti quando il desiderio è quello di scoprire chi sei, e per lungo tempo ne fai uso – guardi gli altri, consideri l’umano medio o il modello standard, ascolti testimonianze diverse e cose così.

Il rischio, la trappola è quella di cadere nel gioco del giusto/sbagliato, migliore/peggiore, o nel “come dovrebbe essere” e “come sarebbe se”, finendo dritti dritti nelle Terre Dispersive delle ipotesi, delle teorie e degli ideali, ma, come dico sempre, quando si tratta di noi stessi e della nostra natura profonda, non è la teoria ciò che ci interessa.

  1. Le domande divergenti

Lo scopo principale di queste domande è di aprire ad altre domande, con o senza risposta; in pratica danno il via a una catena potenzialmente infinita di quesiti perché la finalità è curiosare, esplorare, espandere, scoprire…

e detto così, suona anche bene e sensato quando si tratta della Ricerca di Sé, ma in verità vi è un sottile inganno dietro questo interrogare continuo, perché il rischio è quello di perdersi in un domandare fine a se stesso, credendo di portare avanti la ricerca, invece finendo in quelle che, qui a LilaVAR, chiamiamo le Terre del Caos, o i labirinti inutili, dove si perde di vista il succo della questione, che è, appunto, la scoperta di ciò che siamo veramente, per il quale alla fine basta una domanda sola e quasi ovvia in apparenza:“Chi sono io, veramente?”

  1. Le domande grilletto

E dunque, eccoci qui, eccoci a quelle che io chiamo le domande-grilletto, che sono come un motore, come il calcio di inizio di una partita che avrà bisogno di minuti, ore, giorni o anni per trovare la sua risposta, attraverso una o mille peripezie, attraverso creatività, sforzo, giochi di gambe, fiato, errori, prove, nuove soluzioni e guizzi impensabili.

Queste sono certamente domande creative, a volte appaiono come paradossali, o fortemente provocatorie, ma anche se tutto questo promette bene, sembra stimolante, divertente, sorprendente e intrigante, anche qui c’è una trappola.

Infatti, il rischio principale è quello di perdersi in fantasie mirabolanti, scenari stupefacenti e teorie fantasmagoriche, continuano a sparare quei fuochi d’artificio bellissimi, che sul momento sembrano grandi scoperte, grandi eureka e grandi verità, ma che svaniscono ancora prima di aver avuto il tempo di entrarci davvero.

Queste sono le domande in cui molti Ricercatori psichedelici o che usano strumenti come le Piante Maestre, finiscono; ma è anche la trappola di tutti coloro che sono profondamente sedotti dalle antiche tradizioni esoteriche, ricche di simboli, allegorie e promesse di segreti arcani e stupefacenti, o di coloro che si lasciano affascinare dagli aspetti immaginativi della psiche (sogni notturni e diurni, sogni lucidi, simbolismi personali o tradizionali), perdendosi nelle infinite derive di significato, o in mondi paralleli che si scollano sempre più dalla quotidianità.

  1. “Chi sono io?”: le domande che si dissolvono

Tra le domande-grilletto se ne nasconde una, tra le più stimolanti, profonde e insieme sfidanti: la domanda “Chi sono io?” – una domanda potente, che come un flauto magico ha la capacità di dare inizio a un’avventura che ti può portare in terre lontane e luoghi inesplorati, e che ti invita ad arrivare al nocciolo, se c’è, o al nucleo vuoto, prezioso, segreto, profondo e spazioso come il centro della ruota o il cuore della cipolla.

Allora, ecco che ciò di cui ti rendi conto è che quella che sembrava una domanda stimolo, una domanda potente, una domanda trigger, è di fatto una domanda che si dissolve, perché il suo scopo non è una risposta…

Come disse Gerturde Stein a pochi istanti dalla morte, risvegliandosi per un momento e rivolgendosi ad Alice Toklas, sua compagna di una vita: “Qual è la risposta?” – chiese. Alice, non rispose e la Stein annuendo, come se fosse d’accordo, continuò: “In questo caso, qual è la domanda?”.

Ecco.

Indagine del Sé e Incontro con la Verità

 

L’incontro con la Verità

Poche frasi, frutto di un’esperienza e una conoscenza diretta, racchiudono altrettanto bene l’essenza di un intero discorso e di un tema che richiederebbe pagine e pagine, discorsi illuminati e intuizione di rara profondità. E poche frasi racchiudono altrettanto bene l’essenza stessa di quello che io chiamo l’Incontro con la Verità.

Come dico sempre, non si tratta di una verità fattuale, né di un qualche dogma o nuova teoria, ma di una verità esistenziale, che come un’evidenza si mostra a un certo punto del tuo cercare, indagare, interrogare e quello che credevi un serpente, si rivela indubitabilmente una corda, senza che via sia modo, mai più e in nessun caso che tu possa tornare indietro da lì.

Ecco. Lì, in quel momento, avrai voglia di dire che “si è accesa la luce”. Io la chiamo la “chiarità”, perché non è una questione di chiarezza intellettuale, di dissipare dubbi, caos, nebbie comprensive o nodi aggrovigliati di concetti astratti.

No, no, si tratta di vedere.

Ma il punto è che per lungo tempo, lungo il tuo cammino di scoperta di ciò che sei veramente, tu credi che siano le risposte a “farti avanzare” nella vita, che siano loro a farti crescere, evolvere, cambiare…

È stato così anche per me.

Lungo il cammino che per anni io stessa ho seguito, con il desiderio di trovare risposte sempre più vere e sempre più profonde alle domande che mi abitavano – riguardo a me stessa, chi fossi, qual era il mio posto nel mondo, qual era il significato della vita che stavo vivendo, e delle emozioni che mi attraversavano, spesso tanto forti e pervasive da lasciarmi come un terreno devastato dopo l’abbattersi di uno tsunami –

a un certo punto mi sono resa conto che quelle domande erano la forma stessa, una delle forme, del mio relazionarmi con il mondo e con me stessa, quell’altra “me” che sentivo essere il mio doppio interno.

In sostanza ero un dialogo vivente, ero io stessa quel luogo dove maestro e discepolo si incontrano, il luogo del Satsang, il luogo dove quel Gioco delle Domande e delle Risposte è solo un gioco, che porti avanti per lungo tempo, e che sembra disegnare una strada, quesito dopo quesito, come ciottoli su un fiume, su cui salti per arrivare dall’altra parte;

e di “altre parti” in effetti ne esplori molte, proprio come boschetti e radure sempre nuove, fino a quando quell’interrogare comincia a “vivere di vita propria”, e qualcos’altro è lì a testimoniarlo, 
fino a quando, naturalmente, si esaurisce,
fino a quando, naturalmente, cala il silenzio,
fino a quando l’interrogare si sospende,
e rimane quell’ultimo spazio vuoto, quella chiarità dove per ultima risuona una meta-domanda, una domanda sulla domanda, una domanda che si chiede: Qual era la domanda?

Perché, lì, su quella soglia, potente, presente e paradossale, tutto è già evidente, semplice, naturale, esposto, così com’è.
Su quella soglia, tutto cambia e niente cambia

Ma prima di arrivare lì ho dovuto comprendere molte altre cose, anche sull’attitudine del domandare, e certamente mi sono dovuta innamorare delle domande molto più che delle risposte, per quanto splendide e affascinanti fossero, per quanti approdi meravigliosi promettessero, o tesori dissotterrassero;

allora mi sono innamorata del domandare perdendo totalmente interesse per le risposte, e lasciavo scorrere questa energia di pensiero potente, come cavalli in corsa per immense praterie, liberi e potenti in sé, senza meta e senza volerli imbrigliare, senza volerli addomesticare, senza volerli cavalcare perché mi portassero da qualche parte, 

arrivando a scoprire che l’essenza del Gioco delle Domande è, innanzitutto, un invito a danzare con l’ignoto e con il Mistero. Lì, sulla quella soglia, l’indagine diventa un puro e semplice atto di devozione alla Verità. Non importa quale essa sia, non importa se “servirà a qualcosa”, non importa se c’è qualcosa di importante o di futile in essa, o se dice qualcosa di “vero per sempre” o “vero solo per quel momento lì”…

In quella “devozione” è la devozione il punto, molto più che la Verità, perché quella devozione è una domanda del Cuore.
Ed è proprio lì, su quella soglia che anche l’ultima domanda scompare:

“Qual era la domanda?”
E il Cuore canta la sua canzone

e la Verità si mostra, evidente, ed è sempre stata lì.

Ecco.
Allora, lascia che ti chieda:
Tu, cos’è che veramente vuoi?
Cos’è che veramente stai domandando?
Cosa stai veramente cercando: una soluzione? una giustificazione? una ragione? un “permesso” per qualcosa? un’approvazione? una sazietà?

O la Verità
– di te?

Ti aspetto a LilaVAR  🐾 
intanto, ti abbraccio dall’Unico Cuore 💚

_____

Claudia Lila Marga
𝑉𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝐿𝑖𝑙𝑎𝑉𝐴𝑅 – 𝐿𝑎 𝐺𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝐴𝑣𝑣𝑒𝑛𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑒́
Su Amazon. Scopri di più: https://tinyurl.com/5n7fhu53
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Mi sedetti vicino a lei, e, nel primo pomeriggio, lei mi disse:
"Qual è la risposta?"
Io tacevo.
"In questo caso - lei riprese - qual è la domanda?».

Gertrude Stein - Autobiografia di Alice Toklas


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